Scende silenzioso i gradini del palco dell’Ariston, un sorriso trattenuto, gli occhi verso il basso per non cadere a causa della lunga tunica che lo avvolge. Achille Lauro si presenta così davanti ai migliaia di spettatori virtuali e reali che lo osservano con attenzione. Sta per partire la musica, il titolo della canzone è già un chiaro avvertimento a ciò che sta per succedere: “Me ne frego“. L’esibizione prende il via e il cantante si spoglia, o meglio, si rivela al grande pubblico; il costume cambia, una tuta ricca di glitter aderisce al suo corpo e lo spettacolo è servito.

Achille circondato da colombe
Credits: @achilleidol Profilo Instagram Ufficiale Achille Lauro

ACHILLE LAURO SI SPOGLIA COME SAN FRANCESCO

Achille Lauro si spoglia come San Francesco, è proprio lui a rivelarlo sui suoi social ai fan: “San Francesco. La celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di San Francesco della Basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà.” Lauro ha portato all’Ariston uno dei santi più venerati della Chiesa cattolica e lo ha fatto andando contro qualsiasi regola, proprio come San Francesco, e come lui si è spogliato di ogni cosa, solo una tuta a coprirne le nudità, scalzo canta sorridente sul palco. Inoltre non si tratta di un abito qualsiasi, infatti la succinta tutina è stata confezionata dalla casa di moda italiana GUCCI, con la complicità del direttore artistico Alessandro Michele.

Il profilo Instagram di Achille è completamente rinnovato; eh sì, perchè Lauro adesso è come il grande santo e sfida tutti: un santino al posto dell’immagine profilo, un vero e proprio trittico, tre “pale d’altare” una dopo l’altra, immagini votive in sequenza in cui il cantante è in completa adorazione, cherubini e colombe accanto a lui. Si posiziona accanto allo sfondo celestiale dell’eterno in silenzio religioso, il manto nero che lo ricopriva è lì e lui nuovamente, stavolta in un attimo fermato per sempre, se ne libera guardando in alto, con una scenografia quasi medievale alle sue spalle. Un lupo ai suoi piedi come quello che San Francesco incontrò a Gubbio, il buon caro “fratello lupo”, e che lo seguì come un mite agnello.

Achille come San Francesco
Credits: @achilleidol Profilo Instagram Ufficiale Achille Lauro

“ME NE FREGO”

La canzone parla di qualcuno che ricade in un gioco continuo, che è quello dell’amore. Non gli interessa delle bugie, accetta qualsiasi cosa: Lauro parla quasi di devozione, una devozione che spesso può però nascondere fragilità, instabilità e malumori. Un amore irresistibile nonostante tutto: questa visione accostata alla performance del cantante trova sicuramente molte polemiche, anche, se quello che lui rende agli occhi dei suoi fan è un vero e proprio elogio al santo di Assisi. C’è da chiedersi se non nasconda qualcosa di più blasfemo o perlomeno provocatorio, nel perfetto stile di Lauro.

“Fai di me quel che vuoi sono qui
Faccia d’angelo
David di Michelangelo”

A quanto pare il cantante non smette di citare opere d’arte nemmeno nel testo della canzone, come anche lui ha dichiarato: “Ho deciso di osare, di azzardare, qualcuno potrà dire che sono pazzo: sono disposto a correre il rischio, certo che chi non comprenderà avrà comunque il mio rispetto. Per tutto il resto…“Me ne frego”.

Achille circondato da cherubini
Credits: @achilleidol Profilo Instagram Ufficiale Achille Lauro

LE STORIE DI SAN FRANCESCO – GIOTTO

Seguendo la paternità di Giotto per gli affreschi della Basilica superiore di Assisi, la quale risale a fonti antiche come Riccobaldo Ferrarese, Ghiberti e Vasari, intorno al 1292-1296 l’artista avrebbe affrescato la fascia inferiore della navata con le ventotto “Storie di san Francesco“. Quest’opera ha segnato la pittura occidentale e a quanto pare continua ad incidere sulla nostra cultura: il ciclo è considerato l’inizio della modernità. Difatti il soggetto rappresentato da Giotto traccia le basi di un repertorio completamente nuovo nell’arte, ad esempio nessuno prima di San Francesco aveva ricevuto le stigmate; inoltre, la nuova figura ha comportato la ricerca di modelli e di una pittura decisamente diversa dal passato. Il nuovo sistema iconografico si ricollega anche agli studi biblici dei francescani, che non rimandano più come prima al simbolismo, avvicinandosi il più possibile ad una fede pura immedesimandosi, il più possibile, con la Sacra Scrittura, segnando una svolta nella pittura occidentale. 

Giotto, San Francesco rinuncia ai beni terreni 1292-1296, Basilica superiore di Assisi
Credits: @wikiwand.com

Di conseguenza non ci risulta così strana la scelta di Lauro, la quale, anche se non è stata apprezzata da tutti, non può che risultare assolutamente vincente. D’altronde che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli. 

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