Il palazzo Scuderie del Quirinale, costruito tra il 1722 e il 1732, avvicina il pubblico all’arte da secoli. Il tema della mostra “Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento” riguarda il Rinascimento italiano, riferimento fondamentale per la pittura e il gusto europeo dell’epoca. Attraverso gli sguardi e i racconti appassionati degli studiosi è possibile rivivere la meraviglia dei primi viaggiatori, che fin dal Cinquecento restarono incantati di fronte alla “pittura del gran Correggio”, nonché dal talento di Parmigianino nel quale, in un certo senso, vedevano incarnarsi il genio di Raffaello.

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Di solito si tende a circoscrivere l’arte rinascimentale, in particolare quella cinquecentesca, nei tre grandi centri: Firenze, Venezia, Roma. Questa mostra dà la possibilità di apprezzare l’altissima qualità dei dipinti e disegni realizzati, invece, a Parma, qualità che compete con altre opere realizzate in altre regioni della penisola. I due protagonisti sono appunto Antonio Allegri, (1489- 1534) detto Correggio e Francesco Mazzola (1503-1540), Parmigianino.

Il primo si recò a Parma, quando era già all’apice della carriera, e vi rimase per il resto della sua vita, con l’intento di esaminare l’intero percorso artistico. Sono stati selezionati circa venti dipinti che sottolineano non solo la straordinaria carica emotiva e la gamma di sentimenti espressi dal Correggio pittore di immagini religiose, ma anche le sue opere di soggetto mitologico che ebbero un’enorme influenza sugli artisti successivi, da Carracci, a Watteau, fino a Picasso.

Per quanto riguarda Parmigianino, la cui carriera lo vede attivo anche a Roma e a Bologna, il numero di dipinti esposti è all’incirca lo stesso, ma accanto a quelli di soggetto religioso e mitologico, l’accento è posto anche su i risultati spettacolari del genere del ritratto. Un’ampia selezione di opere su carta metterà in evidenza la profonda diversità del loro approccio alla pratica del disegno: quello sostanzialmente funzionale di Correggio sarà accostato alla produzione senz’altro più ricca e varia di Parmigianino, artista mosso da un bisogno quasi ossessivo di disegnare.
Alla luce delle opere esposte, appare chiaro che, Parmigianino sia stato profondamente influenzato dall’esempio del rivale e non solo nei primi anni della sua parabola artistica: si tratta tuttavia di due personalità molto diverse. Nel complesso, Correggio era il più ardente ed emotivo dei due, sempre mosso dal desiderio di dare espressione all’intera gamma dei sentimenti umani, dalla gioia al dolore. Nelle sue opere, la gioia assume connotazioni tanto sessuali quanto religiose: impeccabile il modo in cui ci restituisce l’incanto della Vergine Maria dinanzi al miracolo della nuova maternità, come l’emozione della mortale Danae posseduta da dio Giove. Al tempo stesso è capace di trasmettere il dolore della Madonna per la morte del figlio come l’estasi dei martiri che godono della visione salvifica nonostante la carneficina di cui sono vittime.

Correggio, la Madonna Barrymore Washington, NationalGallery of Art).

Correggio, la Madonna Barrymore (Washington, NationalGallery of Art)

 

Correggio, il Ritratto di Dama San Pietroburgo, Museo statele dellErmitage)

Correggio, il Ritratto di Dama (San Pietroburgo, Museo statele dellErmitage)

 

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Correggio, Il martirio di Quattro Santi (Parma, Galleria Nazionale)

 

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Correggio, Noli me tangere (Madrid, Museo del Prado)

 

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Correggio, Educazione Di Amore (Londra, The National Gallery)

 

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Correggio, Danae (Roma, Galleria Borghese)

 

L’arte del Parmigianino è volutamente lontana da una simile carica emotiva, non per questo meno affascinante. Le sue opere religiose sono di incomparabile eleganza, il cui relativo distacco dei protagonisti è comunicato attraverso la raffinatezza e la grazia dei movimenti e delle pose. Nonostante tutte le loro differenze, condividono tuttavia un’altra caratteristica fondamentale, ovvero l’evoluzione instancabile della loro arte. Infatti, il percorso della mostra è organizzato in modo tale da eseguire i mutamenti nel corso del tempo e sottolineare lo straordinario processo di trasformazione che coinvolge non solo lo stile di dipinti e disegni, ma anche i modi di rappresentare il principale soggetto della loro pittura, vale a dire la figura umana in tutta la sua esaltante varietà.

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Parmigianino, la Conversazione di Saulo (Vienna, Kunsthistoriches Museum)

 

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Parmigianino, la Madonna di San Zaccaria (Firenze, Galleria degli Uffizi)

 

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Parmigianino, la cosiddetta “Schiava Turca” (Galleria Nazionale di Parma)

 

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Parmigianino, Antea: uno dei ritratti più sofisticati e misteriosi di tutto il Cinquecento (Napoli, Museo di Capodimonte)

 

Oltre a Correggio e Parmigianino, che ovviamente sono i protagonisti dell’evento espositivo, la mostra include anche dipinti e disegni di altri tre artisti meno celebri ma non meno talentuosi della cosiddetta scuola di Parma: Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Gandani del Grano, a dimostrazione del fatto che uno degli effetti più notevoli della presenza a Parma di Correggio e Parmigianino fu proprio l’emergere di una numerosa cerchia di allievi e discepoli.
Sarà possibile vedere la mostra ancora per una settimana, precisamente fino al 26 giugno, presso le Scuderie del Quirinale.

Noi ve la consigliamo assolutamente!

 

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