di Giorgio “Talpa G 44” Silvestrelli 

Il mondo è pieno di plastica. Non lo scopriamo di certo oggi.
Lo dicono costantemente i telegiornali, lo ribadiscono i nostri amici sui social network e si moltiplicano le idee per ridurla o eliminarla.
Tutti noi, nel nostro piccolo, lottiamo per un mondo senza (troppa) plastica.
Tra le tantissime tonnellate di plastica c’è però qualcosa che ci auguriamo che non smetteranno mai di produrre, stiamo parlando degli art toys.

Non basterà un articolo per spiegarne il fenomeno; in effetti, per complessità e varietà, questi giocattoli artistici danno vita a un vero e proprio mondo in cui è possibile perdersi.

Gli art toys o designer toys sono degli oggetti di design in forma di giocattolo creati da artisti, grafici, fumettisti, designer e illustratori più o meno famosi.
I più diffusi sono realizzati in plastica o vinile ma anche in lattice, resina, metallo, legno, peluche e perfino carta. Insomma, come sempre, non c’è limite alla fantasia.

Due sono le caratteristiche importanti alla base di un art toy: un’idea artistica e il numero limitato di pezzi prodotti.
Andy Warhol ha sdoganato l’idea della riproducibilità a discapito dell’unicità dell’opera d’arte, che non è più un pezzo unico, ma può essere riprodotta, in numero limitato.
Lo stesso dicasi per questi designer toys, che sono appunto tali non solo perché opera di un artista, ma anche perché realizzati in tiratura limitata (generalmente 50 o 100 pezzi).

Tutto questo porta ad un collezionismo sfrenato ed alza notevolmente il livello di “nerditudine” verso vette altissime.
Qui non parliamo di Big Jim, Masters of the Universe, Action Man, My Mini Pony, o dei Puffi e altri personaggi della nostra infanzia con cui facevamo fantastiche battaglie o vivevamo avventure straordinarie.

Mettiamo da parte per un attimo le memorie d’infanzia e catapultiamoci nel presente anche se, per esattezza, i primi art toys apparvero nella metà degli anni ’90.
Non c’è una data certa o un modello che può essere considerato il primo. Tutto è avvolto in una sorta di mistero/leggenda ed è forse questo che rende la questione più intrigante e coinvolgente.
A Hong Kong, nel 1995, fanno la loro comparsa i primi Qee (si legge “key”) della Toys2R. Il fondatore di questa azienda è l’artista Raymond Choy.
I Qee si possono definire come un mix tra i personaggi Lego e Playmobil. La particolarità sta nella forma della testa, che può ricordare quella di un gatto o di un cane, orso, scimmia e coniglio.
Hanno un’altezza variabile (2, 8 e 16 pollici) e sono forse tra i designer toys più iconici e amati.
L’innovazione più grande portata da Toys2R è l’introduzione di DIY (do it yourself) o canvas toys. Con questo termine possiamo parlare di personaggi che hanno una forma definita, ma customizabili dagli acquirenti.
Sono, quindi, generalemente bianchi e possono essere disegnati e colorati a piacimento con tempere, pennarelli, pastelli e quant’altro.
Questo concetto di personalizzazione ha generato un grande interesse non solo verso gli appassionati. Molti artisti contemporanei hanno iniziato ad utilizzarli come vere e proprie tele per creare le loro opere d’arte.

Nel 2005, Jeremyville, artista australiano di chiara fama mondiale, ha pubblicato un libro intitolato “Vinyl Will Killche, per la prima volta, fotografa la realtà multicolore degli art toys.
La pubblicazione ha definitivamente sdoganato questo fenomeno ed è così che alcuni di questi giocattoli (o dovremmo dire pezzi d’arte?) sono stati esposti presso il Museum of Contemporary Art di Tokyo ed il Museum of Fine Arts di Boston, solo per fare alcuni esempi.

Ron English, Frank Kozik, l’italiano Simone Legno (in arte Tokidoki), Buff Monster, Micheal Lau, Nathan Jurevicius, Eric So, Amanda Visell, Joe Ledbetter, KAWS, Mighty Jaxx, Gary Baseman e Junko Mizuno sono solo alcuni nomi di grandi artisti contemporanei che, nel corso degli anni, hanno regalato agli appassionati di tutto il mondo incredibili e coloratissimi art toys.

Le foto vi abbiamo allegato possono darvi solo un’idea del fantasioso e articolato mondo in cui abbiamo provato ad introdurvi in queste poche righe.
Art Toys: oggetti d’arte per bambini e bambine ormai troppo cresciuti per poter essere ancora definiti tali.
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