Nelle ultime settimane il nostro paese sta affrontando gravi problematiche. Tra epidemie di coronavirus e temperature troppo alte per la stagione, la maggior parte di noi avrebbe davvero necessità di staccare dalla quotidinità e rilassarsi, magari, con una vacanza al mare. Noi di Artwave forse non abbiamo il potere di teletrasportarvi alle Maldive, ma sicuramente possiamo farvi immergere in scenari da sogno con le incredibili opere realizzate dal pittore ligure Massimiliano Zaffino. L’artista, nato a Chiavari (GE) nel 1976, realizza questi dipinti a cavallo tra il Surrealismo e il Realismo, dove sono gli specchi d’acqua ad attrarre lo sguardo dello spettatore.

Ciao Massimiliano, che ne diresti di darci del “tu”? Vorrei partire con alcune domande per conoscerti meglio. Quando hai capito che l’arte era la tua passione? Ed hai frequentato scuole d’arte o sei autodidatta ? 

Ciao Francesco, certo dammi pure del tu. I formalismi lasciamoli da parte! In realtà già nel periodo adolescenziale avevo iniziato ad avvicinarmi a questo medium. Purtroppo a quell’età non hai proprio tutti gli strumenti per capire se l’istinto può essere foriero (ndr. annunciatore) di certezze, e quindi, permetterti di inseguire la tua vocazione. I miei genitori all’inizio non mi hanno appoggiato ed ho combattuto diverse “battaglie” che volevo assolutamente vincere credendo che l’arte fosse la mia strada.

Comunque si! Ho frequentato sia l’Istituto d’Arte che l’Accademia Ligustica di Belle Arti.

Da cosa o da chi prendi ispirazione quando realizzi i tuoi dipinti?

Parlerei più di sensazione che di ispirazione.

Osservando i tuoi dipinti mi verrebbe da definirti un pittore a cavallo tra Realismo e Surrealismo. Tu come ti definiresti?

Potendo citare chi è più bravo di me nel definire gli altri,  ne approfitto per chiamare in giudizio Massimo Pamio.  Nell’opera dal titolo “Sensibili alle forme, che cos’è l’Arte”(ed. Mimesis), ha detto riguardo la mia opera: “Massimiliano Zaffino è un metafisico costruttivista, che si concede imitazioni della natura in modalità affatto moderne e stranianti. Un illusionista che si nasconde dietro il vetro del vero…”

Passando ai tuoi dipinti, cosa puoi raccontarmi dell’opera “Tratti di paesaggio salgono e si uniscono, lontano una strada d’asfalto 019”?

Mi chiedi di raccontare la tela “Tratti di paesaggio salgono e si uniscono , lontano una strada d’asfalto 019”… Come in ogni lavoro parto dalla costruzione dell’immagine a “tavolino”. Inizio il mio progetto usando un monitor per proiettare le fotografie che mi interessano. Sono da sempre attratto da immagini, scatti e foto. Ho archiviato un buon quantitativo di immagini che provengono da una ricerca dettata sostanzialmente dal mio gusto. Dunque mi ri-approprio della realtà altrui (le foto possono essere anche miei scatti) combinando più immagini; il paesaggio che ne risulta modifica la funzione scenica e il valore dello stesso. Chi scatta lo fa appropriandosi di realtà altrui, io cambio il processo, scompongo la realtà figurata dell’immagine innestandola in un’altra. I miei dipinti nascono così. In questa tela ho fuso più immagini dove a convincermi in modo deciso era il gioco delle verticali.

Massimiliano Zaffino Tratti di paesaggio salgono e si uniscono, lontano una strada d’asfalto, 2019. Olio su tela

Invece riguardo l’opera “Forme geometriche rivelano paesaggi ad incastro 018”?

In quest’ opera mi interessava trattare il rapporto tra due spazi legati dal colore. Mare e cielo si fondono, e la struttura di pietra, che non vuole rappresentare la sua vera natura di architrave, funge da forma solida che sorregge metafisicamente una “finestra” sul mare. La  forza di equilibrio cromatico e il rapporto con la presunta assenza di gravità mi convinceva così tanto che ho deciso di creare quest’opera.  Trovo che non ci siano confini naturali insomma, solo confini obbligati.

Massimiliano Zaffino, Forme geometriche rivelano paesaggi ad incastro, 2018. Olio su tela

Cosa volevi trasmettere con l’opera “Scivoli d’acqua con piscina per il giorno, solitari a mezzanotte”?

Qui è presente la relazione tra le due scene: la prima con connotazioni notturne, l’altra, che esercita un punto strategico, diurne. Questa fusione crea, a parer mio, quello che ho già anticipato nella risposta 4, ovvero un’insieme degli elementi surreali che miscelano bene quel senso di naturale che inseguo sempre nella composizione delle mie opere. Il solitario che si allontana in strada, come la ragazza dalla finestra, creano una relazione intima inconsapevole.

Massimiliano Zaffino, Scivoli d’acqua con piscina per il giorno, solitari a mezzanotte, 2019. Olio su tela

Ho visto dal tuo sito web che realizzi anche incredibili collage. Mi racconti come nascono e si sviluppano queste opere?

I collage sono il risultato naturale che ho  sviluppato in seguito a una manovra inconscia, quasi accidentale, durante la fase progettuale dei miei lavori. Il linguaggio qui cambia radicalmente rispetto alla pittura, dove i confini, per me, sono solo nella tecnica e nella volontà del pensiero. Nei collage invece i confini imposti dalla carta non lasciano margine alla correzione. Ammiravo già chi si esprimeva attraverso l’uso di questo articolato “supporto” come John Stezaker Kent Rogowski e Kenny Runners. Da allora porto avanti questo filone che mi convince e mi stimola, difficile dire altro, se non citare di seguito il titolo della serie che  spero posso introdurre il contenuto delle opere: “Interazione visiva di paesaggio con scambio temporale di ruoli/azioni”.

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