Giambattista Tiepolo nasce nel 1696 nella Repubblica di Venezia, all’epoca della guerra contro i turchi. Ultimo di nove fratelli, perde il padre un anno dopo la sua nascita, trascorrendo un’infanzia minata dalle difficoltà economiche della famiglia. Tuttavia, all’età di 14 anni, viene ammesso alla bottega di Gregorio Lazzarini, pittore eclettico molto ammirato in tutta la Serenissima. Proprio da lui apprende i diversi insegnamenti della tradizione veneziana, a cui unisce lo studio approfondito dei suoi contemporanei e dei grandi pittori del ‘500, in particolar modo di Paolo Veronese. Già nei primi anni della sua formazione artistica troviamo uno spiccato gusto per il grandioso e per il teatrale, ereditati dalla cultura barocca, che con gli anni affina sempre di più.

Ci troviamo infatti in un momento di transizione nella storia dell’arte: dal rigoglioso barocco romano ci si sposta a un gusto più rifinito del rococò francese. Ora le linee morbide e i colori pastello vincono sull’opulenza e sugli audaci chiaroscuri. Così, dopo i primi anni di sperimentazioni sullo stile barocco, in particolare con la “pittura tenebrosa” sulle orme di Caravaggio, anche Tiepolo si avvicina alla nuova corrente francese. Una delle caratteristiche principali rimane la luce, fortemente influenzata dalla scuola veneta: ogni opera è permeata da toni chiari immersi in una luminosità quasi abbacinante. In questo mondo idilliaco Tiepolo ambienta indifferentemente storie bibliche e profane, spaziando dai miti classici alla letteratura medievale.

Non è però il dato storico o l’accuratezza scientifica ad interessare l’artista, ma l’effetto generale. Il fulcro dell’opera diventano la composizione, le forme e la leggerezza delle figure. Qualsiasi messaggio morale passa in secondo piano rispetto alla meraviglia della storia. Tiepolo crea così dei mondi fantastici dove temi sacri e profani vengono trattati con la stessa finalità: rappresentare una scena in cui lo spettatore si immedesimi completamente. Proprio in questo motivo ricorrente possiamo trovare il forte legame con il teatro. Ogni opera si presenta infatti come una prima scenica. Tiepolo cura così ogni minimo dettaglio, come uno scrupoloso regista, perché ogni particolare sia perfetto.

Un’attenzione peculiare viene dedicata allo sfondo, dove elementi naturali ed architettonici si uniscono in perfetta simbiosi. Proverbiali in tutta Europa diventano così i suoi  trompe-l’œil, che costruiscono un’affascinante e personalissima scenografia, ricca di luce e dinamismo. Nel periodo d’oro della sua attività viene infatti chiamato dalle corti più ricche del Vecchio Continente ad affrescare le volte monumentali dei loro palazzi. Ricordiamo per esempio il Palazzo Labia a Venezia, la Residenza di Würzburg in Germania e il Palazzo Reale di Madrid.

“L’apoteosi della monarchia spagnola”, Palazzo Reale di Madrid, 1762-1766

Le opere di Tiepolo diventano così il palcoscenico perfetto della nobiltà e alta borghesia dell’Ancien Régime. Il teatro diventa infatti un espediente per rappresentare lo sfarzo delle famiglie nobili, innalzate quasi a protagonisti di storie mitiche. La luce sottolinea infatti i lussureggianti particolari degli abiti e dei gioielli dei personaggi, evidenziati da eleganti effetti coloristici e spaziali. La bella vita di corte diventa così la vera protagonista delle sue opere. Emblematica può infatti essere la scelta dell’episodio mitico legato all’incontro fra Cleopatra e Marco Antonio: la regina che scioglie una perla in un bicchiere d’aceto.

“Incontro tra Antonio e Cleopatra”, 1745

La pittura accademica di Tiepolo inoltre, seguendo la forma mentis illuminista, spazia ampiamente fra temi e generi diversi, denotando un marcato spirito eclettico. Tuttavia l’azione è quasi sempre collocata in una dimensione anacronistica, lontana dall’evoluzione storica del suo tempo.  Il pittore veneto presenta infatti un’arte poco interessata alla realtà, che ha l’intento di trasportare in un universo  lontano e idilliaco. Nell’ultimo periodo della sua vita, purtroppo, vediamo il crollo rovinoso del suo mondo sfarzoso, legato indissolubilmente all’Ancien Régime. Giambattista Tiepolo si spegne il 27 marzo del 1770, all’alba dei tumulti popolari che porteranno alla Rivoluzione Francese. Si chiude così per sempre un’epoca in cui ricchezza e opulenza dominavano le tele di tutti gli artisti.

Segnaliamo inoltre la prima puntata di una miniserie dedicata a Tiepolo dal professor Tomaso Montanari, in onda stasera 27 marzo alle 21.15 su RaiCinque. Buona visione!

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