Come nasce un murale? Cosa spinge un artista a scendere in strada per realizzare un’opera di arte urbana? Qual è il processo creativo dietro la definizione “street art”? Se vi siete fatti queste e altre domande sulla genesi di un’opera di urban art forse da Rosso20Sette Arte contemporanea potreste trovare le risposte che cercate. Fino al 16 novembre 2019, a pochi metri da Largo Argentina, in questa galleria d’arte, avrete la possibilità di vedere la mostra “Da Sketch a MURo”. Una collettiva dove sono stati messi insieme cinque prestigiosi artisti che hanno reso grande M.U.Ro. – Museo Urban Art di RomaStiamo parlando degli italiani David “Diavù” Vecchiato, Lucamaleonte e Nicola Verlato. Direttamente dalla Germania, Jim Avignon e dagli USA, Beau Stanton.

 L’opera in strada, infatti, è solamente la punta dell’iceberg di un lungo e personalissimo processo creativo. Prima di appoggiare gli spray o i pennelli al muro, ci sono ore e ore d’idee, bozzetti, scarabocchi, cancellature e nottate infinite passate a disegnare. Tutto questo per arrivare pronti all’appuntamento con la strada. E lì, non si può sbagliare. Con la mostra “Da Sketch a MURo” si chiude, simbolicamente, il ciclo di eventi del MURo Festival, una manifestazione voluta per inaugurare il decimo anno di attività di questo pionieristico progetto di urban art.

M.U.Ro. – Museo di Urban Art di Roma nasce da un’idea del poliedrico artista David Vecchiato che, dal 2010, inizia a realizzare murales al Quadraro di Roma con il preciso obiettivo di creare opere urbane che parlassero del quartiere e della sua storia. Da quel momento in poi, molti grandi nomi della street art, nazionali e stranieri, hanno preso parte a questo progetto che, con il tempo, dalla periferia est della Capitale ha esportato il proprio concept anche in altre città italiane. Oltre ad una serie di eventi al MACRO, tra le attività più importanti del MURo Festival, va ricordato il MURo mARkeT, che ha portato questi cinque artisti alla realizzazione di nuovi murales al mercato di Quarto Miglio a Roma.

MURo mARkeT è stato realizzato in collaborazione con il VII Municipio di Roma Capitale, l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America e l’Ambasciata di Germania. Dunque, in mostra da Rosso20Sette Arte contemporanea, troverete gli schizzi e i bozzetti che hanno preceduto la realizzazione dei murales. “Da Sketch a MURo” ci regala l’occasione unica di osservare le prime linee su un foglio di carta che hanno portato poi alla creazione del celebre murale di Nicola Verlato Hostia, dedicato a Pier Paolo Pasolini, da molti conosciuto anche come “la Cappella Sistina di Torpignattara”. A fianco troviamo i bozzetti che hanno portato Verlato direttamente a Ostia, luogo in cui Pasolini fu assassinato, per la realizzazione di un’altra opera di arte urbana.
Non potevano mancare gli sketch del Nido di Vespe, prima opera a colori di Lucamaleonte. Questo murales è probabilmente l’opera più significativa e importante del progetto M.U.Ro. all’interno del quartiere Quadraro. Oltre a questi disegni, lo street artist romano, ha portato anche bozzetti della sua ultima fatica su strada a Quarto Miglio, che chiude il suo trittico dedicato alla street art.

Anche Diavù ha deciso di mostrare gli sketch del suo ultimo murale Appia-Latina anch’esso realizzato per MURo mARkeT a Quarto Miglio. Tutto il processo creativo è analizzato e radiografato, disegno dopo disegno, fino a diventare un’opera di arte urbana e tornare ad essere opera “classica”, in questo caso realizzata su tavole di legno. Ogni sketch ci permette di scoprire e analizzare somiglianze o diversità con il disegno sul muro che troviamo per strada. Un po’ come nel famoso gioco “trova le differenze”. La sala piccola della galleria è stata dedicata ai due grandi artisti stranieri Beau Stanton e Jim Avignon. Molto diversi tra loro per stile e tratto. Quasi come due galassie contrapposte ma che, per alcuni strani motivi, tendono sempre ad avvicinarsi. Se Avignon strizza l’occhio alla Pop Art e al surrealismo, Beau Stanton gli fa da contraltare con uno stile che richiama l’arte classica e il realismo. Piccoli disegni a matita e opere a colori di medie dimensioni sembrano dialogare all’interno di questa seconda sala.

“Da Sketch a MURo” è, dunque, un’occasione più unica che rara per ogni appassionato di street art perché vi sembrerà quasi come di essere diventati invisibili e poter osservare, nei loro rispettivi studi, le mani operose di questi artisti. La magia del processo creativo che, da semplice idea, diventa prima linea a matita e poi segno sul muro.

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