La storica rivista “Critica d’Arte” – creata nel 1935 da Carlo Ludovico Ragghianti e Ranuccio Bianchi Bandinelli, tra l’altro in Italia una delle più longeve del settore – non muore, ma anzi, anche nel 2020, prosegue con un rinnovato slancio le sue attività. Conclusa l’esperienza con la fiorentina Università Internazionale dell’Arte, si è aperta una nuova fase con l’istituzione lucchese creata nel 1981 dallo stesso Ragghianti e da Licia Collobi, e a loro intitolata.

Già nell’editoriale di apertura, in virtù di questo nuovo inizio della testata, il direttore Francesco Gurrieri si augura di soddisfare i «lettori, alzando sempre di più l’orizzonte internazionale, forti anche del supporto di un Comitato Scientifico ampliato e rappresentativo di discipline, metodologie, provenienze e aree geografiche diverse».

Copertina nuovo numero Critica d'Arte

Copertina del nuovo numero di “Critica d’Arte”

La nuova serie mantiene, sì, il formato della precedente rivista, ma per trovare quel nuovo slancio in grado di appassionare anche nuovi abbonati, ha deciso di introdurre un assetto e un’articolazione in parte differenti, grazie all’adozione di più categoriche norme redazionali e di referaggio.

Sicuramente, su di un aspetto, i fedeli lettori non rimarranno delusi: la linea editoriale indicata dal fondatore Carlo Ludovico Ragghianti rimane immutata. Continua ad accogliere contributi di storia dell’arte dalla preistoria fino al contemporaneo, di storia della critica d’arte, architettura, design, museologia, restauro e cinema.

Carlo Ludovico Ragghianti Matteo Marangoni Pisa

Carlo Ludovico Ragghianti in compagnia del critico e storico dell’arte Matteo Marangoni. Fonte: commons.wikimedia.org © Università di Pisa

La rivista inoltre accoglie, nella sezione Osservatorio, interventi su temi di politica e attualità culturale, universitaria, tutela del patrimonio, mentre la sezione Biblioteca è dedicata a recensioni di libri e cataloghi.

Nel nuovo numero sono presenti nomi di prestigio. Solo per citare il primo saggio, evidenziamo la presenza dello storico collaboratore della rivista, scomparso recentemente, Ezio Bassani che illustra un articolo sugli antichi strumenti dell’Africa Nera. Ma i nomi che qui scrivono sono veramente tanti, vale la pena citare quelli di Elena Filippi, Sidonie Lemeux-Fraitot, Paolo Bolpagni e Matilde Stefanini.

Critica d'Arte

Interno del nuovo numero di “Critica d’Arte”

Non bisogna dimenticare che “Critica d’Arte” continua a preservare un aspetto peculiare gradito al suo fondatore: cioè quella di renderla una rivista aperta. Pertanto, seguendo la programmatica apertura d’interessi che fu la cifra di Carlo Ludovico Ragghianti, la testata lancia una call for papers permanente per sollecitare l’invio di contributi da parte degli studiosi interessati.

Nell’era del digitale le avventure editoriali sono sempre delle scommesse azzardate piene di incognite. Ma portare avanti con passione e competenza il progetto nato grazie all’abnegazione di un’importante figura come Carlo Ludovico Ragghianti – insigne storico dell’arte, critico, politico, antifascista e partigiano che si è speso tanto per la ricostruzione fisica e morale della propria Italia – non può fare altro che un immenso bene alla vivacità di tutto il nostro Paese.

 

Fonte: tutte le immagini, compresa quella di copertina, sono state reperite tramite l’ufficio stampa della rivista.

 

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