Pseudonimo di Davide Salvadei, nonostante fosse già attivo sulle strade dalla fine degli anni Ottanta – uno tra i pionieri italiani del genere, ad appena quindici anni – e avendo poi studiato presso la scuola d’Arte di Urbino, Eron unisce la sua esperienza di strada ad un’impeccabile tecnica.

Con un delicato sfumato, ricavato da un uso virtuosistico dello spray, egli è capace di creare opere impalpabili che si dissolvono mentre le si ammira. Connotate da un realismo quasi documentaristico (talvolta alternato a disegni abbozzati, che richiamano quelli infantili) ed un uso delle tonalità sabbiose, le sue opere riaffiorano come vecchie fotografie dal nulla.

Eron, “Forever and ever, nei secoli dei secoli”, dipinto sul soffitto della chiesa di San Marino in Riparotta, a Rimini. Fonte: eron.it

Famoso per i suoi effetti ottici, è noto l’episodio di un operaio che, nel corso di lavori al museo d’Arte di Ravenna, non accorgendosi dell’illusione pittorica creata da un buco nel muro realizzato dall’artista, lo stuccò. Ancora lo si ricorda per il trompe-l’œil nella chiesa di San Marino in Riparotta, a Rimini: rarissimo caso di arte di strada realizzata in un luogo di culto, quasi a riscattare il ruolo marginale che la street art ha prima d’ora sempre avuto.

Eron, “Soul of the Wall” Cevo – BS, Valle Camonica | per Wall in Art 2018. Fonte: eron.it

Le opere di Eron si fanno inoltre carico di temi sociali significativi. Esemplare infatti è il murale realizzato sull’ex scuola del piccolo paese di Cevo, nella Valcamonica, che rievoca l’incendio del 1944 in cui quasi l’intero paese venne distrutto da una rappresaglia contro i partigiani: l’opera vuole essere una denuncia pubblica contro la guerra oltre che un omaggio ai testimoni del tempo; ritratti son infatti il capo partigiano del paese e la maestra della scuola. Anche il murale di Arezzo, simbolo del riscatto della periferia dal degrado, rievoca l’episodio di una bomba che distrusse parte della caserma militare, richiamando fatti che solo settant’anni di storia sembravano aver cancellato.

“Soul of the Sea”, l’opera di Eron per l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Fonte: eron.it

Su incarico dell’’Enciclopedia Treccani ha inoltre realizzato un’opera con al centro un tema di tremenda attualità per il nostro paese, l’immigrazione, eseguendo dal vivo i volti di donne e bambini profughi sul fianco del relitto di una nave logorata dalla ruggine, un’installazione che non può lasciare indifferenti.

Ammirevole anche la serie di ritratti che Eron realizza a partire da macchie di muffa e di infiltrazioni su vecchi edifici usurati dal tempo, spaziando fra tutte le inclinazioni ed espressioni possibili dell’animo umano, approfondendo lo studio psicologico dei personaggi.

Ma la sua opera più imponente – una delle più grandi al mondo – rimane quella realizzata a Milano, nel parco di City Life: con circa 120 metri di muro dipinto a simboleggiare le barriere ingiustamente erette, il murale è ricoperto interamente da filo spinato, in un ambiente grigio e desolato, che contrasta con il sole splendente, al centro, che raffigura il cuore pulsante dei cinque continenti.

Eron si presenta quindi come un artista, dotato di una tecnica magistrale, capace di sviluppare temi fortemente attuali in modo innovativo e mai banale, riempiendoli di significato e universalizzandoli.
Conosciuto a livello italiano e mondiale come uno dei più grandi artisti del momento, le sue opere incarnano il cambiamento dell’arte contemporanea, che negli ultimi tempi si avvia verso un sempre maggior riconoscimento della street art nel panorama artistico, quale movimento di denuncia sociale in cui molti si riconoscono, soprattutto le nuove generazioni.

Già adesso i nuovi quartieri di Milano sono rimodellati da questo fenomeno che contribuirà, con la sua espansione, a dare nuova luce alla città, nel tentativo di avvicinare sempre più persone le persone al mondo dell’arte contemporanea.

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