Nel cuore di una notte di questa calda estate romana, alcuni giorni fa, ecco comparire una nuova opera del misterioso street artist conosciuto con il nome di Sirante. Si tratta di un grande quadro al cui interno è inserita una stampa grafica corredato di targa e cornice.
Deposizione della Verità” è il titolo dell’opera che è dedicata al ricordo della tragica e prematura morte di Stefano Cucchi.

Ph. Giorgio Silvestrelli

Il volto del Cristo deposto è stato sostituito a quello del trentunenne ragazzo romano.
Il viso è lo stesso rappresentato in una gigantografia che la sorella, Ilaria Cucchi, non esitò a mostrare quasi cinque anni fa al termine di uno dei tanti processi.
Nel dipinto/stampa il corpo straziato, così come nell’opera originale, è sorretto da Giuseppe D’Arimatea, a sua volta circondato dalla madre di Cristo, Maria, e la Maddalena.
Il dolore e lo strazio sono palpabili e tutta l’opera è carica di una smisurata tristezza.

La targa affissa accanto al quadro recita: Dopo il lungo calvario giudiziario e il depistaggio da parte dello stato, giungiamo finalmente alla deposizione della verità”. A STEFANO CUCCHI E ALLA SUA FAMIGLIA.

Ph. Giorgio Silvestrelli

Da notare, in alto sulla croce, non il classico “INRI” ma le iniziali del giovane ragazzo romano “S. C.”.
Un vero e proprio “calvario” quello patito prima da Stefano e poi dai i suoi familiari per quasi dieci anni e che sembra, forse, essere arrivato al suo epilogo.
La cronaca dal 2009, anno del decesso del giovane geometra, si occupa del caso Cucchi.
Una lunga e struggente battaglia legale che ha visto, sin dall’inizio della vicenda, in prima linea la sorella di Stefano, Ilaria, e tutta la famiglia Cucchi.

La ricerca della Verità è sempre il solo ed unico obiettivo di questi comuni cittadini disposti a scontrarsi contro il muro di omertà innalzato da alcuni agenti delle forze dell’ordine.

“Ci sono voluti dieci anni– ha ricordato proprio Ilaria Cucchi al termine dell’udienza al processo tenutosi lo scorso giugno – Finalmente per la prima volta sento un perito affermare che se Stefano non fosse stato vittima di quel pestaggio che gli ha causato quelle lesioni, non sarebbe mai finito in ospedale e quindi non sarebbe mai morto”.

Quella di Sirante è un opera che rielabora “La Deposizione dalla Croce” del pittore belga Rogier Van Der Weyden, datata 1435, e custodita al Museo Prado di Madrid.

Questa stampa digitale incorniciata è comparsa, in via Natale Palli, nel multietnico quartiere di Torpignattara dove vive la famiglia Cucchi.
Al momento, da quanto risulta, questa potente installazione sembra non essere stata ancora rimossa, contrariamente a tutte le altre opere del controverso artista.

I Bari” (i volti di Berlusconi, Di Maio e Salvini) sono stati sostituti a dei giocatori di carte originariamente dipinti da Caravaggio. Le varie opere dedicate al Ministro dell’Interno Matteo Salvini sono solo alcuni esempi della ferrea volontà di Sirante di “attaccare” in maniera satirica, artistica e irriverente il potere.
Non è forse questo il compito della street art? Quello di far riflettere i comuni cittadini sui molti problemi contemporanei attraverso la rielaborazione, come in questo caso, o la creazione di nuove opere d’arte?

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