“Probabilmente questa mia passione per le carte geografiche è nata quando ancora ero uno studente. All’inizio questi elementi mi attraevano per i colori vividi che venivano usati per rappresentare montagne, fiumi e pianure.”

Con queste semplici e chiare parole, l’artista e scenografo Alessandro Vannucci, descrive la sua passione per le carte geografiche; materiale caratteristico della sua arte. Prima di concentrarci sulle opere che compongono la sua celebre serie “MAPPE”, soffermiamoci sulla sua formazione artistica.

Alessandro ha seguito un percorso che lui stesso definisce “lineare”.  Ha frequentato, prima il liceo artistico, e poi l’Accademia di Belle Arti di Roma. Successivamente ha deciso di iniziare un percorso all’Università, interrotto quasi subito a causa del suo lavoro come scenografo nel mondo teatrale e cinematografico.

In tutti questi anni l’artista ha continuato a sviluppare il suo progetto “MAPPE” che ancora oggi occupa un grande spazio nella sua vita.  Questo suo lavoro è cambiato costantemente nel tempo:

“All’inizio, quando ancora frequentavo l’Accademia, usavo le carte geografiche come supporto pittorico. Probabilmente gli scarsi risultati che ottenevo mi hanno fatto comprendere come questi oggetti fossero autonomi e più forti di qualsiasi mio intervento. Progressivamente è maturata in me l’idea di lasciare le carte geografiche così come sono, con tutti i colori e le forme possibili.  Inoltre, dal punto di vista del puro linguaggio, credo che usare mappe per ricostruire mappe sia molto più incisivo.”

La serie “MAPPE” vede la presenza di oggetti (frullatori, armi), organi (cuori) o figure umane mentre compiono varie azioni. Queste sue immagini, che spesso crea come delle vere e proprie isole lontano da qualsiasi costa a cui approdare, vogliono giocare sul senso che la figura finale assume sommando i luoghi segnati nelle numerose cartine utilizzate.

Alessandro è restio a descrivere le sue opere per alcune ragioni ben chiare:

“Per me è sempre difficile spiegare il significato delle mie opere per due motivi. Il primo, è che penso di non avere le capacità di poter descrivere con le parole queste immagini, e il secondo, è che non voglio influenzare lo spettatore.  Ho il grosso timore di togliere la possibilità all’osservatore di immaginare sensi e messaggi differenti da quelli che ho ipotizzato io. Non voglio assolutamente limitare la vita dell’opera.”

Anche se con queste difficoltà, Alessandro ha tentato di spiegare il significato di Heart e Suicide.

Nell’opera Heart, l’artista  ha voluto rappresentare il mondo a forma di cuore per dare sfogo al suo sentimento di nostalgia verso il pianeta che stiamo perdendo grazie alle politiche dedite solamente alla ricchezza e allo sfruttamento delle risorse.

Alessandro Vannucci, Eartheart

Per quanto riguarda l’opera “Suicide” l’artista ha dichiarato:

 “In “Suicide”, come spesso accade nelle mie cartine, il planisfero assume una forma ricomposta esattamente come se fosse uscito da un frullatore.  Questa volta il destino gli ha concesso di ricomporsi sotto forma di “Azione  suicida”. Forse, per molti questa è una visione pessimistica della società, ma è quella che la caratterizza maggiormente.”

L’opera richiama una delle “piaghe” della nostra società contemporanea. Infatti tutti i paesi, da quello più povero a quello più ricco, combattono contro un fenomeno sempre più in aumento e che colpisce persone di ogni sesso e classe sociale.

Alessandro Vannucci, Suicidee

La serie “MAPPE” vede anche la presenza di armi da fuoco. Alessandro ha dichiarato con queste parole questo suo interesse per le armi:

“Le armi in realtà occupano una piccola percentuale delle mie opere. Tendo a cambiare spesso soggetti e temi. Posso comunque dire che le mie pistole vogliono semplicemente denunciare l’azione dei governi contemporanei.”

Tutta la serie “MAPPE” prevede l’utilizzo di matite, carta, forbici e colla.  Alessandro descrive con queste parole il procedimento che segue per realizzare le sue opere:

“Inizio con il disegnare l’immagine che voglio far diventare mappa, poi, uso vere carte geografiche ed atlanti che taglio ed incollo sul disegno precedentemente realizzato.”

Tutte le opere utilizzano carte provenienti dai mercatini sparsi per il mondo. Tutte le carte rappresentano, secondo Alessandro, una geografia “scaduta”, qualcosa che ormai non serve più e che viene buttata via senza problemi dalle persone. La serie “MAPPE” vuole quindi collegarsi all’idea del riciclo, molto cara all’artista.

Alessandro Vannucci ha indubbiamente un incredibile talento e dimostrando abilità e innovazione nell’utilizzare supporti artistici come le carte geografiche.

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