Genova dopo quel fatidico 14 agosto 2018 non è più la stessa. Un cambiamento che ha sconvolto la città sia a livello urbano che, naturalmente, a livello umano. I palazzi si possono risollevare ma, prima, è più importante risollevare le persone. A poco più di un anno dalla tragedia del Ponte Morandi, il quartiere Certosa, ferito e isolato, prova a tornare alla vita. Questo quartiere popolare della Valpolcevera, già segnato da un’industrializzazione senza senso e poi abbandonato, torna a risplendere, anche grazie all’energia prorompente dell’arte.

“Ricostruzione/Decostruzione”, Greg Jager 2019 Credits: gregjager.com

Dal crollo del Morandi, moltissime sono le persone che, ancora oggi, dimostrano l’affetto alla città di Genova e alla sua gente. Tra queste ci sono anche le ragazze e i ragazzi dell’associazione culturale Linkinart. Il compito di questa piattaforma interdisciplinare è quello di analizzare e studiare il dialogo tra esseri umani e spazi urbani. Una ricerca che mette l’arte al servizio dei luoghi e delle persone. Con il sostegno del Comune di Genova hanno invitato quindici artisti di fama internazionale che, fino allo scorso 14 agosto, sono intervenuti sulle facciate degli stabili proprio del quartiere Certosa. Tra i partecipanti di questo progetto denominato On the Wall ci sono nomi di spicco del panorama dell’urban art come Agostino Iacurci, Ozmo, Zedz, Geometric Bang e Christian Blef.

Facciata Scuola Media Caffaro, Greg Jager 2019 Credits: gregjager.com

Ultimo, ma solo in ordine cronologico, è lo street artist Greg Jager. Classe 1982, questo artista che nasce come graffiti writer, ben presto decide intraprendere un percorso di studio sulle linee e lo spazio. La ricerca e la sperimentazione lo portano molto spesso a lavorare sul segno grafico e l’architettura. Le sue opere hanno così la capacità e il compito di portare lo spettatore in una dimensione astratta. La sua ultima fatica, intitolata “Ricostruzione/Decostruzione”, è una riflessione sulla possibilità di aprire nuove prospettive visive, ma non solo. Il murale anamorfico, realizzato sulle facciate di una scuola, è fruibile da più punti all’interno del quartiere.

Greg Janker, grazie ai colori primari e alle linee, ha creato una grande illusione ottica che cambia e si trasforma ad ogni sguardo. Riguardo a quest’opera urbana lo street artist ci racconta: «La mia provocazione è quella di invitare lo spettatore a cercare un punto di vista laterale per affrontare i problemi e fare in modo che vengano guardati non solo da un’unica direzione frontale, ma cercando soluzioni altre per cambiare le cose dal basso. Questo messaggio è rivolto principalmente ai più giovani. Non possiamo permettere che la superficialità tipica del popolo italiano, permei le classi del futuro. Non a caso ho scelto di lavorare proprio su una scuola». Una scelta ben ponderata, dunque, quella di lavorare sugli oltre 600 metri di superficie della Scuola Media Caffaro. Un luogo questo che, a differenza di quanto si pensi, non è solo ritrovo di giovani, ma punto focale della vita di quartiere.

Facciata Scuola Media Caffaro, Greg Jager 2019 Credits: gregjager.com

Ecco, ancora una volta, le parole dell’artista in merito all’edificio e all’opera: «Ho trovato questa complessa architettura, una struttura stimolante su cui dipingere, ma non ero sicuro del risultato. Quindi, ho cambiato design molte volte e ho avuto lunghi brainstorming con i curatori. Alla fine abbiamo detto: Ok, è un enorme progetto folle, non sappiamo come sarà il risultato, ma non ci interessa. Facciamolo!». Jager, coaudivato dal team di Linkinart, ha inoltre tenuto un workshop al quale hanno partecipato molti ragazzi e tanti residenti del quartiere. Un laboratorio artistico a cielo aperto, che ha preso luogo durante tutta la settimana di realizzazione del murales. L’obiettivo del workshop è stato quello di far scoprire ai partecipanti nuovi e suggestivi punti di vista sui luoghi e sulle persone attraverso la lente dell’arte. Infondo è proprio la finalità di questo murales: creare nuove prospettive per tutti i genovesi e per tutte le persone che, ci auguriamo sempre più numerose, decideranno di andare a visitare il quartiere Certosa attratti dall’energia positiva della street art.

“Ricostruzione/Decostruzione”, Greg Jager 2019 Credits: gregjager.com

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