“Quando ero piccola pensavo che tutti vedessero costantemente i colori. Colori nei libri, colori nelle formule matematiche, colori nei concerti. Ma quando finalmente chiesi a mio fratello di quale colore fosse la lettera C (giallo canarino, comunque) mi resi conto che la mia mente non era del tutto normale come pensavo.” Così Melissa McCracken, ragazza trentenne di Kansas City presenta la sua particolarità, la sinestesia: un fenomeno neurologico che prevede la sovrapposizione e la comunicazione involontaria di più sensi.

Melissa McCracken, “Imagine – John Lennon”

Vista, olfatto, gusto, tatto e udito comunicano tra loro in un simposio sensoriale: i sensi sono distinti ma convivono nello stesso evento, un’abilità che possiedono pochissime persone. Nella sua forma più blanda è presente in molti individui, spesso dovuta al fatto che i nostri sensi, pur essendo autonomi, non agiscono in maniera del tutto distaccata dagli altri.

Melissa è stata bravissima nel trasformare naturalmente questa caratteristica, che per alcuni viene considerata un malfunzionamento, in pura poesia e bellezza attraverso i suoi dipinti musicali.  “La sinestesia non è fonte di distrazione o disorientamento. Aggiunge una vibrazione unica al mondo che vivo” afferma Melissa.

La sinestesia si presenta a volte nelle persone mancine, o in concomitanza con altre affezioni come l’allochiria (confusione della mano destra con la sinistra), scarso senso dell’orientamento, dislessia, deficit dell’attenzione e, raramente, autismo. Mozart, ad esempio, vedeva il colore delle note, Kandinsky invece interpretava le sinfonie musicali nei suoi dipinti e si pensa che anche Leonardo Da Vinci ne fosse “affetto”.

“La musica scorre in una mescolanza di sfumature, trame e movimenti, spostandosi come se fosse un elemento vitale e intenzionale di ogni canzone.” Attraverso i dipinti di Melissa possiamo così vedere la musica di Prince, Jonn Lennon e David Bowie così come la vede lei, che invita lo spettatore “a immaginare le potenzialità di ogni pezzo nei propri confronti, rendendo il prodotto finale un’opera di coscienza collettiva.”

Per saperne di più visitate il sito web di Melissa: www.melissasmccracken.com

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