L’ospedale Spallanzani di Roma quest’anno soffia 80 candeline e per questa speciale occasione i suoi muri si trasformano in pagine di un libro tutto da leggere, per conoscere meglio la sua incredibile storia. Un ospedale che rappresenta una delle eccellenza della ricerca italiana e che dimostra tutta la sua capacità di adattarsi al mondo scientifico attuale e alle esigenze di una società sempre più dinamica e complessa.

Il mezzo scelto per raccontare la sua storia, e con lei, quella dei grandi passi compiuti nel campo delle malattie infettive dai padri fondatori della microbiologia, è quello della street art. Un genere artistico anti-tradizionale, che abbatte confini e barriere fra cittadini e opere d’arte, e che sta completamente ridisegnando il volto di Roma, tanto da farle meritare il ruolo di capitale europea della street art.

Foto di Andrea Fanelli

L’idea di realizzare un murales che celebrasse i grandi uomini che hanno scritto la storia della ricerca delle malattie infettive e lanciasse un messaggio di speranza verso il futuro nasce dalla dirigenza dell’Inmi. Per mettere in atto questa grandioso progetto sono stati contattati dalla direzione dell’Istituto L. Spallanzani, Maddalena Santeroni, scrittrice ed event planner, e Matteo Colavolpe fondatore e curatore di Graffiti Zero, che sono riusciti a regalare alla città un importante murales dove i protagonisti della storia della ricerca diventano gli eroi e i protagonisti di un’imponente opera pop.

Graffiti Zero nasce nel 2013 con la prima ed unica mostra che ha riunito tutte le maggiori crew della scena romana della golden age dei graffiti all’interno di Garage Zero, uno spazio recuperato dal degrado e dall’abbandono e poi trasformato in una galleria d’arte contemporanea. Sempre con l’obiettivo di promuovere i nuovi linguaggi artistici contemporanei per restituirli a una visione pubblica e comune, il progetto si è evoluto nelle “Personali di Graffiti Zero” (sabato 24 e domenica 25 ci sarà il sesto appuntamento a Garage Zero con Syla, PAC – ZTK).

Foot di Andrea Fanelli

Sono tre gli artisti assoldati da Matteo Colavolpe, curatore del progetto, per compiere l’impresa: Andrea Marrapodi, in arte Kiv TNT, per i fondi, Gregorio Pampinella, in arte Greg Jager (l’abbiamo intervistato qui) per i volti e Daniele Tozzi per la parte calligrafica. Un murales di 810 m² dove sono raffigurati i volti di tredici scienziati e ricercatori (da Spallanzani a Fleming, da Jenner a Urbani) che hanno cambiato per sempre la storia della medicina.

“Lessons from the Past, Challenges for the Future” è il titolo della monumentale opera, che costituisce una vera e propria Hall of Fame della Scienza, e che corre, per 270 metri, lungo tutto il muro di cinta dell’Ospedale Spallanzani, in via Folchi.

Si tratta quindi di un’opera concepita da più mani e da più teste, che Graffiti Zero, è riuscito a mettere assieme, per un esperimento unico e innovativo nel panorama artistico romano. I tre artisti selezionati sono accomunati dal loro background di graffiti-writers, ognuno caratterizzato da un preciso stile e una propria tecnica. Daniele Tozzi si è occupato della parte tesuale dell’opera; Gregorio ha lavorato, invece, sui volti degli scienziati, riformulati in chiave pop; mentre Kiv ha fatto da collante a tutto il progetto, grazie all’utilizzo di vernici e colori spray caratterizzati da tinte accese e da linee spezzate che, parteno dai volti si intersecano fondendosi in un’unica sfumatura cromatica lungo tutta la superficie.

Foto di Andrea Fanelli

Presentato venerdì 2 febbraio alla Galleria Nazionale di Roma, alla presenza del Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e paesaggio di Roma Francesco Prosperetti, del Capo di Gabinetto del Mibact Tiziana Coccoluto, del direttore Generale dell’Ospedale L. Spallanzani Marta Branca, del curatore Matteo Colavolpe e dei tre artisti in questione, il murales è ancora in fase di completamento, previsto per la fine del mese, a cui seguirà l’inaugurazione ufficiale.

Un’opera, quindi, che vuole sorprendere e, soprattutto, insegnare, istituendo un dialogo vivace e fertile fra un passato ricco di insegnamenti e di scoperte fondamentali un presente pieno di sfide e nuove prospettive. Un lavoro nobile che ha l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni a questi grandi personaggi del passato, per creare un ponte con essi e lanciare un forte messaggio di speranza con cui affrontare le sfide del futuro.

L’Hall of Fame della Scienza è stato realizzato con il patrocinio della Comunità Europea, Mibact, Regione Lazio e XII Municipio.

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