Chi meglio di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, può incarnare il tema il viaggio? Una vita all’insegna degli eccessi, della sregolatezza per arrivare poi alla disperata ricerca della misericordia per i peccati commessi. Il Caravaggio nasce il 29 settembre 1571 a Milano e inizia a studiare pittura intorno ai 12 anni presso la bottega di Simone Peterzano: i temi da lui affrontati sono già atti ad innescare una rivoluzione pittorica, che riguardano episodi di vita quotidiana, la pittura detta “di genere“, come il famosissimo “Fanciullo con canestra di frutta“, una riproduzione dal vero, totalmente mimetica, quasi come una fotografia che ritrae la bellezza di questo giovane, destinata però ad appassire nel tempo.

Michelangelo_Caravaggio_062                                                                                  Fanciullo con canestra di frutta (1593)

Dopo Milano, il Merisi perlustra tutte le città del nord, per arrivare a Venezia dove studia ed assimila la lezione di Giorgione e Tiziano. Arriva poi a Roma, presso la bottega del Cavalier D’Arpino, ultimo esponente della cultura tardo-manieristica a Roma. Qui, la sua appassionata adesione al naturale e alla verità ottica, sfocia in veri e propri capolavori, giovani adolescenti dei quali studia le reazioni, le espressioni stravolte e violente dovute a sollecitazioni di carattere psicologico o fisico, come nel “Fanciullo morso da un ramarro” dipinto dopo aver abbandonato la bottega del Cavalier D’Arpino ed essere stato ospitato dal cardinale Francesco Maria del Monte.

Ragazzo-morso-da-un-ramarro-Caravaggio-analisi                                                                                 Fanciullo morso da un ramarro (1593)

La fama del Caravaggio cresce sempre di più, le commissioni si infittiscono, le famiglie più potenti se lo contendono per esaltare le loro casate ma egli rimane sempre autonomo e fedele alla sua linea stilistica: tra le opere più celebri del periodo romano vi sono la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di San Paolo” nella cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo e il trittico di San Matteo a San Luigi dei Francesi. Purtroppo però il suo carattere rissoso e turbolento lo portarono durante una rissa (secondo i documenti del tempo) ad uccidere Ferruccio Tommasoni. La condanna a morte fu imminente e ciò portò l’artista a fuggire dall’Urbe e ad intraprendere appunto una fuga disperata, un viaggio per scampare alla decapitazione, tema che lo affliggerà nelle opere successive.

ttt                                                                                  San Matteo e l’angelo (1602) e “Conversione di San Paolo (1601)

Dopo un fiorente soggiorno a Napoli e in Sicilia, il Caravaggio arriva a Malta, dove entra nell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni e dipinge una delle opere più emblematiche e commoventi del suo repertorio: la “Decollazione del Battista“. Il santo, al quale sono già stati inflitti colpi alla nuca, è sul punto di morte, dal suo collo scorre un rivolo di sangue che compone l’inquietante scritta “F(rà) Michelangelo” come prefigurazione del destino che sarebbe toccato all’artista qualora non fosse arrivata la misericordia (che richiama il nome del coltellino usato dall’aguzzino per infliggere il colpo finale al Battista) da parte di Papa Paolo V.

Decollazione-San-Giovanni-Battista-Caravaggio-analisi                                                                             Decollazione del Battista (1608)

L’ultimo disperato tentativo di ricevere la grazia dal pontefice, dopo tante estenuanti peregrinazioni, è come impresso in una delle sue ultimissime opere: “Davide con la testa di Golia” dove nella testa del gigante ritroviamo proprio un autoritratto del Caravaggio, ossessionato ormai dal paura della pena capitale. La grazia finalmente arriverà, ma il Merisi purtroppo, dopo essere stato colpito da una febbre altissima, esser stato arrestato per sbaglio per poi essere rilasciato, troverà la morte, nel 1610, a Porto Ercole. Con lui muore il precursore del Barocco, che senza aver mai fondato scuole e aver avuto allievi diretti, lascia comunque un’eredità vastissima per i suoi seguaci, che cercheranno di imitare il suo stile naturalistico; muore l’artista viaggiatore, costretto ad una vita da fuggiasco per il suo carattere troppo irruento e rissoso.

Caravaggio_-_David_con_la_testa_di_Golia                                                                                             Davide con la testa di Golia (1610)

 

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