Ragazza con l’orecchino di perla (1665 circa) è da sempre un mistero irrisolto dell’arte, al pari de La Gioconda di Da Vinci. Vorremmo sapere chi è, la storia che si nasconde dietro il suo sguardo e perché indossa un turbante.
Questi interrogativi nei secoli non hanno trovato risposte, ma un team di ricerca del Mauritshuis ha voluto provare a cercarle. Com’era il dipinto originariamente? Cosa c’è sotto il visibile? Dopo uno studio durato due anni, guidato dalla restauratrice Abbie Vandivere, abbiamo finalmente aggiunto qualche pezzo a questo puzzle.

“Ragazza con l’orecchino di perla” esposto al Mauritshuis Museum – Credit: Raffaella De Pietro ©

Ragazza con l’orecchino di perla: gli elementi nascosti

L’opera Ragazza col turbante (poi chiamata anche Ragazza con l’orecchino di perla) è una delle più famose di Jan Vermeer. È possibile ammirarla all’interno del museo Mauritshuis a L’Aia, dove negli ultimi anni è stata protagonista dell’iniziativa The Girl in the Spotlight, volta a rivelarne alcuni misteri.
La prima scoperta – e la più sorprendente – riguarda lo sfondo. Ad occhio nudo il mezzobusto della ragazza si staglia contro un background scuro e spoglio. Tuttavia, le tecniche di imaging hanno rivelato delle linee diagonali e variazioni cromatiche, che suggeriscono che nell’angolo in alto a destra ci fosse dipinto del tessuto piegato. Vermeer ha dipinto la ragazza di fronte a una tenda verde. Questo elemento è scomparso nel tempo, probabilmente a causa di cambiamenti fisici e chimici nella vernice verde.
Un altro dettaglio cancellato dal tempo riguarda gli occhi della ragazza. La scansione a fluorescenza a raggi X e un esame microscopico hanno rivelato che Vermeer aveva dipinto delle piccole ciglia, usando una vernice marrone sullo sfondo scuro.

Ragazza con l’orecchino di perla: i segreti della pittura

La ricerca ha portato alla luce anche la sequenza con cui sono stati dipinti i vari elementi e le successive correzioni. L’artista ha iniziato il quadro in varie tonalità di marrone e nero; poi è passato a dipingere lo sfondo di verde ed infine si è dedicato al primo piano. Prima ne ha dipinto il volto, poi la giacca gialla, dopo il colletto bianco, il turbante ed infine la perla. Si è visto, inoltre, come abbia ritoccato in un secondo momento la posizione dell’orecchio, della parte superiore del velo e della parte posteriore del collo.

Il turbante e la perla – gli elementi di spicco – sono oggetto di altre due scoperte. Infatti, è risaputo che Vermeer utilizzasse per i suoi colori materie prime da tutto il mondo. La tonalità di blu del turbante è stata realizzata con lapislazzuli provenienti dall’Afghanistan, all’epoca un pigmento più prezioso dell’oro. Grazie a questo studio, oggi sappiamo che la pietra potrebbe essere stata inizialmente riscaldata ad alta temperatura per ottenere un blu più intenso.

Il dettaglio della perla ad una risoluzione di 140x – Credit: mauritshuis.nl

Infine, la perla è il dettaglio che maggiormente colpisce l’occhio, tanto da far conoscere il quadro come Ragazza con l’orecchino di perla. Dunque, è alquanto ironico che questo elemento sia solo un’illusione. Difatti, ad un ingrandimento di 140 volte, si può notare come non abbia contorni o un gancio per l’orecchio. La perla è solo un paio di pennellate di bianco di piombo, unite a dei giochi di luce, tipiche dei quadri di Vermeer. La forma della perla, infatti, deriva dalla pennellata inferiore più sottile – che riflette il colletto bianco – e dalla più spessa pennellata superiore, per mostrare la luce proveniente dalla parte sinistra del dipinto.
Dunque, Vermeer grazie ad un gioco di luce e della vernice bianca ci fa vedere una perla che c’è e non c’è allo stesso tempo.

Oltre il quadro: il mistero di  Jan Vermeer

Jan Vermeer è uno dei pittori olandesi più conosciuti, insieme a Rembrandt e Van Gogh (di cui è stato recentemente rubato un quadro). Eppure, nonostante la notorietà delle sue opere, della sua vita non si sa molto. Le poche notizie che abbiamo sono state estrapolate dai suoi dipinti (quasi tutti senza data), mentre altre riguardano la sua famiglia.
Infatti, suo padre era un albergatore ed un mercante d’arte e, alla sua morte, Vermeer gli subentrò in entrambi i ruoli. Di lui sappiamo, inoltre, che nacque nel 1632 a Delft, città dell’Olanda Meridionale e protagonista di alcuni suoi dipinti, come Stradina di Delft e il più famoso Veduta di Delft.

Stradina di Delft, Vermeer – Credit: photopin.com

Nel 1672 l’esercito francese invase l’Olanda e la crisi economica colpì il mercato dell’arte. Vermeer si indebitò e, quando morì nel 1675, lasciò la moglie e gli 11 figli in gravi difficoltà economiche. Catharina dovette vendere tutti i quadri del marito per sopravvivere e questo contribuì a far cadere l’artista nel dimenticatoio, fino alla sua riscoperta nel XIX secolo.

La pittura del quotidiano e l’arte dei ‘tronie’

Vermeer prediligeva dipingere la “poesia del quotidiano“. Le sue opere sono istantanee dell’Olanda di quel tempo, ricche di dettagli meticolosamente inseriti nella narrazione del quadro. Lo contraddistinguono in maniera particolare l’accostamento di colori freddi e giochi di luce. Inoltre, spesso i protagonisti di questi ritratti di vita domestica sono figure femminili, colte nell’intimità di un momento, come spiegato più approfonditamente qui.

Oltre a questo tipo di dipinti, tra le creazioni di Vermeer si annoverano anche quattro ritratti di giovani donne. In realtà, più che ‘ritratti’, questi quadri sono definiti ‘tronie‘. Questo termine si riferisce ad un’opera comune nella pittura del Secolo d’oro olandese, con cui viene raffigurato un volto immaginario. Infatti, nei tronie mancano tratti distintivi che possano rimandare ad una persona realmente esistita e dipinta. In quest’ottica, anche Ragazza col turbante rientrerebbe nella categoria dei tronie.

 

Photo Credit immagine di copertina: © L’Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis
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