Dai corsi di ceramica, scultura e pittura decorativa, alla scuola di decorazione a Bruxelles, conseguendo la Laurea in Architettura d’Interni, Micaela Legnaioli(classe 1970) incarna una personalità poliedrica capace di unire l’esperienza della decorazione e della pittura con la modellazione dei volumi: partendo dalla creazione di gioielli con pietre semi preziose e fili di metallo, all’esperienza nei cantieri di ristrutturazione da cui è scaturita l’idea del recupero dei materiali di scarto che si palesa nella serie di opere definita Riciclo, dove vengono utilizzati plastica, legno, chiodi, alluminio, polistirolo, piante secche, plexiglass, ferro, catene, lana e resina; approdando allo “studio degli individui che, estrapolando l’essenza profonda dell’identità umana, permea in quei moti dell’anima e dei sentimenti volti a far emergere il pathos del subconscio.

Riciclo/Il gioco dei sentimenti – Courtesy Micaela Legnaioli

Ogni sua opera diviene un tassello che va a precostituire quel “viaggio” nell’essenza dell’uomo – oserei dire – quasi di matrice Freudiana: dalle Impronte digitali, simbolo strettamente personale che contraddistingue ogni essere umano, realizzate a grandezza d’uomo in gesso, acrilico e resina su tavola di legno; alle Tracce che uomini e donne di rilievo hanno lasciato nel mondo, per non dimenticare il loro segno nella storia, realizzate su lastre di zinco per le donne e di rame per gli uomini, scolpite ed ossidate con gli acidi. Lo spessore delle tracce è commisurato alle esperienze di vita di questi individui e, parlando di esperienze di vita, l’artista ci ricorda che queste sono come Foglie nel vento, simboleggiando quelle situazioni imprevedibili che la vita ci pone davanti essendo, la vita, un “dovere”.
Cinquanta foglie, ognuna proveniente da una pianta di specie diversa, realizzate in gesso e resina, accumunate dal colore bianco che ne sottolinea l’appartenenza al medesimo destino, disposte in maniera casuale in attesa del vento che le spargerà ognuna in una diversa direzione.
Un’installazione innovativa: il gruppo di foglie disposte su una parete, luogo dove “idealmente tutti viviamo”, simboleggia gli esseri umani in balia del “vento della vita”, quello stesso vento che riecheggia nel celebre verso del 1918 di Giuseppe Ungaretti: «Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie».

E dalle situazioni imprevedibili della vita scaturisce la serie inedita – ancora in fase di lavorazione e non ancora esposta- delle Gabbie Dorate: “gabbie costrittive” dove l’uomo si rinchiude per tutelare se stesso a causa dei venti impetuosi della vita, che inconsciamente lo inducono ad intraprendere strade e percorsi differenti. Gabbie che soffocando l’individuo privandolo della sua libertà, sottraendogli la forza per esprimersi: ma c’è sempre una via d’uscita! Micaela Legnaioli – dopo una ragionata riflessione psicologica- con le sue opere popone una riflessione su questa tematica.
L’artista elabora sculture – realizzate in gesso, acrilico, resina e vernice per le dorature – accessibili secondo due punti di vista: l’involucro, ciò che imprigiona, dalla colorazione metallica, e l’interno colorato di bianco, l’anima della scultura dove si cela il nostro intimo, costituito da un oggetto grezzo e diverso in ogni scultura.

Gabbie dorate – Courtesy Micaela Legnaioli

Le serie di opere realizzate fino ad oggi dall’artista sono legate da un filo conduttore: l’analisi psicologica dell’essere umano che deve superare le vicissitudini della vita. Ogni serie richiama quella precedente come se la Legnaioli volesse comunicare al mondo il suo personale modo di sentire ed interpretare il percorso esistenziale dell’uomo.
La carriera artistica di Micaela Legnaioli è segnata da numerose esposizioni, soprattutto nel panorama romano, dove l’artista nel 2013 espose la personale “Fiori Svelati” presso Artothèque; nell’estate del 2014 con “Il Gioco dei Sentimenti” presso la Galleria Vittoria.
Importante la sua partecipazione, nel settembre 2014, alla Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea in occasione del 41° Premio Sulmona 2014, invitata dal Prof. Di Genova. Di nuovo a Roma nel 2015 presentando, presso Spazio Menexa, Impronte, L’anima senza tempo. Al 2018 risale la personale Undici vite. La storia di undici donne famose raccontata attraverso le tracce delle loro esperienze, presso la Galleria Fidia. Sempre allo stesso anno risale la partecipazione alle collettive: Una stanza tutta per sé, sguardi femminili nell’arte contemporanea, presso le Scuderie Aldobrandini e le Mura del Valadier a Frascati; e l’installazione “Foglie nel vento”, siamo tutti foglie in movimento in balia del vento, presso spazio Menexa a Roma.
In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, celebrati dalla Galleria Minima di Roma, Micaela Legnaioli aderisce alla mostra collettiva “Leonardo Cinquecento”.

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