Jeffrey Koons nasce a York il 21 gennaio 1955, è un artista statunitense noto per la realizzazione di opere che con sarcasmo illustrano lAmerican way of life e la tendenza al consumismo. Considerato un’icona dello stile neo-pop, Jeff Koons è riconosciuto come uno degli artisti più ricchi del mondo.
Dall’inizio della sua carriera Koons si è dedicato alla sperimentazione di un’ampia gamma di tecniche, ad esempio scultura, pittura, installazione e fotografia, utilizzando diversi materiali tra cui plastica, pigmenti, marmo, metalli e porcellana. Un’artista poliedrico che viene spesso definito erede di Andy Warhol in quanto il suo operato artistico è considerato come la continuazione della pop-art. Koons reinterpreta la tecnica del Ready-made, per questo viene inoltre associato anche a Marcel Duchamp.

Balloon Dog (Blue) – Credits blogspot.com

La tematica portante del pensiero artistico di Koons è ispirata al consumismo e alla banalità della vita moderna, ma anche a temi dall’impatto filosofico. La matrice da cui scaturisce il suo pensiero artistico è la voglia di assecondare quella che all’artista appare come la tendenza della cultura e della società occidentale tra ventesimo e ventunesimo secolo, ovvero il superamento dell’ingiustizia sociale scaturita dall’impermeabilità delle classi sociali.
L’obiettivo di Koons è quello di infrangere il confine della “cultura alta” e la cultura “popolare”.

Jeff Koons – Credits Indipendent.uk

Inerente a questo proposito, si legge nel libro “Contemporanea: arte dal 1950 ad oggi”: “Jeff Koons mette a nudo il lato kitsch del nostro attaccamento all’oggetto..Egli afferma che la sua opera ispira a comunicare con le masse attraverso un vocabolario visivo estrapolato dalla pubblicità commerciale e dall’industria dell’intrattenimento, portando al limite estremo il confine tra linguaggio artistico e cultura popolare.”


Per l’artista la finalità di portare l’arte verso il popolo è propedeutica a concepire una condizione di sicurezza: indipendentemente dal ceto a cui si appartenga, assistendo ad una sua mostra ognuno si dovrebbe trovare a proprio agio, in “uno stato di non conflittualità e di appagamento”. A riguardo Koons afferma: “L’individuo all’interno di questa società vivrà in uno stato di entropia, di riposo, e abiterà un ambiente decorato con arte oggettuale al di là di qualsiasi dialogo critico.”

Rabbit – Credits Giornaledisicilia.net

Nel marzo 2019 la casa d’asta Christie’s ha venduto una scultura, un Rabbit del 1986, di Jeff Koons per 9,1 milioni di dollari, la più alta cifra mai pagata per un’opera di un artista vivente. Koons si conferma come l’artista delle sculture-trofeo preferite dai milionari, come già dimostrato nel novembre 2013 con la vendita del suo Balloon Dog (Orange) degli Anni 90, battuto all’asta per 58,4 milioni di dollari.
Circa il Rabbit Christie’s scrive che di quest’opera controversa si sono pronunciati molti critici, definendola in diversi modi “carina, sinistra, cartoonistica, imponente, vacua, sexy, che dà i brividi, abbagliante, iconica”. Il New York Times riporta che ad aggiudicarsi l’opera di Koons sarebbe stato il mercante d’arte Robert E. Mnuchin, padre del segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin.

Quest’anno, il re del kitsch, approderà nuovamente, dopo 5 lunghi anni, nelle sale di Palazzo Strozzi a Firenze con una grande mostra evento: noi non vediamo l’ora.

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