La redazione di Artwave ha avuto il piacere di intervistare Mario Salvo, maestro internazionale di spatola stratigrafica, che si accinge a festeggiare i 60 anni di carriera artistica.

L’artista si approccia alla spatola all’età di sei anni, da quel momento nasce l’amore per l’arte e per la spatola, strumento che ha segnato la sua carriera. Numerosi sono gli oneri conferiti al pittore, fra cui l’onorificenza di Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per meriti artistici e culturali. L’artista insegna privatamente “spatologia libera“, anche con ALETES Onlus, di cui è presidente. Ha collaborato con numerose riviste fra cui Art&Tra, Boè dove ha curato la rubrica “Il Maestro risponde” e articoli sulle correnti artistiche, dall’Ottocento in poi, per il volume “Avanguardie Artistiche“.

Tramonto su mare, olio a spatola su tela – Courtesy Mario Salvo

Da cosa scaturisce la sua passione per l’arte?

La passione per l’arte è innata nella persona. L’emotività è nel DNA artistico dell’artista ed è insita. Più è attiva e più sviluppa dei percorsi elaborativi di ricerca. La passione per l’arte è dentro di noi e va condotta in superficie e, quindi, per un’artista è importante offrirla al giudizio pubblico. Ciò che lui sente e che vuol rappresentare nell’anima deve essere esposto al pubblico ludibrio, al giudizio degli interlocutori. Questa è una sensibilità molto labile che non va interrotta, ma incoraggiata. Fornisce all’artista il supporto migliorativo per accrescere la sua formazione iniziale.

Tibet, Acrilico su tavola- Courtesy Mario Salvo

Una carriera di circa 60 anni, numerosi premi alla carriera – fra cui il titolo di ufficiale della Repubblica per meriti artistici e culturali – svariate pubblicazioni a suo nome e i corsi di spatola, anche con l’associazione ALETES Onlus di cui è presidente e docente. Possiamo, quindi, definirla un Maestro d’arte, come ha vissuto questa scalata nel mondo dell’arte?

Il mondo dell’arte è come una piscina dove nuotano molti squali. Per sopravvivere in questa realtà servono tre cose: avere coraggio, avere carattere e avere i numeri. I numeri non possono essere cancellati, le persone e gli interlocutori hanno occhi e cervello per ragionare e sanno, quindi, distinguere cosa è emozionale e ciò che non lo è. Pertanto se vuoi sopravvivere e farti strada in questo mondo devi affrontare i “mostri”. Se ne esci indenne, vuol dire che hai un codice genetico importante e non clonabile. Sei unico e per questo riesci a navigare tranquillamente, venendo rispettato e ammirato. Non bisogna, però, mai dimenticare l’umiltà e la voglia di apprendere dagli altri. È solo l’umiltà che ti fornisce la muscolatura necessaria per sopravvivere.

Lei è l’inventore della spatola stratigrafica, come si è approcciato a questo genere?

La spatola è stata una mia scommessa per un dispetto a mio padre. Egli mi imponeva di fare arte all’età di sei anni e mezzo. Ho deciso, quindi, di adoperare uno strumento che lui non aveva mai utilizzato. Successivamente posso dire di aver intrapreso un rapporto quasi sentimentale con la spatola, arrivando ad un’elaborazione sempre più ardua.

Velata, Acrilico su tela – Coutesy Mario Salvo

Considero la spatola stratigrafica l’over the top, in quanto la stratigrafia si ottiene mediante tre o quattro colori sottostanti nella stessa superficie. Sono, però, colorazioni che soltanto un polso da micro-chirurgo riesce a dare. Basta una minima pressione in più per far sparire le velature. Occorre una concentrazione e un silenzio quasi sacrale. Dipingo, difatti, spesso di notte in quanto ho le condizioni ideali affinché il cuore sia pronto e saggio per partorire l’opera, occorre silenzio: l’opera stratigrafica è così, deve iniziare e finire in massimo un’ora e mezza.

Il suo desiderio più grande è quello di aprire un’accademia d’arte libera: come pensa si possa articolare un’impresa così ambiziosa?

Hai detto, giustamente, ambiziosa e direi quasi impossibile perché le manovre dietro un’operazione del genere sono pericolose. Un’accademia libera potrebbe dirottare le persone verso l’accademia senza costi. Le istituzioni stesse non appoggerebbero questa idea, salvo che grandi gruppi o media ne siano i finanziatori. Desidererei un’accademia dove maestri, di ogni settore, possano e vogliano liberamente insegnare e tramandare la loro esperienza a persone desiderose di apprendere, senza costi esosi.

Visioni di cuore, Acrilico su tela – Courtesy Mario Salvo

Si tratta di un progetto che ho nel cuore, perché la generosità di voler tramandare il proprio sapere agli altri è l’animo di un vero Maestro. Il Maestro colui che insegna non per la propria bravura. Bisogna essere predisposti all’insegnamento e non all’egoismo. Quando mi viene detto: “Maestro prima o poi qualcuno la supererà!”, io rispondo sempre che non aspetto altro: questa è la mia missione. Dovremmo imparare dal passato. Purtroppo lo Stato non sostiene gli artisti. Sono quarant’anni che il mondo che gravita intorno all’arte viene mantenuto dagli artisti stessi. Lo Stato non fornisce strumenti economici adatti e sufficienti. In un paese come l’Italia, definita la “culla dell’arte”, l’artista merita di andare avanti.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Il mio progetto più bello è quello di creare una corrente artistica della stratigrafia a spatola. Ho diversi allievi con i quali abbiamo iniziato un percorso di crescita e apprendimento di questa tecnica. Non è facile trovare persone disposte a sacrificarsi per apprendere una tecnica così complessa. Ardua come una salita alla cui vetta, però, ritroviamo l’Eden. Bisogna sacrificarsi, il percorso di un artista è sudore e fatica. Desidero arrivare a poter formare una classe di quindici allievi, proprio come fecero inizialmente gli Impressionisti, così da lasciare la mia eredità artistica al mondo. Spero, anche, di poter insegnare in qualche accademia, così da formare più persone alla spatola stratigrafica, perché è uno strumento che una volta imparato non ci consente di tornare al pennello, l’importante è il passaggio.

 

© riproduzione riservata