Emanuele Aloia nasce a Torino nel 1998, dall’età di 13 anni scrive e compone canzoni. Il suo canale Youtube ha raggiunto oltre le 16 milioni di visualizzazioni. Il 28 ottobre 2019 uscì la melodia che lo rese noto: Girasoli.
Si tratta della prima canzone in cui l’artista menziona famose opere d’arte, raccontando attraverso parallelismi la sfera affettiva. Nonostante il cantante non sia un esperto d’arte, mostra di avere una profonda conoscenza della cultura e dei grandi nomi della storia dell’arte, così come si evince dal testo della canzone.

MUSICA E CAPOLAVORI

Girasoli, edita nel luglio del 2019, nasce dal “fato”, come afferma l’artista. Già dal suo esordio, Emanuele ha percepito come questo branomettesse d’accordo tutti, sia per i riferimenti ai grandi capolavori dell’arte, ma soprattutto per il linguaggio utilizzato nel suo videoclip. Il video richiama una sorta di ambientazione museale, dove in ogni strofa appare una delle opere citate dall’artista, poste sul muro che fa da sfondo. Il musicista canta e le immagini si susseguono. Oltre ai Girasoli di Vincent Van Gogh, troviamo anche i fiori di Claude Monet, Gli amanti di René Magritte e la Persistenza della memoria di Salvador Dalì.

Girasoli sembra evocare quelle tonalità cromatiche del giallo e dell’arancio, dominanti nell’opera del maestro olandese, insieme a quei tratti rapidi e decisi che delineano i petali. Al contempo nella canzone rivive quell’inquietudine prossima all’angoscia, richiamando quelle linee curve degli steli e dei petali, quasi bruciati dal sole. Un’immagine che si ripropone alla fine del video, con fiamme che divampano intorno alle opere d’arte. La canzone che, però, ha avuto una maggior risonanza è Il bacio di Klimt. Ancora una volta un riferimento ad uno dei grandi capolavori della storia dell’arte: Il bacio di Gustav Klimt.

 

COME UN DIPINTO NELLA NOTTE TI VERRÒ A CERCARE

Emanuele cita, nelle strofe della canzone, anche, quei poeti che hanno segnato la storia della letteratura come Eugenio Montale e Charles Baudelaire. Ritornano così i riferimenti ai grandi artisti, come quello ai colori dei paesaggi dipinti “en plen air” di Paul Cèzanne, il quale seppe cogliere le vibrazioni luminose osservate in natura con pennellate che scolpiscono la tela e ne sottolineano i volumi. Prosegue il cantautore con la frase “come un dipinto nella notte ti verrò a cercare” evocando la celebre Notte Stellata di Vincente Van Gogh realizzata nel 1889.

“Tutti i girasoli adesso son fiori del male”

Emanuele Aloia nel video Il bacio di Klimt – Credis Mark Tampone – yt3.ggpht.com

Proseguendo nella narrazione, la protagonista della melodia si ritrova sola, a bere assenzio. Quest’immagine ci riporta subito al celebre quadro di Edgar Degas. L’opera mostra una prostituta seduta ad un tavolo, con lo sguardo assente e disperato, davanti a lei solo il bicchiere colmo d’assenzio. Calzante, a tal proposito, è il commento del critico Giulio Carlo Argan che parla dell’opera come l’emblema di “una umanità smunta e sprecata, ferma nel tempo vuoto e nello spazio stagnante: fredda come il marmo dei tavolini mai lavati, logora e stinta come velluto dei divani, torbida come gli specchi offuscati”.

L’assenzio, Edgar Degas – credits blogspot.com

ETERNI COME IL BACIO DI KLIMT

Infine, dopo essersi persi e ritrovati, i due protagonisti si ritrovano insieme essendo “eterni come il bacio di Klimt”. Richiamando il celebre artista viennese, il quale con la sua opera Il bacio assembla la figura dell’uomo con quella della donna: l’uno si perde nell’altra, avvolti in un unico corpo. L’animo dell’opera vive mediante il tema dell’utopia amorosa e del suo potere risanatore, un riferimento all’idea di Klimt che solo la donna sa lasciarsi completamente rapire dall’estasi nell’amore, così come narra anche la canzone di Emanuele Aloia, il quale richiama un amore eterno, come l’iconica figura dei due amanti del maestro viennese.

Interessanti sono i parallelismi del cantautore, che con semplicità consente di rivivere i capolavori della storia dell’arte mediante canzoni che trattano di tematiche dal sapore adolescenziale che, come l’arte, non mutano mai, ma restano sempre attuali.

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