IL PROGETTO “QUIRINALE CONTEMPORANEO”

In contemporanea con la celebrazione della Festa della Repubblica, il 2 giugno 2019, è stato inaugurato “Quirinale contemporaneo”, un progetto innovativo e coraggioso, fortemente voluto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che apre il palazzo a contaminazioni e innesti di arte e design contemporaneo.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il direttore editoriale
dell’Enciclopedia italiana Treccani Massimo Bray.
Photo credits: Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica

Il Quirinale è un palazzo storico e stratificato dove è possibile, attraverso le vicende degli artisti che vi hanno lavorato, tracciare anche la storia politica e civile del nostro Paese. Per questo “Quirinale contemporaneo” è un progetto profondamente coerente con il senso e la storia di questo prestigioso edificio.

Quirinale contemporaneo è stato un lavoro corale: sono stati coinvolti, a diversi livelli e tutti insieme, gli artisti, i famigliari, le fondazioni e le maestranze, che hanno svolto un ruolo molto importante.

Presentazione del catalogo Quirinale contemporaneo. Il Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella.
Photo credits: Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica

Le opere collocate all’interno del palazzo si possono ammirare durante le visite guidate che dal 2015 è possibile effettuare su prenotazione. Ci sono, altresì, opere che sono collocate nella zona dove il presidente lavora e che non saranno direttamente visibili al pubblico, ma si tratta comunque di “biglietti da visita” importanti per tutte le persone e delegazioni italiane e straniere che vengono qui per incontrare il Presidente.

È bene sottolineare che tutte le opere sono state oggetto di concessione gratuita al Quirinale. Lo strumento è stato quello dei comodato d’uso che sono a carattere pluriennale, mentre gli oggetti di design sono stati donati alla Presidenza della Repubblica dalle case produttrici. L’unica spesa sostenuta si è riferita unicamente al trasporto e all’assicurazione delle opere. Anche il catalogo, edito della Treccani, è stato prodotto gratuitamente.

Il criterio di selezione adottato è quello del “work in progress“: Quirinale contemporaneo è infatti solo la base di partenza di un lavoro che si completerà nel tempo.

È giusto specificare, inoltre, che nessun museo è stato depredato da opere, quelle visibili e installate sono opere di proprietà degli artisti, dei loro eredi e delle fondazioni che altrimenti non sarebbero visibili al pubblico.

“Il ricchissimo patrimonio culturale del palazzo, l’arredo scultoreo-pittorico si ferma al Regno d’Italia” ha dichiarato durante la conferenza stampa il Segretario Generale Ugo Zampetti, “eppure questo non è un museo in cui ci si può fermare ad una periodizzazione passata, è un palazzo vivo, vitale, nonché il palazzo in cui ha sede la Presidenza della Repubblica. Abbiamo individuato una lacuna e il presidente Mattarella ha lanciato l’idea di colmare questa lacuna inserendo negli spazi e negli ambienti del Quirinale opere d’arte italiane del periodo repubblicano e opere di design italiano dal dopoguerra ad oggi. Quindi, in questi ultimi mesi, ha preso forma un progetto volto a offrire ai visitatori un doppio percorso: un percorso artistico che si snoda accanto ad un percorso storico.”

“Questa non è una mostra, non è un’esposizione più o meno permanente” ha continuato il Segretario Generale. “È la vita del palazzo, è il palazzo che entra in una nuova fase che si apre all’arte contemporanea, che accoglie le correnti artistiche che hanno animato la vita culturale della Repubblica secondo un’“impostazione mobile”. Quello che sicuramente resta è che l’arte contemporanea entra nel palazzo a simboleggiare la sua trasformazione in palazzo-residenza del Presidente della Repubblica.”

“Volevamo trasformare questo museo-mausoleo in un medium” ha spiegato la curatrice Cristina Mazzantini,  “cioè in un qualcosa capace di comunicare veramente qual è l’identità italiana di oggi e di renderlo più vicino, nel senso di casa, all’Italia contemporanea, quindi non solo quella dei nostri nonni, ma anche quella dei nostri figli. Volevamo che diventasse un luogo educativo che rappresentasse quello che il nostro Paese è stato, ha fatto attraverso i suoi geni, la sua creatività, i suoi maestri, la sua progettualità e anche la sua capacità produttiva negli ultimi settant’anni.

Abbiamo lavorato su due settori disciplinari paralleli: quello dell’arte, l’eccellenza, e quello del design, la quotidianità” ha aggiunto la Mazzantini, “e in questo percorso abbiamo preferito concentraci su quelle che sono state le figure di alcuni dei suoi protagonisti, che ormai sono conosciuti in tutto il mondo e che hanno contribuito a evolvere la nostra cultura in modo più democratico e contemporaneo.”

Per quel che riguarda le opere d’arte, sono stati scelti i rappresentanti di quelli che sono stati i movimenti più significativi del periodo repubblicano o di poco precedente (ad esempio De Chirico con la Metafisica); poi ci sono anche gli outsider, quelli del Gruppo Forma, del Gruppo Origine, gli esponenti della Scuola romana, dell’arte povera o dell’arte partecipata e trans-mediale.

Il design, invece, rappresenta forse la forma d’arte più completa di quelli che sono stati gli ultimi 70 anni del periodo repubblicano perché ha saputo raccogliere tutti gli stimoli che sono venuti dal mercato, dal consumismo, dalla globalizzazione e dall’innovazione tecnologica e fonderli in un prodotto che è veramente democratico.

Vediamo così accostarsi mobili di Fornasetti a quelli di Maggiolini, l’astrattismo di Fontana messo tranquillamente su una consolle che dialoga perfettamente con l’arazzo di Leonardo figurativo posto di fronte e ancora, Burri, Guttuso, Manzù, Maria Lai, Gio Ponti, Castigilioni, Boetti e tanti altri nomi che hanno fatto e fanno la storia dell’arte italiana e mondiale. Anche nello studio del Presidente e nei luoghi di lavoro sono stati introdotti sia elementi di arredo che oggetti di illuminotecnica che migliorano anche la qualità e la funzionalità del lavoro quotidiano. Si tratta quindi di un progetto di esaltazione del meglio del made in Italy degli ultimi anni.

L’ultimo concetto è quello che riguarda la casa: se il Quirinale dev’essere la Casa degli italiani bisogna introdurvi le logiche dell’abitare contemporaneo e su questo gli artisti che sono stati scelti riteniamo che abbiano dato un contributo eccezionale anche a livello internazionale.

 

IL CATOLOGO EDITO DA TRECCANI

Il 5 luglio scorso è stato presentato al Quirinale il catalogo “Quirinale contemporaneo”, edito da Treccani e curato curato da Renata Cristina Mazzantini, che documenta accuratamente il recente arricchimento dell’immenso patrimonio artistico del palazzo per mezzo dell’omonimo progetto, fortemente voluto dal Presidente Mattarella, grazie al quale opere di grandi artisti contemporanei italiani e oggetti concepiti dai principali designer italiani del dopoguerra hanno trovato stabile collocazione nei saloni e nei giardini dell’edificio che ospita la Presidenza della Repubblica.

La copertina del catalogo edito da Treccani

Il volume è composto da 120 pagine, arricchite dalle splendide foto di Massimo Listri, maestro della fotografia d’architettura. Le opere sono presentate da brevi contributi critici e ritratte nella loro collocazione all’interno dei meravigliosi ambienti del Quirinale. Il libro, inoltre, può vantare un’introduzione del Presidente della Repubblica in persona, Sergio Mattarella.

L’apertura del Quirinale al mondo dell’arte contemporanea ha trovato terreno fertile nel parallelo
impegno in quest’ambito da parte dell’editore dell’Enciclopedia Italiana, che con il progetto Treccani
Arte sta creando un centro di ricerca e produzione di opere editoriali, multipli d’arte, mostre ed eventi
nazionali e internazionali focalizzato sulle produzioni italiane contemporanee.

© riproduzione riservata