Egon Schiele è il padre dell’espressionismo tedesco. Il suo erotismo tragico e tormentato non ha mai smesso di travolgere il mondo dell’arte e il suo pubblico, tanto che, al centenario della sua morte, anche i suoi nudi tornano a fare a scandalo.

Egon Schiel. The Jubilee Show è la mostra celebrativa che è stata inaugurata dal 23 febbraio al Leopold Museum di Vienna, il quale ospita la maggiore collezione di opere di Egon Schiele al mondo, riuscendo a tracciare un’ampia panoramica sulla produzione di questo importante protagonista dell’espressionismo austriaco.

Egon Schiele, Gli Amanti, Leopold Museum di Vienna

«La mostra propone una “combinazione” di dipinti a olio, opere su carta e materiale d’archivio allo scopo di sottoporre all’attenzione dei visitatori i principali filoni tematici affrontati dall’artista nel corso della sua carriera. Dalla “disinvolta rottura” con le tradizioni della sua epoca fino alla definizione di un linguaggio distintivo, fortemente espressivo; dal complesso rapporto con la figura materna fino alla scelta di raffigurare anche giovanissime ragazze o adolescenti – circostanza che, come noto, lo portò all’arresto e alla detenzione, durata alcuni giorni. Nel corso della sua breve vita – interrotta dalla terribile epidemia di influenza spagnola del 1918, ad appena 28 anni – Egon Schiele si misurò anche con temi di carattere spirituale e con il genere del paesaggio, dando vita a viste di luoghi enigmatici e ad articolati scorci urbani; oltre, naturalmente, ai celeberrimi ritratti e autoritratti: eseguì nudi di donne adulte e di ragazze e indagò la sua stessa immagine, divenendo uno tra i più brillanti disegnatori dell’epoca moderna» (dal comunicato stampa della mostra).

In occasione della mostra monografica di Vienna, il Leopold Museum, per omaggiare l’artista austriaco, ha attuato una forte campagna pubblicitaria volta a coinvolgere gran parte del pubblico, specie internazionale, invitandolo a spogliarsi di tutte le costruzioni sociali che hanno inizialmente ostacolato la carriera dell’artista durante la sua ascesa, ma che infine, lo hanno reso celebre.

Ed è così che Schiele, a 100 anni dalla sua morte, torna ad essere censurato. Non più in un museo, ma nella London Tube. Fortunatamente, ancora una volta, la censura si dimostra essere la migliore pubblicità per ciò che vorrebbe celare, conferendo un incredibile seguito al pittore austriaco da parte del pubblico britannico.

La società di trasporti pubblici della capitale britannica, Transport for London pare abbia proposto agli austriaci di coprire le parti “offensive” delle opere di Schiele, ritenute troppo audaci per il pubblico della metropolitana poichè raffiguranti organi genitali di uomini e donne riprodotti esplicitamente. Una richiesta a cui il direttore dell’ufficio del turismo viennese Norbert Kettern, non ha esitato a dare un eloquente risposta. Ed è così che, i genitali dipinti dal pittore austriaco hanno viaggiato indisturbati sulla London Tube, coperti da un banner tanto provocatorio quanto diretto: “Ci dispiace, queste immagini hanno cent’anni, ma comunque sono troppo azzardate anche oggi”. E come accade spesso nella nostra epoca (ma anche in quella di Schiele), è subito un tormentone virale che ha incoraggiato l’ufficio austriaco a proporre lo stesso impianto pubblicitario anche a Colonia e ad Amburgo, in Germania.

Campagna Pubblicitaria nella Metropolitana di Londra

Inutile dire quanto questa straordinaria provocazione abbia giovato al Leopold Museum, i quali pronostici circa i visitatori europei alla mostra, sono da capogiro.

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