Instagram è il social media delle immagini per eccellenza: nasce infatti nel 2010 proprio per condividere fotografie di alberghi e alloggi, ma col tempo realizza come accrescere in modo smisurato la community ed espandere così il suo impero. Ad oggi ha raggiunto una diffusione straordinaria (più di 1 miliardo di visite al giorno), tanto che è quasi impossibile trovare persone sotto i 25 anni che non facciano uso quotidiano del social.

Anche per questo motivo sempre più artisti si rivolgono specificamente al pubblico di Instagram come audience principale, invece di organizzare mostre tradizionali che vengono frequentate sempre meno.

Fra questi non fa eccezione Mateja Petkovic, meglio conosciuto come Senior Coconut sull’account @Milkformycoconut: uno dei pionieri della Digital Art, originario della Serbia e attualmente residente a Monaco, in Germania.

L’Arte digitale, nata già negli anni ’50 grazie all’utilizzo di mezzi adesso considerati rudimentali, ha avuto un’evoluzione parallela a quella dei dispositivi tecnologici. Ad oggi, grazie al progresso delle tecnologie, è estremamente diffusa: ricopre infatti un ruolo fondamentale nelle scuole di grafica e ritocco fotografico, ma anche in facoltà, come ingegneria e architettura, dove ha quasi completamente sostituito il disegno manuale, rendendo il risultato creativo molto più semplice e veloce. Negli ultimi tempi, moltissimi artisti si sono avvicinati al mondo dell’arte digitale, soprattutto perchè permette la resa di diverse tecniche difficilmente ricreabili a mano. Anche per questo motivo Senior Coconut, sebbene continui a realizzare quadri ad olio, negli anni ha affinato sempre di più il suo stile con tratti estremamente distintitivi e unici nel loro genere, che sembrano ricreare la vera pittura ad olio.

Il tratto, reso attraverso macchie molto materiche, sembra subire l’influenza del Cubismo, volendo raffigurare il soggetto da diversi punti di vista e scomponendo le figure nelle loro forme essenziali. Anche il colore è estremamente importante: rifacendosi al tonalismo, la pittura diventa ciò che definisce le forme e la profondità spaziale dell’opera, ottenendo gli effetti di luce, ombra e profondità grazie solo alle variazioni di colore. Il colore ha inoltre una valenza evocativa ed emotiva, creando scene positive o negative attraverso l’uso di colori caldi o freddi.

I temi sono estremamente eversivi: molti sono apertamente sessuali e quasi al limite del pornografico, altri trattano anche di di problematiche estremamente attuali come la tossicodipendenza e gli abusi. I suoi ritratti attingono infatti dalla sua contorta immaginazione, quasi bipolare, spaziando dalla solitudine alla violenza. In ogni sua opera ritroviamo l’aspetto più degradato della quotidianità, con una ricerca del brutto e del grottesco che rimanda all’arte naturalista. Al tempo stesso i soggetti racchiudono una dolcezza e un’innocenza a momenti fanciullesca, espressa quasi esclusivamente nei ritratti dei volti.

Poche sono le nature morte, evidenziando come il suo oggetto di studio principale sia l’indagine dell’animo umano attraverso la riproduzione dei volti e dei corpi, con la ricorrenza quasi ossessiva del nudo femminile raffigurato in momenti estremamente intimi, sfociando molto spesso nell’erotismo più spinto. Uno dei temi principali della sua poetica è proprio l’indagine dell’intimità umana, espressa quasi esclusivamente attraverso la violenza e il dolore, come se l’amore venisse a mancare e fosse sostituito da un puro gesto meccanico.

I pochi gesti di tenerezza sembrano infatti estremamente fugaci ed effimeri, come se i corpi diventassero dei manichini vuoti, ad esprimere il tormentato rapporto dell’artista con la sfera sessuale e il sesso opposto. Troviamo così un morboso oscillare fra i sentimenti di eros e thanatoscome accadeva nella tormentata arte di Egon Schiele, a quasi un secolo di distanza dal suo periodo d’oro.

© riproduzione riservata