Peter Carl Fabergé nasce nel 1846 in Russia, dove fin da bambino apprende l’arte paterna: l’oreficeria. A diciott’anni parte per un Grand Tour delle più raffinate gioiellerie di tutta Europa. Qui apprende le tecniche più all’avanguardia della lavorazione delle pietre preziose e dei metalli nobili. Ma soprattutto si immerge in un crogiolo di culture e tradizioni differenti dalla sua. Impara in questo modo a relazionarsi con persone da tutto il mondo, come un perfetto businessman. Questo rappresenta il primo nucleo fondamentale dell’incredibile artista e imprenditore che diventerà da lì a pochi anni.

Peter Carl Fabergé all’opera nel suo studio

Tra ieri e oggi

Una volta tornato in patria, entra a far parte dell’entourage imperiale presso l’Hermitage. Il suo compito è, in particolare, quello di catalogare e restaurare l’infinita collezione raccolta nelle sale del Palazzo d’Inverno. Questa opportunità gli permette di studiare e approfondire le tecniche orafe più antiche, ormai dimenticate anche nel resto del continente europeo. Questo è sicuramente una delle esperienze più importanti della sua intera formazione, che lo renderà uno dei più completi mastri gioiellieri della storia.

Alla morte del padre, Peter Carl eredita l’impresa di famiglia e, insieme al fratello, la trasforma da una ordinaria attività locale a un vero e proprio business internazionale. Sull’esempio delle gallerie d’arte del tempo, inizia ad esporre le proprie opere in diverse fiere artistiche e artigianali europee, attirando su di sé l’attenzione sempre più incuriosita dello zar. Da lì a poco, nel 1885, Peter Carl viene nominato da Alessandro III “Gioielliere per nomina speciale della Corona Imperiale”.

uova Fabergé

Alcune delle più famose uova Fabergé

Le celebri uova Fabergé

Lo stesso anno viene realizzato il primo uovo della leggendaria collezione imperiale, che raccoglie cinquantadue esemplari unici al mondo. L’idea nasce da un lampo di genio dello stesso zar Alessandro III che decise di fare un regalo alla zarina, infelice per la lontananza da casa. Quella di Fabergé è creazione che affonda le proprie radici nella tradizione russa, unendo due note consuetudini dell’amatissimo giorno di Pasqua. Da un lato infatti troviamo la diffusissima usanza popolare di dipingere le uova di colori sgargianti e dall’altro quella più aristocratica di fare dei regali a sorpresa, solitamente gioielli.

Nasce così il primo uovo Fabergé, forse il più semplice dell’intera serie, ma sicuramente il più emblematico. Realizzato interamente in oro, la parte esterna viene smaltata completamente di bianco per rassomigliare un comune uovo di gallina. Il suo interno però rivela un tuorlo zecchino che contiene a sua volta una piccola chioccia ripiena di gioielli. La zarina rimane talmente meravigliata dal dono del marito che dal 1885 in poi l’imperatore commissionerà un uovo diverso ogni anno.

Scrigni incantanti

Per la Maison Fabergé diventa quindi una sorta di sfida annuale, mirata a stupire ogni volta di più. Vediamo infatti una crescita graduale della complessità e della sfarzosità di ciascun uovo. Facendo tesoro delle modernissime tecniche europee e degli studi sui monili antichi, Peter Carl supera la moda dei diafani diamanti del tempo riportando in uso l’antica arte perduta degli smalti colorati. Ogni uovo rappresenta la quintessenza dello splendore russo. Questi regali incantati diventano lentamente lo stendardo di un impero.

In tutta Europa nasce una vera e propria caccia alle uova, per chi è in grado di realizzare le opere più sontuose. Per reggere la sfida, Peter Carl studia ogni minimo dettaglio per stupire l’osservatore, i cui occhi estasiati vagano nella bramosia di nuovi particolari inaspettati. I suoi sono capolavori per cui è necessaria una altissima capacità tecnica e un finissimo gusto, tanto che la loro progettazione e realizzazione occupa quasi un intero anno.

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