Sono passati 160 dalla nascita di uno dei più grandi artisti dell’Art Nouveau. Stiamo parlando di Alfons Maria Mucha, artista ceco, il cui nome è stato spesso francesizzato come Alphonse Mucha. Il suo stile inconfondibile e delicato è come un segno indelebile, che ancora oggi ci affascina con i suoi colori e le sue linee.

Alfons Mucha e il panorama artistico

Il giovane viene in contatto con il mondo dell’arte nel 1878. Mucha ha solo diciotto anni e si è appena trasferito a Vienna per studiare. Per mantenere i propri studi, e restare indipendente, inizia a realizzare delle scenografie teatrali per una compagnia, la Kautsky-Brioschi-Burghardt. Purtroppo, però, un incendio, nel 1881, colpisce il teatro. Una tragedia che conta 449 vittime.

Alfons Mucha, Autoritratto, 1899
Credits: @wikipedia.org

Senza denaro e futuro, la sorte assiste l’artista che nel 1885 entra presso l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. La cultura figurativa di Mucha si arricchisce, come anche le sue esperienze artistiche. La vera affermazione, all’interno del panorama artistico, arriva, però, grazie ad un particolare incontro, che cambierà le sorti dell’artista.

Sarah Bernhardt

Parliamo dell’incontro con l’attrice Sarah Bernhardt, che l’artista rappresentò nel 1894 in un poster pubblicitario per il dramma Gismonda di Victorien Sardou. La delicatezza, la precisione e la finezza con cui venne realizzata l’opera, convinsero Sarah ha stipulare un sodalizio con Mucha. Questo accordo durò ben sei anni e si dimostrò vantaggioso per entrambi. La figura dell’attrice venne divinizzata, la sua bellezza esaltata, divenne a tutti gli effetti un’icona. Tale status detenuto dalla donna si rifletté sull’artista. Alfons Mucha cambiò il suo status sociale e si affermò sempre di più all’interno del panorama artistico. Tantissimi nuovi incarichi ed opportunità bussarono alla porta dell’artista, basti pensare ai manifesti pubblicitari realizzati per la Nestlé, Moët & Chandon e Ruinart.

Alfons Mucha, Gismonda, 1894
Credits: @wikipedia.org

La Femme Nuovelle

Ogni volta che osserviamo le opere di Mucha ci rendiamo conto di quanto la concezione di donna e di femminilità venga esaltato in maniera estremamente positiva. L’artista mette queste longilinee figure al centro dell’opera, sono muse, stagioni, principesse, sogni ad occhi aperti. Questo cambiamento per la figura femminile avviene durante la Belle Époque. Il concetto della donna servile viene ribaltato. Il ruolo imposto alle mogli, alle figlie, alle sorelle inizia a cambiare. Non ci troviamo più di fronte ad una donna elegante, ma sottomessa e repressa.

Alfons Mucha, Fruit, 1897
Credits: @wikipedia.org

Alfons Mucha mostra figure forti, decise, rivoluzionarie. Una donna completamente nuova: nasce la “femme nouvelle“. Moderna, che segue il progresso e guarda a testa alta il futuro; nessuna imposizione fa vacillare il suo animo. Lo stile dell’artista le esalta, contornate da fiori ed elementi naturali, che non nascondono le figure bensì ne accentuano la slanciata silhouette e lo sguardo fiero.

La società fa spazio alla figura femminile

Mucha dipinge donne autoritarie, le quali hanno lo stesso valore degli uomini all’interno della sfera sociale. Nei suoi poster pubblicitari l’irruzione femminile dimostra che la mascolinità non detiene più il monopolio. Le donne possono svolgere le stesse mansioni degli uomini, prendono iniziativa, non rimangono in un angolo pensando che sia quello il loro posto. Basti pensare a Lefèvre-Utile Champagne Biscuits, opera del 1896. All’interno del manifesto è possibile osservare due giovani signore intente a flirtare con un giovane rampollo. Donne forti che non hanno paura di mostrare la loro sessualità e diventano protagoniste indiscusse della scena.

Alfons Mucha, Lefèvre-Utile Champagne Biscuits, 1896
Credits: muchafoundation.org

Nello stesso anno fu JOB, manifesto realizzato per l’omonima fabbrica di carte per sigarette, a suscitare scalpore. L’artista mostra una figura femminile intenta a fumare con la testa sensualmente reclinata. Una donna che gode di una sigaretta, un’azione, per il tempo, insolita. L’azione stessa era generalmente legata alla virilità maschile. La figura viene caricata di un’emozione simile al piacere sessuale che merita ammirazione: la donna riesce a vincere una battaglia dal grande peso sociale, ha un’autorità, può anche lei provare simili sensazioni e non doverle reprimere.

Alfons Mucha, JOB, 1896
Credits: @arte-e-blog.blogspot.com

Le stagioni

Le donne di Mucha non sono soltanto donne suadenti, ma anche pura arte, legate alla natura come ne Le stagioni. In quest’opera le figure sono eteree, delicate, hanno il potere di mostrare la natura e la sua grandezza. Sono ninfee pronte a mostrare il passaggio del tempo e la sua bellezza. L’artista mostra non solo donne legate ad un’estetica pubblicitaria, che si riprendono la loro rivincita sottolineando il loro posto nella società, ma anche pura espressione artistica ed estetica: sono libere di essere ciò che vogliono. Mucha ha dato grande risalto alla figura femminile, aiutandola a riscuotere, all’interno della società occidentale, i suoi diritti. Le sue opere sono la testimonianza di un grande cambiamento, e tutti noi gliene siamo debitori.

Alfons Mucha, Le stagioni
Credits: @artchive.ru

Lo scopo del mio lavoro non è mai stato quello di distruggere, ma sempre di creare, di costruire ponti. Perché dobbiamo vivere nella speranza che l’umanità sia unita e che, meglio ci comprenderemo reciprocamente, più facile questo diventerà.

Alfons Mucha

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