Le origini

Alfred Sisley nacque il 30 ottobre 1839 a Parigi, da genitori inglesi di estrazione borghese stabilitisi qualche anno prima in Francia alla ricerca di fortuna. Il padre era commerciante e si occupava della vendita e distribuzione guarnizioni sartoriali.

Casa natale di Alfred Sisley. Fonte: wikimedia.org

Era piuttosto normale, dunque, che un giovane della sua estrazione fosse indirizzato verso la carriera imprenditoriale. Alfred, però, che aveva uno scarso fiuto per gli affari, a Londra, dove si era trasferito per studiare, rimase folgorato dai capolavori della National Gallery. Inizia così la storia artistica di colui dell’unico “vero impressionista”.

La carriera artistica

Le condizioni economiche favorevoli permisero ad Alfred di intraprendere subito e facilmente la carriera pittorica, nonostante le iniziali remore paterne. Tornato a Parigi nel 1861, Sisley entrò nell’atelier di Charles Gleyre, qui venne iniziato alla pratica del disegno e conobbe personaggi illustri del calibro di  RenoirMonet Frédéric Bazille, giovani con i quali strinse un’amicizia alimentata da una intensa stima lavorativa.

Ma la concezione che Gleyre aveva del paesaggio si rivelò ben diversa da quella dei suoi allievi, fu così quattro amici lasciarono lo studio del maestro nel marzo del 1863 per sviluppare i loro primi progetti “en plein air” e immortalare luoghi dai nomi indubbiamente evocativi per gli amanti dell’arte come FontainebleauChailly-en-Bière o Barbizon: stava nascendo la “nuova pittura impressionista”.

Alfred Sisley, Vue du canal Saint-Martin, 1870. Fonte: wikimedia.org

Nel frattempo Sisley intrecciò un’importante relazione sentimentale con Marie-Eugénie Lescouezec , giovane parigina, i due sono ritratti nel celebre dipinto dell’amico Renoir “I coniugi Sisley” risalente al 1868, due anni dopo il loro primo incontro. In quegli anni Alfred si divideva tra l’attività pittorica e la vita mondana nei leggendari Cafè parigini. Erano gli anni della belle époque e la capitale francese era uno dei più importanti centri culturali d’Europa, luogo di scambio intellettuale e di confronto per letterati, filosofi e artisti.

Fu la guerra franco-prussiana a porre fine all’idillio, a seguito del conflitto la famiglia del pittore andò incontro ad un terribile dissesto economico, la loro casa fu saccheggiata e molte delle tele che Alfred aveva realizzato negli anni precedenti furono distrutte. Trasferitosi in  Inghilterra, senza più un soldo, Sisley fu costretto a lavorare alacremente per realizzare tele da mettere sul mercato per guadagnarsi da vivere. Continuava nel frattempo la sua collaborazione col movimento impressionista e, nel 1874, Sisley prese parte alla prima mostra del gruppo.

Alfred Sisley, La barque pendant l’inondation, Port-Marly, 1876. Fonte wikimedia.org

In questi anni, Sisley abbandonò i toni cupi del verde e del marrone, scegliendo tonalità sempre più luminose che rimandavano alle tele di Rousseau e di Millet, noti esponenti della scuola di Barbizon. Le pennellate rapide sullo sfondo completamente bianco faranno delle opere di questo periodo la quintessenza dell’impressionismo.

Con l’abbandono delle mostre impressioniste da parte di Cézanne e poi di Monet, si inaugurò per il pittore un nuovo periodo buio, un periodo solitario ma anche di ricerca artistica e stilistica. L’originario nucleo impressionista si era sciolto e per Sisley non fu semplice trovare uno spazio per esporre le proprie opere.

Alfred Sisley, Le Pont de Moret, 1893. Fonte: wikimedia.org

Ci riuscì solo nel 1886, a New York, quando due mostre collettive rilanciarono il movimento impressionista. Seguirono a questo successo anche importanti riconoscimenti come l’elezione a membro associato della prestigiosa Société nationale des Beaux-Arts. Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da un declino precoce, morì a soli 59 anni stroncato da un cancro alla gola.

Stile e fortuna

Del movimento impressionista Sisley fu certamente l’interprete più lucido e risoluto ma, al tempo stesso, non ottenne il successo che arrise alla maggior parte dei colleghi.  Qualcuno afferma che la causa sia da ricercare nella limitatezza dei soggetti o nel carattere introverso e sensibile della sua pittura che non era in grado di competere con quella degli altri maestri, in grado di ostentare un maggiore vigore espressivo. Le soavi vedute di Sisley mancavano evidentemente dell’appeal necessario. Fu Camille Pissarro a rendere giustizia alla sua instancabile ricerca stilistica, indicando in lui l’unico “vero impressionista” e riconoscendolo, fra i membri del gruppo originario, come il più fedele ai princìpi in base ai quali il movimento era nato.

© riproduzione riservata