La casa di  Claude Monet a Giverny, è uno di quei luoghi tanto belli da sembrare essere venuti fuori da una fiaba, tanto da riuscire ad incantare anche solo con una visita virtuale. Le lunghe settimane appena terminate di quarantena a causa del Coronavirus, ci introducono con coraggio, ma prudenza, nella tanto attesa “fase 2”. Mancano ancora dieci giorni alla riapertura dei musei e dei luoghi della cultura, prevista in Italia il prossimo 18 maggio, ma possiamo ancora ingannare l’attesa con visite virtuali, inaspettatamente piacevoli ed intense.

L’ARTE VIRTUALE

Il divieto di viaggiare e l’impossibilità di poter andare a visitare musei hanno mostrato un inatteso aspetto positivo, un lato “democratico” della pandemia, per così dire. Si tratta della possibilità, per tutti, di cercare valide alternative e di poter quindi vedere luoghi lontani direttamente dalle proprie case, stando davanti gli schermi di pc, tablet e smartphone. La fruizione dell’arte virtuale, talvolta snobbata e a torto spesso considerata esperienza culturale di serie b, ha così sfoggiato il suo lato migliore e fra le esperienze più entusiasmanti ritroviamo senz’altro quella di Casa Monet a Giverny, in Normandia.

La casa di Monet a Giverny. Fonte @IviaggidiSalomone.it

LA CASA ROSA A GIVERNY 

L’edificio fu acquistato dal  pittore francese nella seconda metà dell’Ottocento e visse a Giverny per ben 43 anni, dal 1883 fino alla morte avvenuta nel 1926. Il verde acceso della sua vegetazione era particolarmente congeniale al pittore che immortalò in innumerevoli capolavori i giardini e l’orto, che egli stesso con dedizione aveva sistemato nel corso degli anni. Dipinse più volte lo splendido giardino, il laghetto con il ponte giapponese,  piante traboccanti di fiori. L’artista passò gli ultimi anni della vita ritraendo incessantemente specchi d’acqua costellati da ninfee, trascorse tanti anni in quest’oasi di pace.

SEGUENDO LE INDICAZIONI DELLA FONDAZIONE MONET

A noi è concesso trascorrere un tempo indefinito, nel luogo privato ed intimo di Monet e della sua famiglia, ci è permesso di “entrare” nelle stanze della sua bellissima casa colonica, seguendo le indicazioni del sito della Fondazione Monet per iniziare un tour virtuale. Comodamente dal nostro divano, come in un sogno, senza nascondere un pizzico di sana pulsione voyeuristica culturale, ci si ritrova davanti la splendida casa rosa, con le imposte verdi e un tripudio di fiori del giardino. Una freccia ci “invita” ad esplorare tutti gli spazi.  La sensazione immediata è quella di ritrovarsi in una sorta di trasporto visivo e mentale fra l’edificio, circondato da una lussureggiante vegetazione, e l’interno disseminato di riproduzioni dei dipinti di Monet e di suoi colleghi impressionisti, che ritraggono la casa e lo stesso giardino. Un coinvolgente gioco di richiami fra opere d’arte. Siamo noi a gestire dove poter sbirciare, dove soffermarci. Veniamo subito investiti da colori vivissimi e luce, quella luce speciale che Monet amava molto e che identificava come unica e caratteristica di quel silenzioso piccolo villaggio che era Giverny, nel XIX secolo.

L’ingresso della Casa di Monet vista dal giardino Clos Normand. Fonte @Foundation-Monet.com

DAL GIALLO…

Cliccando qui possiamo addentrarci nelle stanze, sembra quasi di sentire l’odore del mobilio di legno, dei colori ad olio e dei fiori che ricolmano lo spazio dentro e fuori. Vi è uno straniante e piacevolissimo senso di horror vacui. Il tour inizia all’esterno, dalla porta principale verde e ci introduce al piano terra. Da qui, si può accedere da un lato alla sala da pranzo, dove tutto è colorato di giallo. Alle pareti, sono appese le celebri stampe giapponesi, capolavori di artisti nipponici che ispirarono il pittore. Il mobilio, anche, è dipinto di giallo e nelle credenze è conservato un servizio di piatti dipinto in blu e giallo, fatto realizzare a mano per volere dello stesso Monet.

…AL BLU

Un piacevole contrasto cromatico è dato dall’azzurro e il blu con la stanza attigua, la cucina, che contiene maioliche di Rouen dipinte. Sempre a piano terra, troviamo il salone-studio dove l’artista dipinse i suoi capolavori. Ci si attarda inevitabilmente sui sovrabbondanti particolari e la memoria corre alle foto in bianco e nero che ritraggono Monet nella sua casa, dalla quale ci sembra non essere mai andato via. La visita virtuale continua al piano superiore, nelle camere da letto e nei bagni. La stanza di Monet, che sei anni fa ha subito una ristrutturazione scenografica, è una vera e propria rassegna di storia dell’Impressionismo francese. La camera ospita le riproduzioni di alcuni dei dipinti più famosi dei protagonisti dell’Impressionismo, da Cézanne, a Renoir, Signac e Caillebotte. La finestra, posta accanto al letto matrimoniale, offre l’affaccio su uno dei meravigliosi giardini, il suo preferito, soprannominato “Clos Normande” con i suoi centenari cespugli di stupende rose Mermaid.

I GIARDINI DI MONET E LE SUE NINFEE

Monet non viveva semplicemente in quella casa, la abitava, nel senso più intimo e profondo del termine. Aveva zappato egli stesso il terreno, sistemando frutti e fiori come un tipico giardino all’inglese. Un caos apparente, ma estremamente pensato. Piantò varietà di frutti e fiori tipici del Giappone, come i ciliegi, le peonie e ninfee, assecondando così la sua passione per l’Oriente. Soddisfò, così, il suo bisogno di ritrarre spasmodicamente dal vivo gli oggetti del suo desiderio. Niente avrebbe potuto fermare il bisogno impellente dell’artista di ritrarre la natura. Come ci racconta, nelle sue memorie, il suo amico e collega Gustave Courbet: mentre erano in giardino, egli rimase esterrefatto di come Monet dipingesse en plein air una tela enorme, di oltre due metri e mezzo di altezza (Donne in giardino). Il pittore aveva adottato un espediente bizzarro realizzando un fossato nel terreno e aveva legato la tela ad una carrucola che la elevava o l’abbassava a bisogno.

Le ninfee nel giardino di Monet @lasottilelineadombra.com

VALE LA PENA DI IMMERGERCI NEL MONDO DI MONET A GIVERNY?

Assolutamente sì. La casa rosa a Giverny offriva al pittore tutto ciò che desiderava. Divenne un vero e proprio rifugio quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale e la Francia arrancava tra i morti in trincea. Nelle sue stanze e nei suoi giardini Monet si difendeva dalle brutture della guerra, trovando una dimensione di pace. Purtroppo, a causa di una malattia agli occhi, egli iniziò a dipingere persino bendato. Inaspettatamente riuscì comunque ad imprimere sulla tela attimi, momenti di luce irripetibili, catturando quell’ossessione del trattenere i cambiamenti cromatici che il tempo e la luce regalavano. La casa di Giverny fornisce al pittore il luogo ideale per concepire la sua opera magna, ossia la gigantesca tela Les Nymphéas. Donò al mondo la sua più sincera e grandiosa opera d’arte, in cui possiamo affondare lo sguardo fra quei fiori che tanto amava e per i quali era convinto che fosse stato destinato a diventare un artista; questo tour è un’esperienza unica che vi consigliamo di provare, per vivere, anche se a distanza, un luogo quasi etereo e magico.

Una delle sale dell’Orangerie dove sono esposte le tele Les Nymphéas di Monet. Fonte @Parigimeravigliosa.it

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