Una vita vissuta come un’opera d’arte, questo è ciò che suscita subito Salvador Dalì in chi si approccia alla sua conoscenza. Di lui si conoscono tantissime storie, alcune vere, altre no, molte raccontate dallo stesso artista nella sua autobiografia.

Nonostante le informazioni su Dalì siano moltissime e il suo lascito artistico sterminato, ancora oggi è possibile indagare nella vita e nell’arte di uno dei più complessi, stravaganti e controversi artisti che si siano mai affacciati nella storia dell’arte.

Nacque nel maggio del 1904 a Figueres in Catalogna, da una famiglia benestante, ma sin da piccolo la sua vita è stata indirizzata sulla via del disequilibrio: venne al mondo infatti pochi mesi dopo la morte di suo fratello maggiore del quale gli venne dato lo stesso nome. Questo gli causò per tutta la vita uno strano senso di colpa e talvolta si convinse di esserne la reincarnazione.

Manifestò precocemente il talento artistico, tanto da essere protagonista di una mostra personale a soli quindici anni, sebbene non terminò mai l’Accademia di Belle Arti di San Fernando. Fu espulso prima degli esami finali a causa delle sue affermazioni contro i professori e la commissione esaminante, accusata dal giovane artista di non essere all’altezza di giudicare il suo talento.

Salvador Dalì in una foto del 1939. Fonte: Wikipedia.org

Nonostante questo, Dalì aveva ben studiato la storia dell’arte, innamorato del Rinascimento italiano, in particolare di Raffaello e Bronzino, e conoscitore dei movimenti artistici che lo avevano preceduto; fu inoltre un grande studioso delle opere di Velàzquez e Veermer. Dopo la morte dell’adorata madre, che lo segnò profondamente, viaggiò in Francia e in Italia per completare la sua formazione, conobbe e ammirò Picasso a Parigi, le opere degli impressionisti, dei puntinisti e dei metafisici.

Nel 1924 proprio a Parigi nacque il movimento surrealista con André Breton che conquisterà completamente l’arte di Dalì, tanto da offuscare Breton stesso e causare in futuro una rottura con il movimento che tuttavia assume con l’estro di Salvador Dalì una svolta precipua e la piena attuazione di quello che l’artista stesso definisce il suo credo pittorico, ossia il “metodo paranoico-critico”, influenzato dalla psicoanalisi di Freud, nonché dall’amore totalizzante per Gala, la sua compagna per tutta la vita e fonte ispiratrice dei suoi desideri.

Nella sua autobiografia egli stesso definisce il suo metodo che diviene la forza maieutica della produzione delle sue opere. Le immagini che l’artista cerca di fissare sulla tela nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio (la paranoia) e riescono a prendere forma solo grazie alla razionalizzazione del delirio (momento critico). Il pittore stesso afferma che si tratta di un metodo spontaneo di conoscenza irrazionale basato sull’associazione interpretativo-critica dei fenomeni deliranti, della proiezione del mondo onirico, di paure ed ossessioni, fermando sulla tela “fotografie a colori” dell’irrazionale.

Dalì e Gala posano in foto con sullo sfondo il dipinto La Madonna di Port Lligat che ha le fattezze di Gala. Fonte: artribune.com

Fondamentale per la complessità della sua produzione artistica sono le collaborazioni più disparate con altri artisti, come il regista Luis Buñuel che proietta Dalì anche nel mondo cinematografico, della fotografia e del teatro.

Ben presto egli diventa imprenditore di sé stesso, crea il marchio distintivo della sua stessa persona, accentrando su sé stesso e nella sua produzione pittorica, scultorea, fotografica, la figura dell’artista contemporaneo, a cui guardare con scioccante stupore.

Nel 1931 il dipinto “La persistenza della memoria” ne è il manifesto emblematico dove il tempo è protagonista in maniera simbolica, rappresentato da orologi mollemente adagiati su una spiaggia. Egli dirà del suo dipinto: “Il tempo è la dimensione delirante surrealista per eccellenza”. Il suo succedersi è costantemente e rigorosamente scandito dalla misurazione dello scorrere di secondi, minuti, ore, giorni, dati che tentano di quantificare una dimensione che sembra oggettiva, fissa, calcolabile in modo preciso e puntuale con orologi e calendari. Ma a tali strumenti tecnici sfugge un dato, quello più rilevante eppure, paradossalmente, non rilevabile, non calcolabile, non quantificabile, ossia l’esperienza umana. Questa mette in crisi l’oggettività del tempo poiché, come a tutti sarà possibile riconoscere i secondi, altra cosa sono gli attimi, che riassumono i ricordi di una vita umana.

Dalì, La persistenza della memoria, 1931. Fonte: analisidellopera.it

Poliedrico, camaleontico, instancabile ricercatore e manipolatore di novità ed ebbrezza artistica, singolare ed unico in tutto il suo vasto ed eterogeneo corpus artistico, Dalì domina ancora oggi la scena artistica internazionale.

Definito da Freud come “il più fanatico dei fanatici”  durante il loro incontro a Londra nel 1938, e allo stesso tempo Dalì è pronto a difendersi rispondendo a chi lo accusava di follia: “L’unica differenza fra me e un pazzo è che io non sono pazzo”. Agli occhi dei contemporanei oggi possiamo dire che è facile chiamare pazzo un artista straordinario, il difficile è provarlo! Tuttavia la sua fama è imperitura in tutto il mondo, tanto che attualmente, contemporaneamente, solo in Italia vi sono ben cinque mostre a lui dedicate.

A Milano alla Villa Reale di Monza  fino al 7 dicembre 2021 la mostra “Royal Dalì” espone oltre 270 opere tra volumi, litografie, serigrafie, xilografie, incisioni e pergamene. Esse permettono al visitatore di immergersi negli aspetti più affascinanti del surrealismo. Il sogno, la simbologia e l’inconscio prendono vita nelle tematiche più disparate: religione, letteratura italiana e internazionale, poesie, amore e uno spazio dedicato alle immagini erotiche delle avventure amorose di Giacomo Casanova e di Tristan Corbiére. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 19:00 al costo di 10 euro.

Sempre a Milano, presso la Kasa dei libri, si svolgerà la mostra “Me ne faccio un baffo” che consiste in una serie di incontri culturali (il 22 e il 28 gennaio,il 4 e il 12 febbraio 2020) di vario tema legati alla figura di Dalì, alla sua eterogenea e singolare produzione artistica che si concluderà con un incontro culinario delle ricette illustrate dall’artista nel testo “Les dîners de Gala”. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno alle ore 18:00 e sono a ingresso libero.

A Parma presso la Galleria ART&CO fino al 28 febbraio 2020 si può visitare la mostra “Salvador Dalì  30 Years After the Genius”, un percorso espositivo fra scultura e pittura con opere rappresentative  della memoria e del testamento artistico di Dalì, come l’orologio de “La persistenza della memoria” o la figura di “Alice in Wonderland” molto cara a Dalì, proprio perché strettamente legata al tema del sogno, dell’onirico e del surreale. Non mancano opere ispirate dall’amatissima Gala e al surrealismo stesso, con il “Surrealism King”, così come riferimenti alla mitologia classica o ai tarocchi. La mostra è visitabile ad ingresso gratuito dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:00 e il sabato dalle 10:00 alle 13:00.

A Matera fino al 30 novembre 2020 vi è la suggestiva mostra La persistenza degli opposti curata da Dalì Universe con opere esposte nel centro urbano e nella splendida cornice del complesso rupestre della Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. L’esposizione comprende oltre duecento opere di Dalì, tra sculture e opere grafiche, a cui sono stati associati esperienze multimediali e video di approfondimento. La mostra è visitabile dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00 al costo di 12 euro.

A Napoli, infine, fino al 2 febbraio 2020 a Palazzo Fondi  c’è la mostra “Branding Dalì” che mette in luce un particolare aspetto dell’artista, ossia la sua capacità di auto promozione, l’essere imprenditore di sé stesso, con oggetti meno conosciuti dal pubblico. Ne sono un esempio le sue creazioni nel campo delle arti applicate, tutte firmate Dalì in oro, oppure i disegni per le pubblicità, come quella famosa dei lecca lecca Chupa Chups. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 20:00 al costo di 11 euro.

 

Immagine di copertina: Salvator Dalì in una foto in bianco e nero. Fonte: ilgerme.it
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