La fisionomia e la storia di Notre Dame de Paris contribuiscono a caratterizzare l’identità europea rappresentando in tutto il mondo il simbolo del dialogo fra epoche diverse. Notre Dame ci ricorda chi siamo e da dove veniamo: questa è la funzione dell’arte, e per questo è importante conoscerla.

Quando nel XII secolo il re Luigi VII decretò Parigi capitale del regno capetingio, sollecitò l’allora vescovo Maurice de Sully a costruire una cattedrale degna della nuova nomina della città. Fu scelto quello che è l’attuale IV arrondissement dove esistevano già due antiche chiese – Saint-Etienne e Notre Dame – e un battistero, quello di Saint-Jean-le-Rond. La prima pietra del coro fu posta da papa Alessandro II nel 1163; nel 1183 fu consacrato l’altare principale e nel 1198 veniva realizzata la copertura del transetto. Nel 1245 quando anche la facciata fu ultimata, iniziarono i primi lavori di trasformazione.

Lavori che si protraggono nei secoli V e VI quando Notre Dame fu più volte oggetto di rifacimenti e restauri che assecondavano i gusti di epoca prima rinascimentale poi barocca.

L’ondata rivoluzionaria francese del 1789 non risparmiò la cattedrale parigina che, vista come simbolo della monarchia odiata, fu completamente devastata: le statue dei Re di Galilea e di Israele furono decapitate perché credute rappresentanti i re di Francia (sono state ritrovate solamente alla fine degli anni ’70 sotto la piazza antistante la chiesa). Ma questa fase segna una svolta fondamentale nella definizione di patrimonio artistico perché da questo momento in poi ogni originaria proprietà del re viene considerata appartenente al popolo francese, a tutti i cittadini a prescindere dal credo: il patrimonio diventa laico.

Pochi anni dopo la rivoluzione con l’ascesa al potere di Napoleone Bonaparte, Notre Dame diviene per la prima volta prestigioso sfondo per l’incoronazione del neoimperatore (segnale di netto contrasto con la dinastia dei sovrani di ancien regime invisi al popolo francese i quali per tradizione venivano da sempre incoronati nella cattedrale di Reims). Jacques-Louis David immortala la scena nel celebre dipinto del 1805 conservato al Louvre, “L’incoronazione di Napoleone e Giuseppina Bonaparte” in cui si notano l’abside e le decorazioni ancora barocche di inizio secolo.

Jacques-Louis David – L’incoronazione di Napoleone (Fonte: Wikipedia)

Grazie anche alla campagna di sensibilizzazione dello scrittore francese Victor Hugo che nel 1831 pubblicò il suo capolavoro letterario “Notre Dame de Paris”, finalmente, nel 1845 viene incaricato del cantiere di restauro della cattedrale, lo storico e teorico dell’architettura, Eugène Viollet-le-Duc. Tra le invenzioni più importanti dell’architetto-restauratore grande esponente del Neomedievalismo, ricordiamo l’imponente flèche che destò non poche polemiche tra i contemporanei.

Parigi si avvia quindi nella metà dell’800 a diventare capitale dell’arte, letterati e pittori convergono da tutta Europa nel suo centro e nelle sue periferie per “respirare” il clima di una città moderna, proiettata verso nuove correnti artistiche. Per tutto il XIX secolo e oltre, la città diventa emblema di rinnovamento culturale e Notre Dame assurge a simbolo per eccellenza di tale fervore diventando soggetto privilegiato di opere di numerosi artisti.

Nel 1860 Émile Harrouart, nella sua opera “La riviera di Montebello e l’abside di Notre-Dame”, ci dà una preziosa testimonianza di come appariva la cattedrale a sacrestia ultimata ma mancante della flèche ancora da costruire.

Émile Harrouart – Le quai de Montebello et le chevet de Notre-Dame (Fonte: Wikipedia)

Nei dipinti degli impressionisti Albert Lebourg e Eugène Galien-Laloue la cattedrale osserva, in atteggiamento quasi materno,  la Parigi di metà secolo che lavora instancabilmente, che siano i contadini sulla riva del fiume o la venditrice di fiori nella piazza antistante. Anche il pittore Honorè Daumier, celebre artista, caricaturista e scultore, ha ritratto le alte torri della facciata di Notre Dame nel dipinto “Pittore a Notre Dame”.

Col passare degli anni e con la sperimentazione di tecniche pittoriche sempre nuove, cambia anche la percezione e la raffigurazione di Notre Dame. Il neoimpressionista Maximilien Luce, tra i fondatori del divisionismo, la ritrae immersa nel clima frenetico della quotidianità parigina. In primo piano il fumo che sale da una delle imbarcazioni sulla Senna rimanda all’aspetto industriale della città ed esprime bene la poetica dell’artista che spesso ritrasse scene simili di uomini al lavoro, dei quali esaltò le grandi fatiche.

Maximilien Luce – Notre-Dame de Paris 1900 (Fonte: Wikipedia)

Nelle numerose versioni di Henri Matisse, la celebre cattedrale viene raffigurata con pennellate decise e colori forti in netto contrasto tra loro, in una resa che anticipa la sperimentazione fauvista ma la cui atmosfera ha ancora un sapore impressionista.

Ancora nel XX secolo molti rendono omaggio alla celebre cattedrale rendendola veicolo delle proprie sperimentazioni artistiche. In particolare diventa punto di riferimento per tutti quegli artisti ai margini della società che nel 1900 sono riconducibili alla Scuola di Parigi, in particolare Marc Chagall Maurice Utrillo. Il primo la ritrae spesso immergendola nelle sue atmosfere oniriche in un cielo con il sole e la luna, ritraendo insieme sé stesso, la moglie Bella e il gallo simbolo della madrepatria russa. Utrillo invece ne raffigura la facciata con pochi tratti dai toni forti e per lo più verticali che ne slanciano la figura rendendola agile ed elegante.

Tra i più rilevanti bisogna menzionare senz’altro Giorgio De Chirico che a Parigi e all’incontro con Apollinaire e Gauguin deve molto della sua maturazione pittorica. Egli immerge Notre Dame in un clima metafisico in cui le pareti sembrano quasi vibrare in sincronia con l’acqua del fiume che scorre di fianco. Sono ben visibili i contrafforti del coro e l’alta flèche ottocentesca.

Giorgio De Chirico – Notre Dame (Fonte: Wikipedia)

Infine, nel 1944, sarà il celebre padre della corrente cubista, Pablo Picasso a realizzare un’opera che scompone l’architettura di Notre Dame, considerando la quarta dimensione: quella temporale. Sono riconoscibili la facciata con le alte torri campanarie e la flèche al centro del dipinto; in basso la Senna è sovrastata da costruzioni che verosimilmente raffigurano i ponti che collegano la città all’Ile-de-la-Cité.

Pablo Picasso – Notre Dame de Paris (Fonte: www.pablo-ruiz-picasso.net)

(In copertina: Émile Harrouart, “La riviera di Montebello e l’abside di Notre-Dame” 1860 circa, fonte Wikipedia)