L’animatrice americana Ann Sullivan è la terza vittima del coronavirus alla Motion Picture Home Facility, la casa di riposo situata a Mulholland drive – nel quartiere di Woodland Hills, a Los Angeles – dedicata a persone che hanno lavorato nel cinema. “Ci sono giorni belli e giorni brutti. Questo è uno di quelli brutti” ha detto il presidente e CEO della casa di cura Bob Beitcher al DeadlineLa donna è scomparsa il 13 aprile. Tre giorni prima, il 10 aprile, aveva compiuto ben 91 anni.

UNA VERA PASSIONE

Nata nel 1929 a Fargo, in Nord Dakota, Ann si trasferisce presto in California, dove consegue il diploma presso l’ArtCenter College of Design di Pasadena. La sua carriera presso i Walt Disney Studios inizia negli anni ‘50, quando Ann lavora alla realizzazione di “Le avventure di Peter Pan”. Dopo essersi allontanata dalla produzione per dedicarsi alla propria famiglia, nel 1973 la donna riprende a lavorare come animatrice per la nota società di produzione Hannah-Barbera. Il desiderio di lavorare per la Disney, però, è talmente forte da spingerla a tornare e farsi riassumere presso studi di animazione più famosi al mondo. Ann Sullivan ha contribuito a colorare l’infanzia di più di una generazione di bambini.

Tra i lungometraggi più famosi a cui ha lavorato spiccano capolavori senza tempo quali “Oliver & Company”(1988), “La sirenetta”(1989) e “Il re leone”(1994). E ancora “Pocahontas”(1995), “Topolino e il cervello in fuga” (1995), “Hercules”(1997), “Tarzan”, “Fantasia 2000” (entrambi del 1999) e “Le follie dell’imperatore” (2000). La determinazione e la grinta di Ann non sono venute meno neanche in un momento decisivo per il cinema d’animazione, quello del passaggio all’animazione digitale. Verso la fine della sua carriera, infatti, Ann ha lavorato alla produzione di “Lilo & Stitch” (2002), “Il pianeta del tesoro” (2004) e “Mucche alla riscossa” (2004). 

Lilo & Stitch (2002)
Credits: @cinefilos.it

Sempre riportate dal Deadline, le parole di una dei quattro figli di Ann, Shannon:

“Mia madre aveva un grande senso dell’umorismo, era estremamente positiva e ha toccato chiunque sia stato abbastanza fortunato da averla incontrata. Adorava divertirsi”. 

 

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