In questo nuovo appuntamento di Pillole d’Arte Contemporanea (qui l’articolo della scorsa settimana) conosceremo Tino Sehgal. L’artista è dedito all’arte performativa ricca di riferimenti alla storia dell’arte, in cui i suoi “interpreti” coinvolgono il pubblico, realizzando opere inedite all’interno dello spazio museale.

Tino Sehgal

Nato a Londra nel 1976, Seghal cresce tra Düsseldorf, Parigi e una città non lontana da Stoccarda. Suo padre proveniva dall’India britannica e fuggi dal Pakistan in tenera età, essendo membro della famiglia Punjabi Sehgal. Sua madre, invece, aveva origini tedesche. Tino si dimostra un ragazzo di grande estro e si laurea in economia politica e in danza presso la Humboldt University a Berlino e la Folkwang Universität ad Essen. Grande danzatore, partecipa al lavoro di coreografi come Jérôme Bel e Xavier Le Roy, mentre nel 1999 lavora con il collettivo Les Ballets C. de la B. a Gand, in Belgio. L’artista successivamente inizia a lavorare alla sua arte performativa. Egli si fa coreografo all’interno della danza presente nell’ambiente museale. Attualmente vive a Berlino, insieme ai suoi due figli.

Tino Sehgal
Credits: @southasastateofmind.com

Sehgal descrive le sue opere come “situazioni costruite“. Tantissimi i riferimenti alla storia dell’arte all’interno delle sue performance. Nei suoi lavori gli “interpreti” usano la voce, dando vita a rievocazioni storiche grazie al movimento, al linguaggio, alla pura recitazione ed interpretazione. Gli spettatori hanno così modo di vivere esperienze uniche, in cui il particolare permette di recepire, all’interno del sistema museale, racconti storici unici. L’artista non produce oggetti fisici, resiste alla logica dell’arte concettuale occidentale. Questo pensiero è alla base del suo percorso artistico. I suoi lavori vengono realizzati esclusivamente all’interno di musei o gallerie, tutti eseguiti da “attori” o, come lui li definisce, “interpreti“. L’opera d’arte diventa quindi tutto ciò che si crea, si muove e si realizza tra i performer e gli spettatori.

Kiss

Kiss fu la prima opera realizzata dall’artista in un museo americano, precisamente il Museum of Contemporary Art di Chicago. Presentato con lo spettacolo della MCA “Collection Highlights”, Kiss è un’opera scultorea. All’interno di una sala del museo due ballerini si muovono all’unisono, lentamente, adottando posture che riportano a grandi opere della storia dell’arte. I dettagli sono essenziali e vanno catturati, per essere trasportati all’interno di mondi passati di cui Sehgal si fa coreografo, regista. Il bacio e le sue amorose pose si mostrano attraverso le opere di Auguste Rodin, di Constantin Brancusi, Gustav Klimt fino a Jeff Koons e il suo Made in Heaven, ripercorrendo i vari dipinti di Gustave Courbet, risalenti al 1860, uno dopo l’altro.

Questa performance ebbe luogo per la prima volta nel 2003, ma tantissime altre furono le sue riproduzioni. Nel 2013 l’opera prese vita all’interno del Palais de Tokyo a Parigi e nel 2015 al Kiasma ad Helsinki, dimostrando e confermando il suo forte impatto sul pubblico che ne rimase, dopo tantissimi anni, affascinato.

Tino Sehgal – Kiss
Credits: @200-percent.com

Per saperne di più

Per conoscere meglio l’artista vi rimandiamo al prossimo episodio di “L’ARTE DEL FUTURO”, dedicato proprio a Anne Imhof. Il format, condotto dal critico d’arte Ludovico Pratesi, è promosso da CultRise, progetto curatoriale impegnato nella promozione degli artisti emergenti. Potete godere della puntata sulla piattaforma streaming Twitch.

Artwave è media partner ufficiale dell’iniziativa, prodotta da EIIS.

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