Era il 18 marzo 1980 quando Tamara de Lempicka moriva nel sonno. Le sue ceneri, come da volontà, vennero poi sparse sul vulcano Popocatépetl, in Messico, dove si era trasferita due anni prima. Si concludeva così una delle vite più anticonformiste del secolo scorso. Ma andiamo per ordine.

Tamara de Lempicka, courtesy: Getty

Tamara nasce il 16 maggio 1898 a Varsavia. I suoi studi si divisero tra la Svizzera e la Polonia ma già prima dei 10 anni si appassionò agli acquarelli grazie a un viaggio in Italia che le permise di visitare le numerose città d’arte del Belpaese. Si trasferisce poi a San Pietroburgo dove conosce un famoso avvocato a cui si vuole sposare. Per conquistarlo si presenta a una festa vestita da pastorella con delle oche, vere, al seguito. Riesce nell’intento ma nel 1928 si separano. Intanto la sua carriera come pittrice inizia a decollare anche se sarà più conosciuta per il suo stile di vita che per le sue opere: apertamente bisessuale preferiva frequentare locali per sole donne, le piaceva indossare abiti maschili, amava dipingere ascoltando Wagner a tutto volume e amava farsi ritrarre per le copertine delle riviste mondane. Questa sua citazione riesce a catturare bene il suo carattere:

Sono stata la prima donna a dipingere in maniera chiara e pulita: questo è il segreto del mio successo. Un mio quadro può essere subito riconosciuto tra altri cento…Il mio stile attirava subito l’attenzione: era chiaro, era perfetto.

Nei suoi dipinti venivano infatti ritratti i simboli della vita mondana: grattacieli, i paesaggi di Saint Moritz, eleganti uomini e donne malinconiche e irraggiungibili.

In questi anni realizza opere come Andromeda, Le due amiche e La tunica rosa, opera che ritrarre la sua musa e amante Rafaela.

Straordinaria è la testimonianza che Tamara ci lascia del loro primo incontro:

“Improvvisamente, noto che una donna cammina pochi metri davanti a me. Tutte le persone provenienti dalla direzione opposta si fermano a guardarla. Girano la testa quando passa. Sono curiosa, cosa c’è di così straordinario? Decido di camminare a passo svelto per superarla, mi giro e cammino lungo il sentiero nella direzione opposta, e capisco perché tutti si fermano. È la donna più bella che abbia mai visto: grandi occhi neri, una bocca sensuale, un bel corpo. La chiamo e dico: “Signorina, sono una pittrice e vorrei che posasse per me. Lo farebbe? Lei risponde “Sì. Perché no?”

Riuscì a conquistare anche degli importanti artisti italiani come Filippo Tommaso Marinetti e Gabriele D’Annunzio. Particolarmente turbante è la vicenda che l’artista ebbe con quest’ultimo. Il Comandante infatti era talmente innamorato da Tamara che a invitò al Vittoriale con l’intento di consumare, lei accettò solo per poter realizzare un suo ritratto e sfondare, così, pure in Italia. Rifiutando più volte le richieste di D’Annunzio egli la drogò con della cocaina e, essendosi spogliato, si effettuò un “leggero strusciamento”. De Lempicka fu così l’unica donna a rifiutare le avances del Vate che, stanco dei rifiuti, la cacciò prima che lei riuscisse a finire il ritratto.

Nonostante questo fallimento in Italia, iniziò a riscuotere un buon successo in Francia. Qui nel 1933 si sposò con un barone, con il quale si trasferì a New York dopo che Hitler invase la Polonia. Questo secondo matrimonio e il fatto che il suo corpo iniziava ormai a decadere, fecero cadere Tamara in depressione. Questo stato d’animo si fece presente pure nella sua arte che diventò sempre più surrealista. Anche i soggetti cambiarono, privilegiò infatti dei soggetti religiosi. In questo periodo dipende infatti quello che per lei fu la sua miglior opera: “la Madre Superiora“.

Tamara de Lempicka, La madre superiora, 1935

La critica non apprezzò questo cambio di stile e la dimenticò. Fino al 1972 quando un gallerista parigino la convinse a organizzare una mostra alla Galerie du Luxemburg. Fu un successo.

Ormai stanca decise di ritirarsi in Messico.

Negli ultimi anni Tamara de Lempicka sembra godere di una seconda popolarità grazie a collezionisti famosi come Jack Nicholson, Barbra Streisand e Madonna (i fan più attenti potrebbero aver notato alcune sue opere nei video di Open Your Heart, Express Yourself, Vogue e Drowned World/Substitute for Love). Ormai le sue opere si riconoscono per l’uso di un numero ristretto di colori che appaiono luminosi, forti e decisi, così come le linee nette e precise, uno stile che riflette a pieno la sua personalità.

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