Le mostre immersive che negli ultimi anni hanno segnato un trend di crescita sempre più  positivo possono essere a ragione definite “drammaturgia delle superfici”, offrono un’ esperienza che fonde musica, arte, teatro e tecnologia e sono a disposizione di tutti. L’opera multimediale è mutevole per la sua natura, perché è un’opera digitale, non è un’opera dipinta su tela, o una scultura, ma essendo digitale è quindi dotata di estrema capacità riproducibile, ossia è possibile trasportarla fisicamente, chiudere proiettori e attrezzi hitech in scatole e riprodurla in un altro luogo. Ciò se permette di potere diffondere l’arte ovunque, ossia portare virtualmente un dato capolavoro fuori dal museo dove è esposto solitamente, pone il problema di non sminuirne il valore.

Questa estrema riproducibilità è quindi sia al servizio di una sorta di democratizzazione dell’arte, ma è al contempo anche il suo limite, tale limite che viene aggirato con l’opportunità di personalizzare le mostre multi sensoriali al luogo che devono “abitare”. Si cerca così di scegliere un “contenitore” accattivante che possa essere da cassa di risonanza per le proiezioni in alta risoluzione, si offre sempre più un’esperienza che possa coinvolgere tutti i sensi e che possa generare sensazioni contrastanti e forti emozioni.

Lo sa bene il team di Culturespaces, azienda leader delle mostre multimediali, con oltre venticinque anni di esperienza. Essa è fondatrice di veri e propri musei e luoghi espositivi virtuali nelle principali città europee e non solo, un’attività in continua espansione. In particolare in Francia ha creato i suoi esempi più riusciti di Musei digitali, recuperati da aree dismesse, luoghi di archeologia industriale, che sono stati trasformati in bellissimi spazi espositivi, come l ‘Atelier de Lumière’ a Parigi e i ‘Carrières de Lumières’ a Baux-de-Provence. Essi hanno ospitato mostre virtuali che hanno raggiunto più di un milione di spettatori in pochi mesi, grazie anche al sistema innovativo brevettato da Culturespaces “AMIEX“ (acronimo di Art,Music, Immersive Experience) .

In primavera si porterà a compimento un nuovo ardito progetto nel quartiere Bassins à Flots a Bordeaux dove si inaugurerà lo spazio espositivo dei ‘Bassins de Lumières’, letteralmente “vasche di luce”. Sarà lo spazio espositivo più grande creato da Culturespaces negli ultimi anni, cinque volte più spazioso di quello parigino e copre una superficie di oltre 13000mq, realizzando l’obiettivo di creare il più grande centro di arte digitale del mondo, sfruttando l’architettura della preesistenza, riconvertendo un sito di archeologia bellica.

La ex base di sottomarini fu creata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale ed è caratterizzata da quattro bacini d’acqua alti 12 metri, lunghi 100 metri e larghi 22 metri, più altri spazi di servizio. Già negli anni ’90 del secolo scorso era stata usata per attività culturali e cinematografiche, come  per il film Highlander, con i suoi spazi da scenario post atomico è sembrato il luogo ideale da riconvertire completamente.

Gli architetti hanno lavorato a stretto contatto con il team di Culturespace per far sì che un enorme deserto industriale, portuale e militare potesse diventare un tempio dell’arte con una sofisticata tecnologia, un polo culturale altamente innovativo.

Il corpo centrale del museo è composto da quattro grandi vasche, dove saranno presentate le mostre temporanee da ammirare su passerelle sull’acqua e lungo le banchine dei bacini, con video proiezioni sulle loro pareti in altissima definizione di capolavori di artisti intramontabili che si rifletteranno nell’acqua che le circonda, fondendo elementi naturali e tecnologia di ultima generazione, con 90 videoproiettori e 80 altoparlanti, raggiungendo così una nuova dimensione dell’esperienza immersiva.

A queste sale principali si affiancherà lo spazio definito le Cube, dedicato all’esposizione dei lavori di artisti digitali contemporanei, a cui si aggiungeranno anche altre sale per artisti contemporanei che esporranno opere non virtuali. Lo spazio più suggestivo sarà sicuramente quello definito Les Grands Nénuphars (le grandi ninfee, omaggiando Monet) dove le proiezioni delle opere d’arte si faranno direttamente sull’acqua, nessuno finora aveva pensato all’acqua come elemento fisico per l’esposizione museale.

Non mancherà una sezione museale dedicata alla base militare, alla sua storia con annessa area didattica., un salotto ricreativo accanto alla reception. Il tutto per  un investimento totale di circa 10 milioni di euro impiegati per il restauro completo dell’imponente edificio.

La grande mostra inaugurale avverrà il 17 aprile 2020 e il protagonista sarà Gustav Klimt: oro e colore. Contemporaneamente una mostra minore sarà invece dedicata a Paul Klee: dipingere musica, una fusione fra pittura, con proiezioni sulla superficie dell’acqua, e musica con un concerto subacqueo.

Simulazione dell’esposizione immersiva di Klimt. Fonte sito web Bassin de Lumière Culturespaces – Nuit de Chine ; © akg-images / Erich
Lessing ; © akg-images ; © Bridgeman Images

Elemento di congiunzione fra passato e presente è l’attenzione agli artisti emergenti contemporanei con la presentazione di Ocean Data, un’installazione ispirata al mare del collettivo turco Ouchhh, specializzato in graphic design, motion design e proiezioni digitali.

Le aspettative nei confronti del nuovo museo sono altissime,  il Bassins de Lumières non ha ancora aperto i battenti eppure pare avere già tutti i numeri per essere ciò che è stato annunciato da Bruno Monnier, Presidente di Culturespaces: “il Bassins de Lumières offrirà ai visitatori esperienze audiovisive indimenticabili in un ambiente unico, un luogo di condivisione della cultura aperto a tutti i tipi di visitatori, il più grande e suggestivo museo digitale al mondo”.

Non ci resta che attendere e acquistare un biglietto per Bordeaux, dove non vi sono solo ottimi vitigni ma dove la città è ormai diventata polo d’arte irrinunciabile e conquista il mondo in un virtuoso antagonismo con la città di Parigi.

 

Immagine di copertina Simulazione dell’esposizione immersiva su Klimt. Fonte sito web Bassin de Lumière Culturespaces – Nuit de Chine ; © akg-images / Erich
Lessing ; © akg-images ; © Bridgeman Images
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