La Via della Seta è stata per secoli la principale via di commercio e di scambio culturale tra l’Oriente e l’Occidente del mondo. Nata per volontà dell’Imperatore Wudi, che regnò sulla Cina tra il 156 e l’87 a.C.) venne inaugurata durante la Dinastia Han, nel 138 a.C.

Anche se il nome porterebbe a pensare altrimenti, la seta non fu il primo bene commerciato lungo quella che poi sarebbe diventata famosa come Via della Seta. In una fase iniziale, infatti, l’impero cinese utilizzò la nuova rotta commerciale per approvvigionarsi di cavalli provenienti dall’Asia Centrale da destinare al suo numerosissimo esercito. 

Solo in un secondo momento lungo la lunghissima via commerciale, che si estendeva per oltre 8.000 km nella zona della Cina Orientale, cominciarono a passare di mano in mano sete, spezie, ambra, porcellana, carta, manufatti in vetro e metalli preziosi. 

Samarcanda portale d'ingresso

Le meravigliose porcellane che giunsero in Europa dalla Cina attraverso la Via della Seta esercitarono per secoli il loro fascino sui ricchi committenti europei, che ne acquistarono e ne commissionarono moltissime. Recentemente la Fondazione Prada ha dedicato diverse mostre al profondo legame artistico che si è creato anticamente tra la Cina e l’Occidente e che ancora oggi è più vivo che mai: alle porcellane, ovviamente, è stato riservato un posto d’onore.

La leggendaria città di Samarcanda, posta lungo la via della Seta e al centro del macrocontinente formato da Europa, Africa e Asia, divenne una delle più splendide e ricche città commerciali dell’antichità, di certo la più ricca in assoluto dell’Asia Centrale. Tale fu la sua importanza storica e culturale che nel 2001 l’Unesco la dichiarò Patrimonio dell’Umanità e ancora oggi l’Italia e l’Uzbekistan sono in ottimi rapporti bilaterali, sia di carattere economico ma soprattutto di carattere culturale e scientifico con il coinvolgimento del mondo universitario.

Samarcanda moschea dettagli

Oggi Samarcanda vive di turismo e accoglie ogni anno viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Nella città si continua a produrre carta secondo gli antichissimi metodi tradizionali e si continuano a commerciare spezie, così importanti nella cucina e nell’alimentazione dell’Oriente e che nel corso dei secoli anche gli abitanti dell’Occidente hanno imparato ad apprezzare.

La nutrizionista Laura De Santis, consulente scientifica della redazione di Healthspring sottolinea quanto la salute debba rendere onore alla Via della Seta, per aver portato le spezie originarie dell’Oriente ricche di sostanze benefiche (e non solo di gusto). “La curcumina, contenuta ovviamente nella curcuma, è in grado di alleviare le infiammazioni, ridurre il rischio cardiovascolare e rallentare i processi degenerativi del cervello generati dal morbo di Alzheimer. Lo zenzero è utilissimo per eliminare i gas intestinali, favorire la digestione, combattere la nausea da viaggio e alleviare i sintomi del ciclo mestruale. Il pepe nero contiene piperina, in grado di accelerare la trasformazione dei cibi in energia: ottima per sostenere regimi alimentari dimagranti e riattivare un metabolismo un po’ rallentato. Tutte queste sostanze sono utilizzate per la formulazione di preziosi integratori alimentari in grado di apportare al nostro organismo tutti i benefici delle spezie senza costringerci a consumarne ogni giorno in gran quantità”.

Foto in copertina: Logga Wiggler / Pixabay
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