Architetto, pittore, disegnatore e storiografo, Giorgio Vasari ha contribuito a creare la mitizzazione del Rinascimento e incarnato l’uomo Rinascimentale per eccellenza.

Nato il 30 luglio 1511 ad Arezzo, da Antonio Vasari e Maddalena Tacci, inizia il suo percorso artistico nella bottega del francese Guglielmo Marcillat, pittore e autore dei cartoni delle vetrate del Duomo di Arezzo; nel 1524 si trasferisce a Firenze, dove frequenta la bottega di Andrea del Sarto.

Al pari di molti artisti del suo tempo, viaggia spesso, spostandosi tra i maggiori centri culturali d’Italia: Roma, Firenze, Arezzo, Venezia fino ad approdare nella capitale dove lavora al servizio di papa Giulio III, stringendo un profondo legame con Michelangelo.

È, tuttavia, con Cosimo I de’ Medici che compie la sua più grande opera, quella che tutto il mondo conosce e che pochi sanno essere di Giorgio Vasari: gli Uffizi. Artista cortigiano, Vasari progetta la più importante impresa architettonica fiorentina del tempo creando un polo edilizio dove accogliere gli uffici (Uffizi, appunto) amministrativi e giudiziari di Firenze; suo anche il Palazzo della Carovana, a Pisa, progettato nel 1562, ristrutturando l’antico Palazzo degli Anziani, maestoso nella sua cesellata eleganza.

Galleria degli uffizi – Fonte: www.visitarefirenzein3giorni.com

Non è possibile, però, cogliere la grandezza del suo genio senza comprenderne l’opera storiografica, Giorgio Vasari è, di fatto, l’uomo che ha fondato la critica d’arte. Nel 1550 esce la prima edizione dell’opera cui è più legata la sua fama: “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani”, considerato il primo libro organico di storia dell’arte, nel quale sono raccolte 178 biografie dei più grandi artisti “da Cimabue insino a’ tempi nostri”, dove descrive e indaga le vite di Leonardo, Raffaello, Bramante, Rosso Fiorentino, Michelangelo che definisce “il divino”, etc.. riconoscendo a questi lo spessore artistico e l’immenso talento: non c’è uomo più grande di colui che rende grandi gli altri uomini e ne ammira la statura e il genio «E veramente fu miracolo grandissimo, che quella età e grossa ed inetta avesse forza d’operare in Giotto si dottamente, che il disegno, del quale poca o niuna cognizione avevano gli uomini di que’ tempi, mediante lui ritornasse in vita».

Copertina dell’opera “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani” – Fonte: www.minervaauctions.com

La sua fama è tornata recentemente in auge grazie al film “Inferno” di Ron Howard basato sui libri di Dan Brown che lo vede chiamato in causa per l’enigmatica scritta “CERCA TROVA“ dipinta sullo stendardo verde nell’affresco “La battaglia di Marciano in Val di Chiana”, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, eppure quello di Vasari resta a tutt’oggi un credito poco riscosso. Ricordarlo è un risarcimento dovuto a colui che nei secoli è giunto a noi più per le sue Vite che per la sua attività di architetto e pittore, considerato tra i maggiori manieristi tosco-romani tra le sconfinate opere pittoriche, si ritrova la bellezza dei dettagli psicologici nel ritratto severo di Alessandro de’ Medici in armi e quello altero e malinconico di Lorenzo il Magnifico.   Ciò nondimeno, al di là dell’artista rimane l’uomo e la longeva e duratura influenza che ha avuto su tutta l’arte occidentale e sui canoni di bellezza che, con la sua opera, ha tramandato, restando ancora immutati.

John Ruskin afferma che “il gusto non è semplicemente una parte e un indice della moralità: è la sola moralità”.

Percorrendo le pieghe di questo pensiero si potrebbe affermare che Giorgio Vasari ci ha insegnato quello che ancora oggi costituisce il nostro gusto estetico, fornendo in modo definitivo e inequivocabile una morale estetica. Uomo raffinatissimo, fondatore e teorico della critica d’arte, i suoi canoni estetici rispecchiano i dettami di ciò che reputiamo bello, una scelta di codici la sua, cui il gusto moderno e attuale si affida.

 

Homo Faber: progettista, studioso, poliedrico multiforme, Vasari ha incarnato la figura dell’uomo rinascimentale, nell’epoca dell’Italia imperatrice d’arte, di scienza e filosofia egli ha saputo dominare e sopra ogni cosa, raccontare quel magnifico tempo e gli uomini che lo hanno abitato.

Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze – Fonte: www.targetti.com

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