Sono passati ben 500 anni dalla scomparsa del grande genio di Raffaello. Le sue opere sono diventate grandi icone dell’arte. Egli è stato, ed è tuttora, uno dei più grandi artisti della storia. Le tappe più importanti della sua vita sono note a tutti: dalla sua formazione nella bottega del Perugino alla sua affermazione come artista a Roma, sotto Papa Giulio II e Papa Leone X. Nei secoli, sono molti gli artisti che lo hanno guardato come un punto di riferimento, compresi noi, che restiamo ogni volta a bocca aperta di fronte ai suoi lavori.

“Ero andato a vedere quel quadro [Madonna della seggiola a Firenze] per spassarmela; ed ecco che mi trovo davanti alla pittura più libera, più salda, più meravigliosamente semplice e viva che sia dato di immaginare.” 

 Pierre Auguste Renoir, 1881-82

UNA SCUOLA PER POCHI

Il periodo romano ha consacrato, ancora di più, la fama e il talento dell’Urbinate. Proprio in questo cruciale momento, grazie alla crescita di popolarità e di lavoro, egli mise su una grande bottega, una vera e propria impresa, una scuola per pochi. Dal 1508 Roma diventa la casa di Raffaello e grandi commissioni si susseguono. Prime tra tutte sono le opere per la villa di Agostino Chigi alla Lungara, detta poi la Farnesina. Celebri sono gli affreschi dell’artista nella residenza, soprattutto la meravigliosa rappresentazione della Galatea. Poco dopo, nel 1509, iniziò il cantiere delle Stanze Vaticane, comunemente note, non a caso, come le Stanze di Raffaello. La consacrazione dell’Urbinate viene confermata ulteriormente dal 1513, quando diventerà soprintendente delle antichità e farà parte degli scopritori della Domus Aurea: un artista immortale, dal quale la Capitale e il Vaticano, dopo secoli, non riescono ancora a separarsi.

Scuola di Atene, Stanza della Segnatura, 1509 -1511, Città del Vaticano
Credits: @Wikipedia.org

LE INIZIATIVE 2020

Tante sono le iniziative pronte a celebrare il genio di Raffaello, come la grande mostra presso le Scuderie del Quirinale, fruibile attraverso una piattaforma virtuale online. L’evento ha portato nella Capitale oltre 200 lavori dell’Urbinate, di cui circa 50 proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. La Domus Aurea, la quale attende pazientemente la fine della quarantena, celebrerà il grande maestro del Rinascimento con la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”, un progetto multimediale, che si svilupperà nella Sala ottagona, capolavoro dell’architettura romana imperiale. L’allestimento interattivo ricostruirà alcune opere di Raffaello e scenografie incredibili degli artisti del Cinquecento. Tantissime le iniziative, che si svilupperanno durante tutto l’anno e in tutta Italia e all’estero, come: “Raphael Ware. I colori del Rinascimento” alla Galleria Nazionale delle Marche, ad Urbino; “Raffaello a Berlino. Le Madonne della Gemäldegalerie” alla Gemäldegalerie di Berlino; “Raphael (1483-1520)” alla National Gallery di LondraRaffaello e la sua cerchia alla National Gallery of Art di Washington.

Ritratto di Baldassare Castiglione, Raffaello, 1514-1515, Louvre
Credits: @Scuderie del Quirinale

UN MAESTRO IMMORTALE

Raffaello è considerato uno degli artisti occidentali più celebri della storia. Fu un modello imprescindibile nei secoli, un maestro immortale. Tuttora rimane uno degli artisti più amati, ma anche ricercati e studiati. Diversi sono gli studiosi, italiani e stranieri, che hanno dedicato i loro studi al grande Urbinate, esplorandone ogni aspetto e ogni lavoro. Tra le diverse e tantissime opere di Raffaello l’ultima fu la Trasfigurazione, la quale fu esposta nella camera dove egli morì. La visione di quel capolavoro generò ancora più sconforto per la sua perdita, tra i suoi contemporanei. Vasari, a tal proposito, scrisse: «La quale opera, nel vedere il corpo morto e quella viva, faceva scoppiare l’anima di dolore a ognuno che quivi guardava». La sua scomparsa fu salutata con commosso cordoglio e il suo corpo fu sepolto nel Pantheon, come egli aveva voluto e richiesto.

Raffaello, Trasfigurazione, 1518 – 1520, Musei Vaticani
Credits: @Wikipedia.org

Qui sta quel Raffaello: da lui, quand’era vivo, la gran madre delle cose temette d’esser vinta; e, mentre egli moriva, temette di morire.

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