Le presidenziali americane si avvicinano sempre di più. In tutto il mondo si parla dell’opposizione dei due candidati: il repubblicano presidente in carica Donald Trump e il democratico Joe Biden. La pandemia non sembra aver fermato la campagna degli sfidanti, che si rivela una delle più agguerrite di sempre. E mentre Donald Trump sembra, al giorno in cui scriviamo, perdere consensi (anche a seguito del disastroso primo dibattito contro il candidato democratico e della positività ad un virus che egli stesso aveva fin troppo sottovalutato), il supporto verso Biden pare crescere, anche nel mondo dell’arte contemporanea.

L’iniziativa

Artists for Biden consiste in una vendita online ospitata dalla Platform della David Zwirner Gallery. Più di cento grandi artisti e gallerie hanno aderito all’iniziativa, mettendo in vendita le loro opere al fine di donare i ricavati al Biden Victory Fund. L’obiettivo è quello di aiutare il finanziamento della campagna di Joe Biden e Kamala Harris (candidata vicepresidente del partito democratico) alle elezioni presidenziali 2020. Molti i nomi noti degli artisti, alcuni dei quali ormai pilastri della storia dell’arte: sono in vendita, infatti, opere di Jeff Koons, Ugo Rondinone, Richard Serra, Robert Rauschenberg, Robert Longo, Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Ellsworth Kelly e KAWS.

La bandiera di Jasper Johns

Il maggior esponente del New Dada si inserisce a pieno nel tema della vendita: Johns è passato alla storia per le sue riproduzioni della bandiera americana (una delle quali venduta all’asta per ben 36 milioni di dollari). Le sue Flags esprimono in pittura la potenza di un simbolo, quello del sogno americano o del suo fantasma. Ma Flag (1973) posta in vendita per il Biden Victory Fund è molto particolare rispetto alle altre: si tratta dell’ accostamento di due bandiere, dipinte di grigio scuro e a stento distinguibili. Colori tetri che oggi assumono il significato nuovo e drammatico di un’America sbagliata, sporca, da rinnovare attraverso un’amministrazione degna di questo nome.

Artists for Biden - Jasper Johns

Jasper Johns, “Flag II”, 1973 (fonte: platform.art)

La bandiera di Jeff Koons

Jeff Koons, sebbene anche la sua opera raffiguri la bandiera a stelle e strisce, intraprende una strada opposta per raccontare la contemporaneità statunitense. La bandiera del re del Kitsch, infatti, è colorata e luminosa. Il messaggio di Koons è positivo e ottimista, guarda ad un futuro di scintillante speranza.

“Viviamo in un momento critico, in cui i nostri valori e la nostra fede nella democrazia vengono testati. Confido in Joe Biden e Kamala Harris per guidare il popolo americano in avanti, in un modo che prometterà la preservazione degli ideali e dei valori sacri che rendono possibile la fondazione della nostra democrazia.”

—Jeff Koons

Forse, secondo Koons, bisogna recuperare un po’ della lucentezza nascosta nello sguardo di un bambino che guarda un coloratissimo palloncino.

Artists for Biden - Koons

Jeff Koons, “Flag”, 2020 (fonte: platform.art)

L’abbraccio di KAWS

Noto in tutto il mondo per i suoi CompanionsChums Accomplicies (personaggi fumettistici scaturiti dalla sua immaginazione), KAWS propone un’opera del 2017: TOGETHER”. Si tratta di una scultura in bronzo raffigurante due Companions stretti in un abbraccio. Tale gesto, oggi, non è per nulla scontato. In questo momento, non solo il Coronavirus ci impone una distanza fisica necessaria per la nostra salute, ma i governi di molte nazioni si pongono in una prospettiva di divisione e odio. Un abbraccio, invece, urla un messaggio contrario: l’unione fa la forza, oggi più che mai. Con quest’opera, KAWS, esprime la fiducia nel ritorno, in America e nel mondo, della possibilità di abbracciarsi, sia fisicamente (magari con una gestione migliore dell’emergenza sanitaria) che socialmente (con valori che promuovano l’unione e la fratellanza, piuttosto che l’odio e la paura del diverso).

Artists for Biden - KAWS

KAWS, “TOGETHER”, 2017 (fonte: platform.art)

Arte e politica: una relazione complicata

Dalla nascita di entrambe, l’arte e la politica sono state sempre tanto connesse quanto distanti. C’è chi sostiene che l’arte debba esistere solo in funzione di se stessa, e dunque esimersi dalle contingenze della contemporaneità per anelare all’eternità. Dall’altra parte, invece, molti non possono concepire l’arte come qualcosa di separato dalla sua funzione politica e, dunque, che deve assumersi la responsabilità del suo compito sociale. Eppure, forse, una vera opera d’arte deve possedere entrambe le qualità: riuscire ad essere perennemente attuale, vivere per sempre nella contemporaneità. Se un’opera perde la sua valenza, muore come opera d’arte e rimane come testimonianza. Raggiungere un’eternità che poi resta fine a se stessa, d’altro canto, non giova né all’artista, né al pubblico. Se il fine è l’arte per l’arte, perché dovremmo persino interessarcene? Un’opera dev’essere capace di essere contemporanea nel passato, nel presente e nel futuro, altrimenti è pura cronaca.

Bonnie Lautenberg, “Even Lady Liberty Lost Some of Her Freedom!”, 2020 (fonte: platform.art)

La portata delle elezioni presidenziali americane non si limita solamente agli States: la guida degli USA è un fattore di rilevanza mondiale, in una scena internazionale così influenzata dalle scelte economiche statunitensi. E questo, ovviamente, si riflette nell’arte. Non solo artisti americani, infatti, hanno espresso il loro disappunto verso l’amministrazione Trump: un esempio recente è l’ultima opera dello street-artist italiano (e trapiantato a Barcellona) TvBoy. What doesn’t kill you makes you stronger. Or not?” è il titolo dell’opera apparsa nella notte fra 7 e 8 ottobre nelle strade del capoluogo catalano. Essa ritrae l’attuale presidente americano nelle vesti di Superman, ironizzando sulla sua inaspettatamente pronta guarigione dal virus e sulle conseguenze delle sue affermazioni a riguardo.

artists for biden - TvBoy

TvBoy, “What doesn’t kill you makes you stronger. Or not?”, 2020 (dal profilo instagram di @tvboy)

L’arte ha una grande voce e chiede di essere ascoltata. Artists for Biden è una dichiarazione politica molto chiara, il desiderio e la speranza di un cambiamento rispetto ai quattro anni passati. L’arte contemporanea (americana e non) si schiera con i Democratici, per una miglior democrazia e per un governo guidato dal buon senso e non dal populismo. Ma bisogna sempre prestare attenzione: non è detto che la migliore scelta fra due alternative sia per forza buona. Anche un frutto acerbo sembra ottimo se comparato a uno marcio.

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