Già dopo poche ore, la nuova opera di Banksy è diventata virale: il post su Instagram, pubblicato ieri sera, ha superato i 2 milioni di likes. Questa è l’ennesima conferma della fama di Banksy e della sua capacità di colpire nel segno. Eppure emergono alcuni dubbi: quanto è difficile essere all’altezza delle aspettative quando si è uno degli artisti più seguiti e apprezzati al mondo?

Banksy, Game Changer (dal profilo Instagram dell’artista: @banksy)

L’opera (intitolata Game Changer) è esposta al General Hospital di Southampton, Regno Unito, e vi rimarrà fino all’autunno, per poi essere venduta per beneficienza. Il quadro raffigura un bambino che gioca con il pupazzetto di un’infermiera con tanto di mascherina, nuova supereroina che sostituisce i tradizionali Batman e Spider-Man, buttati in un cestino. Per molte persone il messaggio è chiaro: nella situazione di emergenza che stiamo vivendo, i veri supereroi sono in realtà i medici e gli infermieri che lottano in prima linea contro il Coronavirus. Il bambino, quindi, rappresenterebbe la  nostra società, che riconosce lo sforzo del personale sanitario e lo assume a nuovo modello. Banksy, con quest’opera, vuole dunque ringraziare chi si sacrifica per tutti noi.

Banksy, Game Changer, particolare (dal profilo Instagram dell’artista: @banksy)

Secondo altri, invece, l’obiettivo dell’artista sarebbe far riflettere sulla nostra capacità di creare eroi e di distruggerli senza remore, solo per inseguirne uno nuovo. Quando tutto questo sarà finito, il pupazzetto dell’infermiera andrà ad aggiungersi a quelli di Batman e Spider-Man nel cestino? Questa ipotesi potrebbe essere interessante, anche se colliderebbe con le parole di esplicito ringraziamento che hanno accompagnato l’opera al Southampton General Hospital: “Grazie per tutto quello che fate. Spero illumini un po’ il posto, sebbene sia solo in bianco e nero”.

Banksy, Game Changer, particolare (dal profilo Instagram dell’artista: @banksy)

Ciò che non lascia spazio ai dubbi, però, è che l’analogia infermiere-supereroe sia ripetuta ormai da mesi. Sebbene il messaggio veicolato dall’opera sia molto importante in un momento come questo, la poca originalità ci lascia con l’amaro in bocca. Ci risulta difficile, pertanto, inneggiare al genio, come molti fanno. Da un artista come Banksy, che ci ha abituati ad accostamenti ben più pungenti e a trovate affascinanti, ci saremmo forse aspettati qualcosa in più.

Certo è che anche l’opera più banale può diventare oro se c’è la firma di Banksy, senza minimamente intaccare la sua fama e il suo consenso da parte del grande pubblico. Anzi, proprio un quadro, per così dire, più mainstream può assicurare un’acclamazione maggiore, perché si posiziona sulla cresta dell’onda. Essere sulla cresta dell’onda, però, potrebbe anche significare superficialità. Questo, forse, è quello che è successo a Banksy. Che il successo stia in qualche modo corrodendo il suo genio artistico?

Ovviamente, questo è un caso troppo isolato per dare una risposta a tale domanda. Bisogna aspettare di scoprire cosa tirerà fuori dal cappello la prossima volta. Dopotutto, però, si sa: la creatività non è infinita, e più le aspettative si alzano più diventa arduo soddisfarle. Game Changer si posiziona notevolmente al di sotto del livello di altre opere di Banksy (ad esempio Girl with Balloon e la sua autodistruzione da Sotheby’s). Forse il noto street artist sta iniziando a perdere colpi, o forse si tratta solo di un passo falso facilmente recuperabile. E anche se ormai Banksy inizia ad essere un po’ troppo come il prezzemolo, non ci resta che stare a vedere, sperando che torni a entusiasmarci con le sue famose trovate artistiche.

© riproduzione riservata