Poche ore fa, si è spenta una delle figure più importanti dell’arte contemporanea italiana: Germano Celant. Il Coronavirus ha mietuto un’altra, importante vittima nel mondo della cultura. A 80 anni, così, ci lascia uno dei maggiori critici e storici dell’arte della nostra epoca.

Germano Celant (fonte: exibart.com)

Germano Celant e l’arte povera

Noto a livello internazionale, Celant può essere considerato come uno dei padri dell’arte contemporanea italiana. Era il 1967 quando Celant coniò il termine “arte povera” per designare un gruppo di artisti che esponevano alla Galleria La Bertesca di Genova, città natale del critico. Tra questi artisti ci sono alcuni dei nomi più importanti della scena italiana di fine Novecento: Alighiero Boetti, Jannis Kounellis e Pino Pascali sono solo alcuni esempi. Germano Celant ha dato vita, dunque, a quello che sarebbe stato uno dei movimenti più influenti dell’arte contemporanea italiana ed europea. Ironia della sorte, il padre dell’arte povera italiana si spegne nel giorno del quindicesimo anniversario dalla nascita della fondazione dedicata ad uno dei suoi esponenti di spicco: Mario Merz.

“ ‘Arte Povera’ è un’espressione così ampia da non significare nulla. Non definisce un linguaggio pittorico, ma un’attitudine” – Germano Celant

Un’esempio di arte povera: Mario Merz a Pirelli Hangar Bicocca (foto di Alberto Villa)

Incarichi nazionali e internazionali

L’attività di Celant non si limita, ovviamente, a questo. Bisogna ricordare, infatti, le collaborazioni con alcune delle maggiori istituzioni artistiche internazionali, come il Centre Pompidou di Parigi, la Royal Academy of Arts di Londra e il Guggenheim di New York. Inoltre, è stato direttore artistico della 47esima Biennale d’Arte di Venezia, il più importante evento artistico su suolo italiano. L’esposizione vantava la partecipazione dei più grandi artisti contemporanei come Maurizio Cattelan, Marina Abramović, Anselm Kiefer e Jeff Koons. Nel nuovo millennio ha ricoperto il ruolo di direttore artistico alla Fondazione Prada di Milano e di curatore alla Fondazione Vedova di Venezia per poi organizzare la mostra Art & Food alla Triennale di Milano in occasione di EXPO 2015.

Lutto nell’arte contemporanea

A dare la notizia della tragica scomparsa è la famiglia del noto critico d’arte. Celant era ricoverato da ormai due mesi all’ospedale San Raffaele di Milano, dove lottava contro un virus che non fa distinzioni. Il mondo artistico, non solo italiano ma anche internazionale, deve dire addio a un uomo che ha contribuito in modo singolare e decisivo alla crescita dell’arte contemporanea nella seconda metà del Novecento e nei primi decenni di questo millennio: oggi è morto un protagonista.

 

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