L’agricoltura è una delle economie ancora più importanti e longeve del nostro territorio e, durante il lockdown causato dalla pandemia, è stata anche una delle poche a non fermarsi.

Per questo il giovane street artist Francesco Persichella, in arte Piskv (ve ne avevamo già parlato qui) ha realizzato a Canosa di Puglia, il suo paese d’origine, un un’opera di dimensioni imponenti che vuole omaggiare proprio la cultura contadina.

Piskv murale canosa di Puglia

L’omaggio di Piskv alla cultura contadina

Si tratta di un unico grande murale di oltre 100mq distribuito su tre facciate del torrino di un’azienda farmagricola, alto 8 m e largo 5. L’idea è nata quest’estate da una conversazione fra l’artista e una sua amica, Federica di Trani, che lavora in un’azienda di famiglia nel settore agroalimentare.

L’opera, composta da un trittico rurale, è divisa in tre scene distinte: la prima raffigura una donna che tiene delle pesche, la seconda un anziano intento a raccogliere le olive e la terza due mani che fanno la vendemmia. Un vero e propri omaggio ai lavori e ai prodotti legati all’azienda farmagricola Di.PR.A Service Srl Canosa di Puglia, che sono la vera ricchezza del territorio.

“Il nostro è un tributo che abbiamo voluto fare alla comunità” ci ha spiegato l’autore “per riflettere sul fatto che oggi, più di ieri, è importante investire nell’economia locale e per spronare i giovani a ripartire dalle proprie origini”.

L’invito ai giovani a riscoprire l’agricoltura

I giovani infatti sono i veri destinatari dell’opera: è a loro che è rivolto l’invito a ritrovare l’entusiasmo perduto a riscoprire questo settore che ancora oggi viene visto con distacco e pregiudizio.

“Non nego che nei primi tempi sia stato difficile anche per me – ci spiega Federica – specialmente perché donna in un contesto prevalentemente maschile, ma ad oggi continuo ad affermare con maggiore consapevolezza che questo tipo di settore ha solo bisogno di essere valorizzato, dando giusta luce al duro lavoro e alla radicata passione di ogni imprenditore agricolo”.

La natura che si anima grazie al lavoro umano

L’opera è quindi un tributo alla cultura contadina del nostro Paese, ricchezza dal valore inestimabile. I soggetti sono raffigurati attraverso un linguaggio che ricorda il passato ma guarda al futuro: il bianco e nero delle fotografie analogiche dei nostri nonni, la scelta di mantenere lo sfondo grezzo del torrino, la frutta che quando viene toccata dalle mani si anima e prende vita grazie al colore. Proprio a quest’ultimo tema si ispira il titolo dell’opera, “Si colora quando tocca le sue mani“, una frase che corre lungo tutto il torrino e invita l’osservatore a girarci intorno per apprezzare il murale nel suo insieme.

Quello che l’autore vuole dire con questa frase è che la natura si anima quando tocca le mani del bracciante che, con passione e dedizione, la coltiva come un bene prezioso, la coccola e la offre alla comunità. Un bene prezioso che da secoli è il motore dell’economia locale, il vero oro dei canosini e dell’Italia tutta.

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