In questo nuovo appuntamento di Pillole d’Arte Contemporanea (qui l’articolo della scorsa settimana) conosceremo Gian Maria Tosatti. Artista dedito al territorio, il quale connette architettura ed arti visive all’interno delle aree urbane, realizzando installazioni potenti, dal forte impatto visivo e psicologico.

L’artista

Gian Maria Tosatti, nato a Roma il 16 aprile del 1980, è un artista visivo. Vive a Napoli e lavora, anche, come giornalista e scrittore. Editorialista per il Corriere della Sera, scrive saggi sull’arte e sulla politica, collaborando anche con la rivista Opera Viva. Il suo percorso di formazione e di ricerca, in ambito performativo, inizia presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera.

Gian Maria Tosatti
Credits: @wikipedia.org

Successivamente, l’artista si trasferisce nella Capitale realizzando grandi installazioni site specific, le quali compongono la parte fondamentale del suo lavoro. Questi suoi progetti sono il perfetto connubio tra architettura e arti visive, legati a temi come il concetto di identità, sia sul piano politico che spirituale. Aree urbane ed edifici si connettono alle comunità presenti, dando luogo a vere e proprie opere vive. Nel 2008 si trasferisce a New York, dove rimarrà fino al 2018 per poi ristabilirsi in Europa. In questo periodo, precisamente ne 2015, la rivista ArtReview lo inserisce nella lista “Future Greats”: i 30 artisti più interessanti della sua generazione.

Tra le tantissime esposizioni dell’artista meritano sicuramente di essere menzionate le mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2008, al Chelsea Art Museum nel 2009 e al Lower Manhattan Cultural Council nel 2011, entrambe a New York, al Museo Archeologico di Salerno nel 2014 e nel 2017 a La Galleria Nazionale di Roma e al Petah Tikva Museum of Art.

Landscapes

Tra le opere site specific realizzate da Tosatti troviamo due progetti estremamente interessanti, frutto di un’attenta ricerca sul territorio e sulle implicazioni psicologiche e politiche insite nei luoghi: Landscapes e Devozioni. Entrambi i progetti sono stati realizzati in collaborazione con la Fondazione Volume!.

Landscapes si focalizza sui luoghi di conflitto urbano. Si tratta di un percorso artistico volto ad indagare la storia del territorio attraverso grandi installazioni, come ad esempio Bandiera bianca – landscape I. L’installazione è stata realizzata nel 2006 ed è la prima della serie. L’opera si concentra sullo spazio dell’ultimo piano del centro culturale Angelo Mai a Roma. Tosatti esplora e trasforma il luogo nelle settimane in cui era stato annunciato lo sgombero, un luogo concepito per essere distrutto dalle forze dell’ordine.

Il luogo si arrende: ritroviamo panni bianchi, leggermente macchiati e usati, stesi al di fuori delle finestre illuminate del centro culturale. Il palazzo respira di vita propria; è vivo grazie alla luce che ne testimonia la vivacità. Nonostante questo, però, capisce di essere stato sconfitto e si piega al suo destino mostrando le sue bandiere bianche, testimonianza della resa di fronte ad un potere troppo forte da essere sovrastato. Qui ritroviamo una ricerca non solo psicologica, ma anche politica, in linea con la visione artistica di Tosatti.

Devozioni

Devozioni, invece, è un ciclo di dieci grandi installazioni per spazi architettonici molto particolari, come Il sangue speso di tutte le mie stelle – devozioni VIII. Questo lavoro è stato realizzato nel 2007 a Roma, all’interno di un bunker. Il tema è la paura del giorno dopo. Lo spazio è tetro e buio, ci sono pochi oggetti presenti, una sedia, un letto disfatto: tutto fa presagire una presenza solitaria all’interno della struttura. Si tratta della rappresentazione di cosa accadde nella notte del 1 maggio 1945, l’ultima notte del Terzo Reich. Quella notte Joseph Goebbels si suicidò suggellando la fine di uno dei periodi più tragici e dolorosi della nostra storia. Anche in quest’opera il concetto di un’identità politica e psicologica è forte e incisivo. L’artista ricostruisce un luogo tetro dove la morte di un uomo ha segnato la fine di un’era buia, che nessuno di noi può dimenticare.

L’ultima delle opere della serie è stata realizzata nel 2011, parliamo di Testamento – devozioni X. Si tratta di un’installazione ambientale all’interno della Torre idrica dell’Ospedale San Camillo di Roma. La scelta dello spazio è determinante in questo lavoro. Tosatti decide di trasformare l’ambiente ancora una volta, lavorando sul tema della fine dell’umanità. La struttura diventa una torre radio pronta ad inviare un messaggio al futuro, del quale non c’è certezza.

Per ulteriori curiosità

Per conoscere meglio l’artista vi rimandiamo al prossimo episodio di “L’ARTE DEL FUTURO”, dedicato proprio a Gian Maria Tosatti. Il format, condotto dal critico d’arte Ludovico Pratesi, è promosso da CultRise, progetto curatoriale impegnato nella promozione degli artisti emergenti. Potete godere della puntata sulla piattaforma streaming Twitch.

Artwave è media partner ufficiale dell’iniziativa, prodotta da EIIS.

© riproduzione riservata