Antonio Lucarelli è un giovane ragazzo romano  con un incredibile talento per la pittura ad olio.

L’artista non ha avuto nessuna formazione di tipo accademica, infatti presentò una predisposizione molto forte alla pittura già dalle scuole medie, ma per paura di non trovare lavoro un domani, decise di non intraprendere degli studi artistici alle superiori. Da quel momento l’artista non prese più in mano un pennello fino ai 23 anni, quando, dopo un’incidente quasi mortale in moto,  comprò dei colori ad olio, e dopo un anno e mezzo, completò  il primo di una lunga serie di quadri.

Per Antonio questo drammatico evento ha svolto un ruolo significativo nella sua vita che lo ha fatto riavvicinare alla pittura. Probabilmente aveva bisogno di comunicare qualcosa, di “esorcizzare” ciò che gli era successo.

Fotografia di Antonio Lucarelli mentre osserva un suo dipinto

Successivamente a questo incidente l’artista si è trasferito a Roma per iniziare un percorso di teatro, con spettacoli e commedie. Antonio però, poco dopo lascerà il mondo del teatro per intraprendere la carriera da medico. In questo periodo la pittura restava comunque un elemento importante nella vita dell’artista, in quanto lo accompagnava nei momenti bui.

Dopo aver parlato della vita dell’artista ci soffermiamo su alcuni suoi quadri in particolare.  In questo articolo parleremo sia dei dipinti astratti sia dei quadri con motivi floreali.

I DIPINTI ASTRATTI 

Antonio Lucarelli si avvicinò all’astrattismo grazie ad alcuni suoi amici, all’inizio, infatti, l’artista preferiva realizzare solamente dipinti figurativi. Il pittore non abbandonerà il figurativo per l’astrattismo, ma continuerà a realizzare entrambi i movimenti.  Antonio afferma non vuole essere “etichettato” come pittore astratto o realista, ma vuole andare oltre a queste definizioni.

Lo stesso artista infatti ci ha spiegato che:

Bisogna andare oltre a queste categorie, come ha fatto Julian Schnabel (New York, 1951), che per tutta la vita ha abbracciato sia l’astrattismo che il realismo.  Per me l’artista del futuro non dovrebbe porsi dei limiti in questo senso. Ma deve essere libero di esprimere ciò che vuole senza vincoli.

La tecnica utilizzata dall’artista è molto particolare e non prevede l’utilizzo di pennelli, spatole o delle mani.  L’artista crea queste forme astratte con un processo ben preciso: parte ponendo il colore particolarmente diluito sulla tela e poi dispone il colore con il cellophane. Quest’ultimo materiale viene mosso, bruciato o stratificato, in pratica l’artista prende un materiale convenzionalmente non collegato al mondo dell’arte e lo utilizza per realizzare i propri dipinti.

L’effetto finale quindi si crea non toccando mai direttamente il colore né usando  i mezzi classici dell’arte. L’artista vuole che l’opera si realizzi attraverso un meccanismo di abbandono, ovvero che non siano presenti tracce di lui o della sua mente. In altre parole il messaggio del colore non deve essere influenzato dalla mano o mente dell’artista.

Questa ricerca si ricollega a quella di Yves Klein(1928-1962), che abbandonò qualsiasi mezzo che potesse compromettere il “messaggio” del colore.  Antonio quindi si collega a questo studio che per anni ha tormentato gli artisti contemporanei.

Osservando i dipinti di Lucarelli notiamo come questo obiettivo venga raggiunto. Non c’è nulla che faccia trasparire una qualche traccia dell’artista, ma sembrano quasi che essi siano nati dal nulla.

Nei dipinti astratti i colori dominanti sono quelli freddi, vediamo esplosioni di blu, azzurro e violetto. Guardando i suoi quadri spesso si sente l’eco del mare, come se fosse a pochi passi da noi. Possiamo sentire il rumore rilassante delle onde, il senso di quiete che spesso il mare calmo trasmette, ma allo stesso tempo anche l’oscurità a cui il profondo oceano rimanda.

Antonio Lucarelli, There is something (60×50 cm)

I QUADRI CON TEMI FLOREALI

Questi dipinti sono realizzati, oltre che con il cellophane che viene incollato sulla tela, anche con spatole  e pennelli. In questi dipinti vengono quindi usati  i mezzi della pittura tradizionale.

I dipinti non rappresentano solamente dei vasi di fiori, ma la realtà interna del pittore; in altre parole, non vediamo un semplice vaso con fiori ma l’animo tormentato dell’artista.

Antonio Lucarelli afferma infatti:

Io quando realizzo un vaso di fiori, in realtà, cerco di esprimere, attraverso la gestualità e i colori, quelle che sono le mie emozioni, il mio trascorso di vita e la mia realtà interiore. Il titolo della serie prende ispirazione  dalla raccolta lirica  “Les Fleurs du Mal” (I fiori del male) di Charles Baudelaire (1821- 1867). Questo perché attraverso dei fiori rappresento la vita di tutti,  piena di dolore e sofferenze.

I fiori sono realizzati sovrapponendo strati e strati di colore, infatti, vedendo il dipinto da vicino si può notare come i fiori siano molto molto spessi, quasi “tridimensionali”. Lo stesso artista ci spiega:

Sovrappongo talmente tanti colori che spesso ci vogliono mesi prima che il dipinto si asciughi completamente

I titoli dei dipinti sono sempre scelti a posteriori. Nascono dal sentimento suscitato dal dipinto o da stralci di libri e testi che hanno colpito l’artista.

Antonio Lucarelli è quindi un giovane artista autodidatta che ha sviluppato un proprio linguaggio e una propria estetica. L’artista però non si sofferma solamente sui dipinti astratti o sui temi floreali ma realizza anche dei ritratti molto particolari.

L’artista, grazie al suo talento, si sta facendo progressivamente strada nel mondo dell’arte romana. Se volete tenervi informati sul lavoro dell’artista e sugli eventi che lo coinvolgono vi consigliamo di seguirlo sul suo profilo Instagram.