Papel è una galleria di arti grafiche e art store sito nel cuore di Roma. Questo piccolo gioiello è collocato nel centro storico romano, all’inizio di Via Cavour, circondato dalla meravigliosa cornice dei Fori Imperiali. Papel concepisce il suo spazio come un laboratorio in cui gli artisti emergenti, di tutto il mondo, hanno la possibilità di esprimersi e promuoversi. Il progetto mira ad espandere le possibilità dell’arte contemporanea aiutando gli stessi artisti a sviluppare strategie artistiche e culturali. La redazione di Artwave ha avuto il piacere di intervistare Elisa Borgnia, la mente, il cuore e l’anima di Papel.

Buongiorno Elisa! Come è nata l’idea di fondare Papel?

Buongiorno a voi! Vi posso dire che come storica dell’arte, dopo un percorso professionale in diverse gallerie d’arte private sia in Sud-America sia qui in Europa, ho capito che il mercato proposto dalle gallerie d’arte era limitato. I clienti sono sempre gli stessi collezionisti e solo pochi artisti riescono ad entrare all’interno di questo circuito artistico, così ho deciso di aprire Papel con l’intenzione di espandere le possibilità dell’arte contemporanea collegando più artisti con più clienti. L’arte dovrebbe essere parte integrante della nostra vita quotidiana, è questa l’idea principale. L’arte è fondamentale per la cultura, soprattutto perché moltissimi artisti qualificati ci possono aiutare a comprendere le potenzialità dell’arte, dimostrando che il mercato non è legato esclusivamente alle gallerie. Non è una prospettiva nuova, non è tutta farina del mio sacco: ho visto questo nuovo approccio agli artisti all’estero e ho deciso di fare la stessa cosa qui in Italia.

 

 

Secondo te, in questi ultimi anni, è cambiato il modo di creare e realizzare opere d’arte e di espanderne i confini? In cosa?

Io credo siano stati soprattutto gli artisti emergenti, in tutto il mondo, a reinventarsi ad espandere i confini o perlomeno coloro che vogliono vivere della propria arte e non sono riusciti ad entrare in istituzioni più commerciali. Questa giusta necessità ha permesso di espandere i confini e il mercato, gli artisti hanno iniziato a vendere non solo le loro opere originali, ma anche stampe limitate e illimitate delle loro produzioni. Questo processo ha dato la possibilità di abbassare i prezzi e arrivare a più clienti. Ci sono artisti che hanno iniziato, anche, ad applicare la loro arte su oggetti di uso quotidiano come magliette, tazze, quaderni avvicinandosi all’idea dell’artigianato. Tutto questo, secondo me, ha avuto a che fare con lo sviluppo economico, non solo per l’intenzione degli artisti di mettersi in proprio, ma anche per l’interesse del pubblico il quale non può permettersi di acquistare opere all’interno delle gallerie. Oggi tutto questo è possibile grazie alle piattaforme di vendita online dove il mercato riesce ad espandersi al livello globale.

 

Durante la tua attività ti sei mai sentita scoraggiata?

A Roma non puoi permetterti di scoraggiarti, altrimenti non riusciresti a realizzare i tuoi obiettivi. Gli aspetti burocratici, probabilmente, sono stati scoraggianti all’inizio, nel momento dell’avviamento dell’attività. E’ stato difficile, questo anche perché io non sono nata qui: sono una cittadina italiana, ma sono comunque straniera essendo nata in Argentina. C’è sempre il commento negativo sullo straniero che decide di intraprendere un percorso lavorativo all’estero e l’essere donna non mi ha aiutata: sembrerà incredibile, ma nel 2019 ci sono ancora tanti pregiudizi. Nonostante questo non mi sono arresa, l’idea di Papel è sempre stato troppo forte, lo è tuttora, ogni giorno di più.  Molte persone sono convinte che l’unico modo per acquistare un opera originale sia all’interno di una galleria e non concepiscono una stampa originale o un prezzo nettamente più basso. Lo capisco e non mi scoraggiata tutto ciò, sicuramente è un terreno inesplorato.

Quale parte ti piace di più del tuo lavoro? 

La parte che mi piace di più è essere il collegamento tra gli artisti e i clienti. Spiegare le tecniche, le motivazioni e le opere è la parte più bella; la soddisfazione nel vedere l’entusiasmo dei clienti quando portano a casa, insieme a loro, un’opera.

Progetti per il futuro?

Voglio e devo fare delle mostre, tantissime mostre. L’idea è riuscire a portare molti artisti internazionali a Roma e in questo contesto vorrei anche realizzare dei workshop anche per mettere in contatto artisti locali e stranieri: voglio riuscire a creare qualcosa che vada oltre la semplice esposizione. Come progetto, che è quello che facciamo tutti i giorni e vorremmo fare in futuro, c’è quello di sviluppare nuove strategie di comunicazione per espandere il mercato dell’arte.

Ringraziamo Elisa per la sua disponibilità e l’infinita gentilezza. Papel è un concetto nuovo e di larghe vedute, pronto a sorprendere il cliente e ad espandersi nel mercato. All’interno dell’art store romano è possibile trovare le opere di Alejandro Pasquale, Elisa Munso, Ignacio Rivas, Shepard “Obey” Fairey, Nico Sarsotti, Carlos Bautistab, Chloe Joyce, Lieke Van der Vorst, Antonio Marenco, Ana Yael, Studiovagante,  Silvia Raga e molti altri. Vi consigliamo di visitare questo piccolo spazio espositivo, nel cuore della Capitale, dove è possibile sentire il profumo della carta e godere di meravigliose illustrazioni.

«Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare»

Carlos Ruiz Zafón

 

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