Scrivere questo articolo non è stato affatto semplice. Per giorni interi ho rimandato l’impegno perché ero consapevole del significato che questo pezzo porta con sé: la fine di un capitolo della mia vita e di un progetto lungo più di quattro anni. A scrivere sono io, Alessandro Mancini, il fondatore e direttore editoriale del sito.

Artwave è nato in un pomeriggio qualunque del mese di aprile 2016. Io ero soltanto uno studente al secondo anno di università, presso la facoltà di Lettere dell’Università Roma Tre, con una grande passione per l’arte e la cultura in tutte le sue espressioni diverse.

Da quando ero un bambino, ogni fine settimana andavo in centro con mia nonna, che mi ha insegnato a vedere la bellezza, anche dove non era scontata, e che mi ha trasmesso l’amore per questa città. Crescere nella capitale italiana, dove l’arte e la storia si intrecciano fra loro e dove, per ammirare i capolavori non c’è bisogno di pagare un biglietto ma basta perdersi fra le strade della città, è sicuramente stato un fatto determinante per la nascita di Artwave.

Artwave nasce come un blog curato da me e pochi amici stretti. Non eravamo più di 4/5 persone. All’inizio c’era una sorta di tuttofare e direttore editoriale del progetto, che ero io, un programmatore, un grafico e qualche collaboratore/trice che scriveva assieme a me i pezzi per il blog. In poco tempo, nel giro di un anno, il blog grazie alla passione e all’impegno di tutto quanti, è esploso e ha valicato i confini della città e della regione in cui è nato per espandersi in tutta Italia. Iniziavano ad arrivare richieste di collaborazione da Napoli, Bologna, Torino, Palermo, Milano, Venezia, e la cerchia di lettori si allargava ogni giorno di più. Abbiamo iniziato ad aprire i canali social (Instagram, Facebook, LinkedIn, YouTube) e a realizzare progetti originali per le diverse piattaforme.

Nel tempo agli articoli si sono aggiunti gli eventi e le iniziative dal vivo. Più progrediva il progetto, più mi resi conto che c’era bisogno di farsi conoscere anche sul territorio, di creare una rete fisica di supporter e di sostenitori. E così sono nate le prime “Artnight”, le prime mostre ed esibizioni e gli eventi di carattere ludico-culturale. Il nome iniziava a circolare e a farsi una reputazione e così si sono aperte anche le opportunità di collaborazione: dal Comune di Roma al TEDxRoma, dal GoaBoa Festival a Industrie Fluviali, da Helbiz a Parco Appio 2020. Il tutto sempre all’insegna dell’arte e dell’educazione.

Nel 2018 Artwave ha compiuto un altro grande traguardo: è diventato testata giornalistica online registrata. Da piccolo blog di quartiere a organo di informazione a diffusione nazionale. I nostri lettori non erano più soltanto i romani interessati a conoscere le mostre e le iniziative artistico-culturali organizzate sul territorio, ma centinaia di migliaia di persone sparse in tutta Italia e anche all’estero, che leggevano con interesse il nostro magazine e i nostri canali social ogni giorno.

Anche durante la pandemia di Covid-19, in un momento di grande crisi personale e collettiva, non ci siamo risparmiati. Abbiamo continuato a scrivere e a produrre contenuti di qualità per non essere sopraffatti dal dolore, dalla paura e dalla noia. Vi abbiamo tenuto compagnia, vi abbiamo fatto emozionare e, speriamo, anche riflettere. E se anche una sola persona si è sentita meno solo o ha imparato qualcosa di nuovo durante questo difficile periodo storico, non possiamo che esserne orgogliosi. Perché, da sempre, questo è stato il nostro unico scopo: informare ed educare alla bellezza.

È stata un’avventura faticosissima ma anche molto entusiasmante. Un viaggio pieno di salite e di ostacoli, ma anche di tante soddisfazioni ed esperienze indimenticabili. L’obiettivo del progetto non è mai stato quello di guadagnare ed arricchirsi, ma di portare avanti un’idea, una missione: abbattere i muri dell’elitarismo nel settore artistico. Abbiamo voluto mettere l’arte e la sua riflessione alla portata e alla comprensione di tutti. E, nel nostro piccolo, penso proprio che ci siamo riusciti.

Chiudo con la consapevolezza di aver fatto del mio meglio e di averci creduto fino all’ultimo, con tutte le mie forze e con tutta la passione che ho messo nel progetto ogni singolo giorno, fin dalla sua nascita.

Illustrazione di Nicola Pertile per Artwave

Illustrazione di Nicola Pertile per Artwave

Ora è però è arrivato il momento di far calare il sipario su questa realtà perché nuove sfide e nuovi orizzonti ci aspettano. Siamo sempre stati degli inguaribili sognatori e, con o senza Artwave, lo rimarremo. Non possiamo promettermi che Artwave un giorno riaprirà i battenti ma possiamo promettervi che non smetteremo mai di sognare e di portare avanti le nostre idee. Rinunciamo ad un sogno per inseguirne altri cento.

Lunga vita ai sognatori, ai pazzi e agli artisti!

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