Dipingo con il rosa perchè è l’unico non-colore, è un’invenzione dell’uomo. Il rosa non esiste in natura, se ci pensate, non è presente all’interno dell’arcobaleno.

Questa frase è fondamentale per comprendere i dipinti di Caterina Borghi, artista emergente attiva a Quistello (Mantova).  La pittrice realizza incredibili quadri che hanno come protagonista quasi assoluto questo “non-colore”.

Caterina si forma all’Accademia di Brera di Milano, dove viene costantemente stimolata e influenzata. Riguardo al suo percorso dentro l’Accademia l’artista ha dichiarato:

Brera è una scuola di vita. Ti resta dentro e non ti abbandona mai, continuando ad emozionarti e influenzarti.
Anche la città di Milano, con i suoi trend urbani nati spontaneamente agli angoli delle strade, ha permesso all’artista di sentirsi sempre ispirata e di potersi aggiornare continuamente sulle ultime tendenze artistiche.
Per realizzare i suoi dipinti Caterina prende ispirazione sia dal mondo della moda, che lei stessa definisce un mondo pieno di offerte estetiche, sia dalle riviste patinate. Riguardo quest’ultime ha dichiarato:
I giornali patinati mi seducono, emozionano e nutrono allo stesso tempo. Ogni giorno sfoglio queste riviste alla ricerca di fatti, personaggi o avvenimenti  provenienti dal mondo dei mass-media. Leggere queste riviste mi trasmette leggerezza, un sentimento che considero importante e che innesca dentro di me un’attrazione creativa.
Come abbiamo detto in apertura di questo articolo è il colore, o meglio dire il “non-colore” rosa a caratterizzare i dipinti di Caterina. Questo pigmento copre tutto il paesaggio, trasportando i protagonisti in uno scenario senza tempo, completamente distante dal nostro.
L’eliminazione dello sfondo è un trucco che molti artisti eseguono per evitare che i dipinti vengano ad ancorarsi a luoghi o tempi specifici.
Nei dipinti di Caterina vediamo soprattutto donne. Donne intente a stirare mentre fumano una sigaretta, o in cucina con incredibili abiti eleganti, circondate da dolci e altri alimenti. L’artista spiega così la scelta di dedicare molte tele alle figure femminili:
Le donne sono le protagoniste indiscusse delle mie tele. Le raffiguro mentre svolgono tantissime attività legate al mondo domestico. La mia arte vuole analizzare la violenza domestica in chiave ludica. Anche le ultime tele realizzate per il progetto “Thehalpernproject”, ideato da Mels Halpern, sono divertenti al primo sguardo, ma dopo un po’ si comprende il vero messaggio che voglio trasmettere.
Spesso le donne non sono sole, ma circondate dai simboli delle grandi marche (Es. Eni, Disney, Facebook o L’omino della Michelin). Caterina inserisce questi elementi perché vuole creare dipinti accessibili a tutti e non a poche persone. In altre parole, l’artista rifiuta la pittura “colta” tipica di molti artisti contemporanei per aprirsi invece al grande pubblico.
Uno dei personaggi che ritorna in molti dipinti di Caterina è Pinocchio, celebre pupazzetto di legno che sognava di diventare un bambino vero. Pinocchio, con il suo naso che cresceva ogni volta che diceva una bugia, simboleggia il mondo delle menzogne. Caterina spiega con queste parole la sua attrazione per questo celebre personaggio dell’infanzia:
Pinocchio è l’emblema  più tangibile della falsità e della bugia. Lui, figlio di una coppia gay, nato da un desiderio di paternità impossibile a quell’epoca. Esiste la bugia ma non esiste il bugiardo.
Per me la menzogna è un sintomo di qualcosa che non va, un modo d’immaginare una diversa e più gradevole realtà.
I materiali utilizzati dall’artista sono molto vari. All’inizio Caterina rifiutava la tela e prediligeva delle scatole di legno verniciato. Adesso invece l’artista ha ripreso in mano i colori ad olio, elementi che vengono definiti “tradizionali” in quanto utilizzati da sempre nel mondo dell’arte. Come supporto per i colori, Caterina predilige tele smaltate, poiché sono in grado di dare maggiore lucentezza ai colori utilizzati.
Ci siamo soffermati soprattutto sui dipinti di Caterina, ma l’artista, assieme al suo compagno Roberto Alessandria, realizza anche delle incredibili opere ambientali. Una delle ultime che la coppia ha realizzato si intitola “Pelouche”:
L’idea di questa installazione  è nata dopo una visita all’interno di  una discarica. Vedendo questi elementi mi sono chiesta se non era meglio salvare dal degrado questi oggetti così  legati all’affettività dei bambini e farli rivivere in un’opera d’arte.

Caterina Borghi, Pelouche

Caterina è un’artista poliedrica dedita a diverse forme d’arte, tutte caratterizzate da tinte molto forti e significati profondi ben evidenti. Il “non-colore” rosa è il protagonista, rendendo queste tele molto particolari; e anche se questo colore può non essere di nostro gradimento, siamo comunque attratti da queste tele e non possiamo che lodare questo incredibile lavoro.
Se volete ammirare altre opere dell’artista, vi consigliamo di visitare il suo profilo Instagram.
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