Alireza Karimi Moghaddam è un talentuoso illustratore iraniano che è diventato famoso per aver realizzato una serie di fumetti digitali che rappresentano van Gogh e alcuni degli avvenimenti più importanti della sua vita. Il pittore olandese viene spesso raffigurato all’interno degli splendidi e sognanti paesaggi da lui stesso dipinti, che sono entrati ormai nell’immaginario di tutti noi.

Dalla celeberrima Notte stellata del 1889, che ritrae la prospettiva dalla finestra della sua stanza nell’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence, dove era internato, al Ramo di mandorlo in fiore (1890) che diventa l’albero su cui van Gogh si appoggia fino al tristemente noto Campo di grano con volo di corvi (1890), dove il tormentato artista si sarebbe sparato in circostanze misteriose, togliendosi la vita a soli trentasette anni.

Gli iris, i girasoli, la campagna, le stelle e in generale la natura accompagnano le brillanti illustrazioni di Moghaddam, che, con i loro colori accesi, cercano di trasmettere sopratutto l’aspetto gioioso e allegro dell’esistenza di van Gogh, senza però tralasciare anche il più celebre lato oscuro del pittore, illustrando, in alcuni fumetti, le oscillazioni e le fragilità della sua salute mentale. In alcune illustrazioni, infatti, si può osservare van Gogh in procinto di buttarsi da un ponte per suicidarsi, mentre in un altro, lo si vede, addirittura, dare in pasto il suo orecchio tagliato ad uno stormo di corvi.

Nelle illustrazioni dell’artista iraniano non mancano, inoltre, i riferimenti alla pandemia di Covid-19 e alle condizioni di quarantena che mezzo mondo sta sperimentando in queste settimane: in un fumetto l’illustratore disegna il pittore, seduto sul davanzale della famosa finestra dell’ospedale, intento a fumare una pipa con accanto l’immancabile vaso di girasoli, mentre osserva il cielo trasformato nella sua “Notte stellata”. L’invito, sottolineato dalla scritta, è quello di “restare a casa“.

L’idea di van Gogh che l’artista iraniano vuole trasmettere è quella di un modello di umanità, sensibilità e altruismo, in opposizione alla prospettiva della tradizione prevalente che parla di un van Gogh depresso, folle e irascibile.

“Per me, van Gogh non è solo un pittore e un artista geniale” spiega l’illustratore, “ma un modo di vivere. Non è un modello frustrato e angosciato, ma un simbolo di amore, umanità e altruismo. […] I miei cartoni animati” continua, “mostrano che la vita di Van Gogh era incentrata sulla bellezza e sull’amore. Potrebbe aver avuto un finale amaro, ma è stato fonte di ispirazione per il futuro”.

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