di Maddalena Scarabottolo

Constable riuscì nel corso della sua vita a trasformare l’hobby della pittura in una vera e propria professione. Non si accontentò di svolgere il compito di pittore come tutti i suoi contemporanei della Royal Academy ma volle trovare e ricercare una sua personalissima “forma”. Questa “forma” prevedeva staccarsi da regole e tradizioni e ricercare l’originale mantenendo “la natura” come unica guida. La volontà di Constable era quella di diventare un artista diverso dagli antichi e diverso dai contemporanei.

La sua opera divenne così una vera e propria affermazione rivoluzionaria: i suoi dipinti non narravano più una natura idilliaca o arcadica ma la natura di tutti i giorni. La volontà di ritrarre la natura così com’è, senza ricorrere ad artifici, nasce non tanto dall’esercizio tecnico e pittorico quanto piuttosto dalla intensa dedizione di Constable a letture sull’argomento.

Constable, John; Sky Study with a Shaft of Sunlight; The Fitzwilliam Museum; http://www.artuk.org/artworks/sky-study-with-a-shaft-of-sunlight-5061

Per quanto fosse un “associato” della Royal Academy, la sua idea di pittura di paesaggio non era di certo accettata dai circoli accademici dell’epoca: non era ammessa in nessun modo una pittura priva di contenuti dotti ed elevati.

La sua forma artistica, più che semplicemente pittura, dovrebbe essere definita pura sensibilità. Constable infatti sosteneva che “la natura deve essere decifrata come si decifrano i geroglifici” lasciando intendere la complessità della struttura e delle forme che cercava di riprodurre e trasmettere attraverso impulsive e meditate pennellate.

Questi innumerevoli piccoli studi dedicati alle nuvole sono vere e proprie annotazioni, come se il pittore stesse trascrivendo un fatto fisico e meteorologico in un eterno quaderno di appunti dove ipoteticamente non si smetterà mai di scrivere e annotare cambiamenti, impressioni, sentimenti e dove non ci sarà mai un’alfa o un’omega ma semplicemente un eterno divenire.

Molti studiosi concordano nell’affermare che in queste sue piccole opere sia contenuto l’intero andamento della sua vita, i suoi pensieri, sensazioni e stati d’animo. Ad esempio, dopo la morte della sua amata moglie nel 1828 i suoi cieli si fanno sempre più cupi e carichi di tempesta, simbolo delle inquietudini, della sofferenza e della solitudine.

John Constable, Cloud Study, Hampstead, Tree at Right, 1821, London, Royal Academy of Art

Il grande lascito di questo artista non è stato raccolto all’epoca dai suoi connazionali ma dai colleghi oltre Manica, in particolare dagli Impressionisti.

© riproduzione riservata