Roma, Parigi e molte altre grandi città hanno fatto da sfondo ai più famosi film, emozionando milioni di persone. Cercheremo in questo articolo di riscoprire ed analizzare i monumenti più belli che hanno accompagnato le storie d’amore più coinvolgenti, i drammi più struggenti, le situazioni più comiche, rimaste impresse nelle menti di tutti.

Nella sequenza qui sotto troviamo la bellissima Audrey Hepburn spaventata tra le braccia di Gregory Peck, nel film “Vacanze Romane” davanti la Bocca della Verità, famosissimo monumento romano visitato ogni anno da milioni di turisti. Molti non sanno che inizialmente questo grande mascherone di marmo, oggi murato a Santa Maria in Cosmedin, era un tombino, raffigurante il volto di una divinità fluviale, nel quale appunto confluivano le acque piovane. La leggenda vuole che chi posi la mano nella bocca, dicendo una bugia, verrebbe punito con “l’amputazione” dell’arto con un morso, come appunto Joe Bradley (G. Peck) fa credere all’ingenua Principessa Anna (A. Hepburn), desiderosa di visitare Roma come una normale turista, lontana dai doveri di corte.

gregory-peck-e-audrey-hepburn-roman-holiday-la-bocca-della-verita-1

Scene tratte da “Vacanze Romane” (da Wikipedia Commons)

Anche i film d’animazione possono emozionare, sopratutto quando città reali e pittoresche fanno da sfondo alle vicende. Questo è il caso del “Gobbo di Notre-Dame” dove appunto il protagonista, Quasimodo, vive nel campanile della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Emblema del gotico francese, la struttura sorge sull’ Île de la Cité per volere del vescovo Maurice di Sully, eretta per onorare la città da poco diventata capitale di Francia sotto Filippo I. La pianta è la tipica croce latina, con un piccolo transetto, abside percorso da un doppio deambulatorio. In facciata troviamo tre grandi portali strombati, decorati con un fitto gruppo scultoreo di santi, re e storie del nuovo e antico Testamento.

the-hunchback-of-notre-dame-walt-disney-1996-el-jorobado-de-notre-dame-quasimodo-esmeralda-phoebus-febo-djali-blu-ray-cover-portada-poster-cartel-caratula-2013-wallpaper-fondo-pantalla

“Il Gobbo di Notre-Dame” (da ivid.it)

Come non citare la “Grande Bellezza” che basa praticamente tutto il film sul rapporto di Jep Gambardella con la città di Roma, i suoi eventi più esclusivi, i suoi luoghi più caratteristici. Qui lo vediamo mentre passeggia lungo Parco degli Acquedotti, in particolare accanto l’acquedotto Claudio, quello di cui abbiamo i maggiori resti. Costruito sotto Caligola e portato a compimento sotto Claudio, fu uno dei più importanti acquedotti romani che, partendo dall’odierno Laghetto di Santa Lucia, arrivava fino a Porta Maggiore, per poi confluire in una piscina secondaria dove venivano eliminate le impurità. La struttura è realizzata in travertino, peperino e tufo rosso.

Toni Servillo in una immagine di scena del film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino. ANSA/ GIANNI FIORITO/ UFFICIO STAMPA PUNTO EVIRGOLA +++ EDITORIAL USE ONLY -NO SALES -NO ARCHIVE

Scena da “La grande bellezza” (da www.turismoroma.it)

Nel film di Sergio Leone del 1961 venne utilizzato per ostacolare l’armata persiana, nella realtà, invece, il Colosso di Rodi, costruito da Carete, venne adoperato come faro e posto all’imboccatura del porto. Nella statua originale, bronzea e cava all’interno, la fiaccola veniva retta soltanto dalla mano destra, sollevata sopra la testa; nella pellicola, invece, la statua, raffigurante Helios, la regge con entrambe le mani. Sono accomunate dallo stesso destino: entrambe sono state distrutte da un terribile terremoto. Nel film le gambe del colosso sono su due rive opposte: in realtà sappiamo per certo, attraverso copie romane, che la statue fosse stata posizionata su un’unica riva.

il-colosso-di-rodi

Scena da “Il colosso di Rodi” (da www.reportcampania.it)

Moltissime sono le location che hanno contribuito a rendere famosi e indimenticabili film ormai entrati oggi nel nostro immaginario comune, e incitando milioni di persone a ripercorrere quei luoghi per rivivere la magia e le atmosfere che hanno fatto sognare intere generazioni.

© riproduzione riservata