Giovanna Botteri, giornalista classe 1957, negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé, anche se non volontariamente. Abbiamo visto spesso il suo volto, negli ultimi tempi, durante la prima fase della quarantena. Inviata speciale in Cina, ci ha tenuto costantemente informati sugli sviluppi, all’interno del primo paese colpito dalla pandemia del Coronavirus. Ora la possiamo ritrovare tra le strade di Firenze, vicino alla sede fiorentina dell’Ordine dei giornalisti.

SUPER WOMAN

Un murales è comparso tra le strade di Firenze. Eccola lì la Botteri: un microfono sulla maglietta, una grande S sul petto, un sorriso e l’occhiolino strizzato allo spettatore intento ad osservarla. Una vera e propria Super Woman. L’opera è stata realizzata da un collettivo di street art al femminile: Lediesis, artiste fantastiche, che abbiamo avuto l’onore di intervistare.

https://www.instagram.com/p/CAZ0r4NCZys/

Giovanna Botteri, giornalista, è stata oggetto di critiche a causa del suo aspetto non così curato come i canoni superficiali e fittizi vorrebbero imporre. Dal canto suo questa super donna non si è scomposta e spinge ad una riflessione per scardinare modelli obsoleti che non hanno più ragione di esistere.
A lei va la nostra più sincera stima su una finestra cieca del centro di Firenze.”

Queste sono le parole delle artiste. Un messaggio incisivo che mira a puntare l’attenzione verso una donna forte e decisa. Giovanna Botteri, nonostante le numerose critiche rivolte al suo aspetto, ha tenuto testa a chi ha riso di lei. Ha puntato i riflettori verso il vero problema che affligge, da tempo, la nostra società: la preoccupazione per l’aspetto esteriore. Stereotipi e luoghi comuni l’hanno accompagnata durante le sue dirette da Pechino, ma nessuno si è concentrato su di lei come persona, sulla vera forza del suo lavoro e del suo coraggio.

INVIATA SPECIALE STORICA

Una donna elegante, una report eccezionale, la quale ha dimostrato sempre una grande integrità morale e professionale. Laureata in Filosofia, con dottorato alla Sorbonne di Parigi, è stata inviata speciale in moltissime zone di guerra: nel 1991 ci da testimonianza del crollo dell‘Unione Sovietica e della guerra d’indipendenza in Croazia; dal 1992 al 1996 ci racconta la guerra in Bosnia e l’assedio a Sarajevo; dal 1997 al 1999 documenta la guerra in Kosovo; nel 2001 è in Afghanistan; nel 2003 a Baghdad; diventa corrispondente dal 2007 al 2019 dagli Stati Uniti; infine si sposta in Cina, per documentare la pandemia del Covid-19.  È stata in Sudafrica, Iran, Algeria e Albania. Una carriera incredibile, durante la quale Giovanna Botteri ha dimostrato di possedere incredibili doti di coraggio, forza, tenacia e una formidabile propensione alla narrazione, empatica e profonda. 

Giovanna Botteri inviata a Pechino per il TG1
Credits: @globalist.it

IN UN MONDO PIENO DI BARBIE, SII UNA BOTTERI

Ho 40 maglie tutte uguali, blu o nere, con lo scollo a V. Lavoro come una dannata tutto il giorno, corro, non ho tempo di pensare all’abito. Tranquilli perché le cambio ogni giorno e le lavo. I capelli? Si capisce che non sono freschi di messa in piega, ma mi pare di essere una donna normale.Faccio giornalismo, non spettacolo. […] Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. […] E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. […]”

Questa è l’affermazione della corrispondente RAI, la quale dimostra ancora una volta di essere una donna pronta a dimostrare quanto vale. Volenterosa di spiegare a tutti, alle vecchie e nuove generazioni, che fermarsi e giudicare la prima impressione, prettamente fisica, non è sicuramente una pratica da incentivare. L’aspetto esteriore deve diventare una qualità non necessaria, non ci si può permettere di essere superficiali, bisogna scavare nelle qualità di coloro che si trovano sul nostro cammino. Scardinare modelli imposti e radicati nella nostra società, seppur difficile, grazie a donne come Giovanna Botteri, è possibile.

 

© riproduzione riservata