Da giorni le principali istituzioni culturali della Capitale si preparavano al peggio. Lo Stato italiano, nelle ultime settimane, si è trovato a fronteggiare un vertiginoso aumento di contagi del COVID-19 nel Nord Italia. In diverse occasioni, all’interno di diverse piattaforme online, molte notizie hanno diffuso il panico generale, provocando non pochi disagi, soprattutto nelle zone più colpite. Ieri sera, un decreto legge ha dato il colpo di grazia al precario equilibrio presente nel paese.

IL DECRETO LEGGE

Oggi, 8 marzo 2020, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, è stato pubblicato a nome del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero della Salute, il tanto atteso decreto legge, il quale definisce ulteriori disposizioni attuative del decreto legge n.6 del 23 febbraio 2020. Si tratta di misure urgenti per il contenimento del contagio nel nostro paese, soprattutto in Lombardia. Quest’ordinanza ha creato scompiglio al livello nazionale, non solo nel Settentrione, ma anche nella Capitale.

Molte istituzioni culturali, private e statali, all’interno della Capitale, non riapriranno le loro sale fino al 3 aprile 2020

I MUSEI CHIUDONO LE LORO PORTE AI VISITATORI

La città eterna è dovuta scendere a patti con la realtà. Il centro storico, sempre affollato e ricco di arte e cultura, ha visto, nelle ultime settimane, un calo sempre maggiore di visitatori. Molti locali hanno visto disdire sempre più prenotazioni e ed alcune istituzioni culturali hanno registrato meno di 100 visite al giorno. Tutto si è fermato e la paura, diffusa al livello nazionale, ha peggiorato la situazione. Il decreto legge ha messo fine ad ogni dubbio: bisogna prevenire il contagio, i luoghi e le istituzioni culturali portano importanti gruppi a riunirsi e a creare assembramenti, ragion per cui la chiusura è l’unico mezzo possibile di prevenzione.

LA SITUAZIONE ATTUALE

La decisione presa dal Consiglio dei Ministri è giusta, nonché necessaria. Problematica, però, resta la situazione presente nelle città. All’interno del tessuto urbano i ragazzi liberi dalla scuola escono più del solito, molti esercizi di ristorazione, e non solo, resistono prendendo atto delle norme restrittive previste dal decreto, esponendosi ad un possibile rischio. Diversi altri sono costretti a chiudere: alcuni per la mancanza di una mole sufficiente di clienti, altri per puro senso civico. I centri commerciali continuano a rimanere aperti, come anche parchi e molti luoghi di svago. In una grande città come Roma le metropolitane e i mezzi di trasporto continuano a circolare per permettere ai lavoratori, e non solo, di raggiungere le loro case e i loro uffici.

UNA SCELTA NECESSARIA

La vita va avanti quindi, ed è giusto così, dobbiamo continuare a vivere la nostra quotidianità. Bisogna prendere le giuste precauzioni, senza che si sfoci in una pandemia – anche se, purtroppo, è già successo. A farne le spese sono le istituzioni culturali, private e statali, che a pochi giorni da alcuni importanti vernissage, vedasi le Scuderie del Quirinale, si ritrovano a chiudere le loro sale per contenere al meglio la situazione. I lavoratori si trovano in una situazione difficile, soprattutto per chi possiede un’attività commerciale: l‘economia è duramente colpita.

RIMANIAMO FEDELI AI LUOGHI DELLA CULTURA

In questo momento interi capolavori sono circondati da un pesante silenzio, un silenzio che speriamo venga spezzato il più presto possibile. Noi, mentre aspettiamo quel momento, riuniamoci intorno alla cultura: restiamo informati sulle ultime notizie in fatto di arte, cinema, teatro, sosteniamo le nostre istituzioni culturali e prepariamoci a tornare davanti a quelle opere meravigliose, che Madame Storia ci ha regalato.

Il Ministero della Salute invita tutti a seguire le norme di prevenzione contro il COVID-19
Credits: @salute.gov.it

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