A due passi dalla spiaggia di Marbella, l’incantevole cittadina andalusa, si estende Parco della Alameda. La zona verde è caratterizzata da particolari sculture in bronzo, di cui pochi conoscono l’esistenza, benchè siano state realizzate dall’ artista spagnolo Salvador Dalì.

Percorrendo Avenida del Mar, l’accesso al parco risalta immediatamente all’occhio grazie alla presenza di una gradinata sulla quale si colloca il monumento alla Libertà di Eduardo Soriano. A sottolineare la rivendicazione di un forte diritto, quale quello della libertà, sono le frasi celebri riportate sulla base a sostegno dell’opera e la figura del bambino che affacciato alla finestra, agita in aria un mazzo di fiori.

monumento a la libertad

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soriano

Inizia da qui la passeggiata lungo l’insolito spazio espositivo a cielo aperto. Pavimenti in marmo, aiuole sempre curate, fontane e panchine dove sedersi ad ammirare le opere d’arte contribuiscono a rendere la visita piacevole. Ma la vera bellezza, è radicata nelle statue e nell’estro artistico che si respira sul luogo.

Le dieci sculture bronzee che portano la firma di Dalì prediligono soggetti legati alla mitologia greca, elementi richiamanti la pittura surrealista, personaggi storici e letterari e figure femminili in posizioni insolite. Dietro ognuna si celano significati differenti basati su ispirazioni, interessi e legami che l’artista spagnolo sviluppò nel corso della sua esistenza.

Uno dei temi più famosi della mitologia greca e di grande ricorrenza tra i numerosi artisti che si sono dedicati alla scultura, è quello di Perseo con la testa della Medusa. Anche Dalì diede la sua straordinaria versione, oggi conservata nel parco.

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L’Elefante cosmico è uno dei tanti simbolismi scaturiti dalla pittura surrealista. Le zampe lunghe e sottili ed il corpo gracile e instabile rimuovono ogni stereotipo dell’immaginario comune. L’animale, astratto dal contesto naturale, viene riprogettato in uno spazio cosmico in cui tutto è possibile.

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La figura di Don Chisciotte è molto cara a Dalì. Fu lui che nell’edizione esclusiva del 1946 di “Don Quixote de la Mancha” a cura di Miguel de Cervantes si occupò delle illustrazioni. Il più celebre tra i personaggi della letteratura spagnola ricorre frequentemente tra le opere e le illustrazioni dell’artista. Nella scultura di Alameda figura in posizione seduta, con la testa china e lo sguardo rivolto ad un libro che tiene sulle gambe.

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Gala Éluard, meglio conosciuta come la moglie di Salvador Dalì è stata l’ispirazione per molti artisti dell’epoca. La modella di origine russa, si distingueva per fascino ed eleganza. Dalì le era riconoscente per averlo salvato dalla pazzia e per tale motivo la elogiava in molte sue opere. Sono due le sculture presenti nel parco a lei dedicate: “Gala asomada a la ventana” e “Gala Gradiva”.

Tra le tante bellezze lasciateci dal più stravangante e bizzarro artista dell’arte moderna, le sculture di Marbella seppur poco conosciute, rientrano anch’esse nell’eccentrico patrimonio artistico di un uomo che, grazie alla sua forte personalità e al coraggio di remare contro-corrente, si è reso indimenticabile.

“Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì.”

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